E’ di oggi la notizia che il Governo sosterrà la riorganizzazione e l’informatizzazione dei processi civili a Milano stanziando 3,5 milioni di euro. Sul tema della dematerializzazione nella PA si è discusso stamani a Palazzo Isimbardi nel corso di un workshop promosso da Pianeta Vivo, per iniziativa del Dipartimento Regionale Innovazione Tecnologica PdL, con il patrocinio della Provincia di Milano e con il supporto scientifico di CLUB TI. Hanno partecipato massimi esperti a tutti i livelli e nei settori più sensibili della PA. In particolare, Carmine Abagnale, vicepresidente commissione sicurezza del Comune di Milano ha segnalato l’arretratezza informatica nei servizi delle forze dell’ordine che rischiano di vanificare l’informatizzazione dei tribunali. Quindi il messaggio generale del workshop, sintetizzato dal prof Brembilla, Dipartimento Informatica Sistemistica e Comunicazione Università degli Studi Milano Bicocca, è stato proprio sulla necessità un re-engineering complessivo dei processi per ottenere quei risultati di efficacia ed efficienza che “l’ottimo piano Brunetta” vuole raggiungere. “Sugli investimenti – ha detto Sante Dotto, direttore sistemi informativi Consip- . alcuni studi parlano di ritorni dell’ 80%”.
“Un approccio strategico globale alla dematerializzazione è infine indispensabile- ha spiegato Raoul Chiesa- per garantire la sicurezza dei dati”.
285 milioni di record rubati nel corso dell’anno 2009. Questa l’astronomica cifra (con conseguente giro di affari nel mercato nero, criminalità organizzata e cyber crime) dei data-base (archivi informatici) sottratti nel 2009. L’informazione arriva dal rapporto VERIZON “2009 Data Breach Investigations Report ed è scioccante.
L’Italia si posiziona all’ottavo posto nella classifica mondiale dei Paesi da cui provengono “malicius activities”, ovvero attività tecnico-informatiche illegali, di dichiarato stampo criminoso, dopo il Canada e prima del Brasile.
Un altro studio, l’ICR (Internet Crime Report 2008) promosso da IC3 (Internet Crime Compliance Center) posiziona l’Italia al nono posto mondiale dei “perpetrator”, ovvero quei Paesi da cui hanno origine attacchi di natura informatica. Anche qui, se gli USA sono al primo posto ed il Regno Unito al secondo, l’Italia è subito prima della Romania e dopo la Spagna.
E’ di oggi la notizia che il Governo sosterrà la riorganizzazione e l’informatizzazione dei processi civili a Milano stanziando 3,5 milioni di euro. Un altro passo significativo verso l’attuazione del piano Brunetta di egovernment, dopo che nei giorni scorsi il Governo aveva varato il nuovo codice per l’amministrazione digitale (CAD). Sulla dematerializzazione nella PA però è urgente focalizzarsi sulla necessità di una regia globale, perché procedere ‘a macchia di leopardo’ rischia di far mancare gli obiettivi, sia in termini di sicurezza ma anche in termini di efficienza. E’ quanto è emerso durante il Workshop dal titolo “Dematerializzazione nei servizi al cittadino: dai casi di successo a una regia globale” svoltosi stamani a Milano, a Palazzo Isimbardi, sede della Provincia, promosso da Pianeta Vivo, per iniziativa del Dipartimento Regionale Innovazione Tecnologica PdL, organizzato dal Gruppo Areté con il patrocinio della Provincia di Milano e con il supporto scientifico di CLUB TI.
Nel corso del convegno, i relatori si sono trovati d’accordo sulla necessità di garantire la sicurezza delle informazioni laddove le evoluzioni di processo digitale porteranno i cittadini e la PA verso un mondo interamente digitale e meno burocratizzato, grazie anche al sostegno del Governo verso la Banda Larga.
“La sicurezza è l’esigenza primaria dei cittadini – ha sottolineato Francesca Arnaboldi, Presidente della Confconsumatori Lombardia.- Uno dei problemi è infatti quello della scarsa fiducia verso una gestione sicura – che rispetti al 100% la necessaria privacy, specialmente in ambienti critici come i dati sanitari e personali che “da domani” saranno on-line, abbandonando man mano i supporto cartacei. Oggi lo stato d’animo del cittadino comune davanti a Internet ed alle nuove tecnologie è di inquietudine: pochi si sentono tranquilli ad utilizzare i new media, anche per le normali transazioni quotidiane, temendo frodi, furti di identità e così via.”.
Ha sottolineato in proposito Raoul Chiesa, Senior Advisor sul Cybercrime presso le Nazioni Unite all’UNICRI (United Nations Interregional Crime & Justice Research Institute), fondatore del CLUSIT, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica e della @ Mediaservice.net: “Cresce la tecnologia, cresce l’informatizzazione della PA e, di conseguenza, crescono le probabilità di truffe ed abusi non autorizzati. Questo avviene, paradossalmente, perché è più facile rubare informazioni digitali che fisiche.”
Ha aperto il workshop Amedeo Carcassi, responsabile dipartimenti regionali PDL, che ha detto:”Occorre procedere sulla strada della dematerializzazione nella PA per aumentare l’efficienza a vantaggio di tutta la società, sfruttando lo sviluppo tecnologico”.
Quindi si è espresso favorevolmente all’impegno verso la dematarializzazione anche Massimo Turci, capogruppo PdL al Consiglio Provinciale, e Mario Dalla Bella dell’associazione Pianeta Vivo, che ha sottolineato i risvolti ambientali. Lassessore per la Qualità, Servizi al Cittadino e Semplificazione, Servizi Civici del Comune di Milano, Stefano Pillitteri, ha evidenziato come gli interventi realizzati con l’innovazione applicativa per la gestione delle carte di identità e degli atti di stato civile, denominata S.IM.A (Sistema Informativo delle Immagini degli Atti), consente lo snellimento delle procedure, migliorando sensibilmente la qualità delle informazioni ed i servizi ai cittadini.
A proposito del nuovo CAD, rivisitazione di quello già alaborato da Stanca, il prof Enzo Brembilla, docente dipartimento informatica sistemistica e comunicazione università degli studi Milano Bicocca, ha richiamato l’attenzione, “ora che il contesto normativo regolatorio per procedere nella dematerializzazione è pronto” alla urgenza di un re-engineering dei processi perché il piano del ministro Brunetta che è ottimo possa veramente dare valore a tutti gli stakeholder”.
Tre i casi di successo, introdotti da Giuseppe Verrini, Vice-Chairman NessPRO Italy.
Filippo Satta, ordinario di diritto amministrativo Università La Sapienza di Roma, ha sottolineato come utilizzare la dematerializzazione sia importante se parte dalla semplificazione delle norme che disciplinano il comportamento sociale rivedendo in particolare il sistema di discrezionalità.
Il giudice Pierpaolo Beluzzi ha descritto il progetto Digit 2.0 che dal 2004 contribuisce a migliorare l’efficienza del tribunale di Cremona; Roberto Palumbo, responsabile marketing delle soluzioni innovative e comunicazioni elettroniche di Poste italiane spa ha descritto i servizi digitali che Poste offre alle imprese, al cittadino a anche alla PA. Il prof Maurizio Viecca, direttore Cardiologia Ospedale Sacco di Milano e responsabile del progetto regionale MI-SAFE, spiegandone i dettagli, ha posto l’’accento sulle conseguenze anche per la vita delle persone, dell’ottimizzazione di tutti i servizi informatici ospedalieri. A conclusione, la tavola rotonda moderata da Piero Andreuccetti, Dipartimento regionale Innovazione tecnologica PdL, ha visto a confronto esperienze diverse sul campo. Michelangelo Marinelli, direttore del fondo Fonsicar Energy, sulla base della sua esperienza di gestione di capitali esteri in Italia, ha rilevato le difficoltà del cittadino che vuole aprire una nuova impresa in termini di costi- 2673 euro, i più alti d’Europa (media EU 417)-, 23 giorni per ottenere la partita IVA e 65 passaggi burocratici obbligatori. La Comunicazione Unica annunciata da Brunetta sarebbe in gran parte risolutiva ma l’attuazione tarda a concretizzarsi.
Carmine Abagnale, vicepresidente commissione sicurezza del Comune di Milano ha segnalato l’arretratezza informatica nei servizi delle forse del’ordine che pure hanno rilevanza fondamentale per la vita e la libertà dei cittadini e che vanificano spesso l’informatizzazione dei tribunali. Gianna Detoni, ad di PantaRay e presidente di HI CARE (www.hicareonlus.org), ha parlato dei vantaggi della dematerializzazione dal punto di vista della continuità e dell’efficienza operativa delle aziende; Sante Dotto, direttore sistemi informativi Consip ha detto che la logica del topdown normativo non basta, occorre change management. Sul problema della reperibilità degli investimenti, ha citato alcuni studi su casi specifici che dimostrerebbero ritorni dell’80%. Daniele Crespi, responsabile sviluppo servizi CRS Lombardia Informatica ha descritto in particolare tutti i servizi accessibili con la carta regionale dei servizi, che i cittadini non conoscono perché non ci sono fondi per fare sufficiente informazione; Alessandro Villa, sales&marketing senior VPComputeK Locazioni, ha parlato della locazione finanziaria nel settore ICT che non viene utilizzata dalla PA per vincoli legislativi e che invece potrebbe dare impulso alla maggior diffusione della tecnologia. Guido George Lombardi fondatore di Pianeta Vivo, associazione ambientalista di nuova generazione, ha concluso esprimendo soddisfazione per gli esiti del workshop perché la mission di Pianeta Vivo è proprio quella di utilizzare la tecnologia per migliorare non solo l’ambiente, ma anche la qualità della vita delle persone.
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