Monthly Archives: marzo 2011

Fabrizio Palenzona: Seminario Arel sullo sviluppo dei porti italiani

Seminario Arel sullo sviluppo dei porti italiani tra iniziative di riforma e progetti di investimento.

“E’ necessario rilanciare il settore portuale italiano”, lo ha dichiarato Fabrizio Palenzona, Vice Presidente di Unicredit, a margine del seminario “Lo sviluppo dei porti italiani tra iniziative di riforma e progetti di investimento” promosso dall’Arel, Agenzia di Ricerche e Legislazione.


Prioritarie per un settore strategico per l’Italia come quello portuale sono la riorganizzazione del quadro delle funzioni istituzionali e l’innovazione degli strumenti giuridici. Per incrementare la propria presenza nei mercati globali – si è discusso nel corso del seminario – il settore portuale italiano deve affrontare la sfida del traffico merci internazionale nel contesto dell’integrazione degli scambi comunitari e dell’affermazione dei nuovi protagonisti mondiali quali Cina, India, Brasile e i paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo.

(Fonte: Phinet Blog)

Social Media Communication
Phinet
Roma Italia

Psicogenealogia degli antenati ed approccio psicogenerazionale

Nell’esperienza carbonara e patriottica furono coinvolte tre generazioni della mia famiglia di appartenenza: Gaetano Mottola (1761-1847), il suo figlio ultimogenito Giosuè Mottola (1801-1844) ed il suo nipote Lorenzo Mottola (che era figlio del suo primogenito Antonio Mottola). Approfondire le proprie origini è un contributo alla consapevolezza ed alla accettazione del fatto che tutti abbiamo una storia e che questa storia ci pervade e ci attraversa. Ogni nazione, ogni famiglia, ogni sistema (squadra, gruppo, ambiente di lavoro, ambiente scolastico) possiede delle proprie regole e valori spesso non esplicitati ed acquisiti dai componenti del sistema in maniera non consapevole. Le dinamiche nascoste che mantengono legati gli individui alla propria nazione, alla propria famiglia, al proprio gruppo sono una modalità di appartenenza e queste lealtà a valori, idee, leggi del sistema sono spesso invisibili ed inconsapevoli e ci spingono ad attuare degli atteggiamenti e dei comportamenti che condizionano la nostra vita, sia le cognizioni, sia le emozioni, sia le relazioni. Possiamo infatti renderci conto che la nostra vita spesso viene condizionata da atteggiamenti e comportamenti che non sono proprio nostri, ma che appartengono ad altri membri della famiglia, magari scomparsi da tempo, e che esercitano ancora un certo influsso e quindi di fatto limitano la nostra libertà. Anche se razionalmente ci diciamo che le colpe dei padri non possono ricadere sui figli, in realtà da un punto di vista antropologico e psicosociale invece esercitano delle interferenze, che possono bloccarci nella nostra crescita e maturazione come individui ed anche come cittadini. Esiste un vincolo particolare, come un legame biologico, con tutti i membri della nostra famiglia e della nostra nazione. Esistono legami invisibili e non percepibili anche con quei membri che non abbiamo mai conosciuto e di cui non abbiamo mai sentito parlare. Acquisendo cognizioni sul nostro passato personale e collettivo si può entrare in contatto con informazioni importanti su ciò che disturba o favorisce l’equilibrio nelle relazioni tra i componenti del sistema, migliorando in genere la relazione con se stessi e con il mondo, in un processo graduale e creativo di consapevolezza, accettazione e riparazione. A tal proposito Alejandro Jodorowsky, il quale -oltre che noto regista e scrittore- è anche dottore in psicologia, è originale elaboratore di un approccio di guarigione, fondato sulla psicogenealogia e psicomagia. Infatti neuropsicologia, approccio sistemico e psicologia transpersonale sempre più elaborano dati che disvelano una forza, che agisce costantemente su di noi e definita da Alejandro Jodorowsky “egregore” familiare e sociale. Questo termine sta ad indicare il carico emotivo-cognitivo che ogni soggetto subisce per il semplice fatto di nascere, crescere, operare in un nucleo familiare ed in contesto sociale. Non è il generico ed ovvio confronto con opinioni, bisogni, desideri, che ogni individuo ha da effettuare nell’interazione costante con l’ambiente circostante. È la pressione determinata da convinzioni, credenze, simboli, miti -strutturatisi e convalidatisi nel processo di sviluppo (e prima che la struttura logico-astratta si sia consolidata)- ed assorbita come marcato condizionamento emotivo e cognitivo. Un “egregore” è un’entità collettiva creata dal pensiero di tutti gli individui appartenenti a un raggruppamento, a un popolo, ad un nucleo familiare; per esempio i loro pensieri, i loro desideri che vanno tutti nella medesima direzione formano un “egregore” impregnato, nutrito, modellato da quella collettività. Accedere ai problemi significa dunque entrare nella famiglia e nel contesto sociale del soggetto, penetrare l’atmosfera psicologica del suo ambiente, in quanto tutti siamo segnati, se non addirittura contaminati, dall’universo psicomentale dei nostri antenati (psicogenealogia). Così molti individui fanno propria una personalità, che non è la loro, ma che proviene da uno o più componenti del loro ambito affettivo parentale e sociale. Nascere in una famiglia (ed in termini allargati in una società) è secondo Alejandro Jodorowsky essere posseduto e questo possesso si trasmette di generazione in generazione, proiettando sui propri figli ciò che prima era stato proiettato su di noi. Per acquisire la libertà di azione occorre interrompere tale circolo vizioso. Affinché la presa di coscienza divenga efficace, Alejandro Jodorowsky ha elaborato la psicomagia, basata sull’induzione a far compiere un’azione precisa -a forte connotazione emotiva e simbolica-, senza per questo assumere la tutela o diventare la guida del soggetto per lunghi periodi (come avviene in psicoterapia). Gli atti psicomagici sono dunque atti paradossali che possono scuotere l’immobilità patologica e compulsiva, di cui siamo prigionieri a causa delle nostre fobie e dei nostri malesseri, per l’appunto in buona parte trasmessici o comunque sostenuti dalla nostra storia familiare e sociale. La progressiva consapevolezza dell’influenza interiore, che esercitano su ognuno di noi convinzioni, credenze, simboli, miti -consolidatisi nella storia familiare e sociale- ci consente di passare da una fase di inattuale reazione (ad antichi eventi familiari e sociali) ad una fase di azione radicata nel qui ed ora e pertanto attuale. Fattore importante che l’analisi psicogenerazionale denota è il fenomeno dell’impatto delle morti improvvise o precoci in ambito familiare (e nella nostra storia collettiva si sono determinati comunque molti lutti); in genere l’emozione che si instaura in caso di morte improvvisa o precoce è di rabbia-risentimento, accompagnata dalla cognizione “ma perché è capitato proprio a me?”, che i familiari rimuginano spesso incessantemente. Il carico emotivo-cognitivo collegato a morti improvvise o precoci, dunque, si esprime in un accumulo di rabbia-risentimento, che interferisce con la struttura di personalità del soggetto, soprattutto se rimane a livello inconsapevole. La mancata consapevolezza di questa rabbia-risentimento non consente il completamento del processo di elaborazione e dunque determina la cronicizzazione di queste emozioni. Molti atteggiamenti e comportamenti tendenzialmente ostili possono pertanto scaturire dalla cronicizzazione della rabbia-risentimento, il cui mancato riconoscimento e relativa elaborazione possono inoltre sostenere processi di somatizzazione. In conclusione, mentre tendenzialmente siamo portati a sbarazzarci del nostro passato (ad esempio liberandoci di situazioni ed oggetti conflittuali), possiamo invece avere difficoltà a divenire progressivamente consapevoli dell’influenza interiore che convinzioni, credenze, simboli, miti -consolidatisi nella storia familiare e sociale- esercitano comunque su ognuno di noi. Solo un costante e continuativo impegno di elaborazione ci consente di passare da una fase di reazione ad una fase di azione. Laddove ci illudiamo di stare agendo, invece spesso stiamo ancora prevalentemente reagendo ad antichi eventi familiari e sociali. Per sapere a cosa stiamo reagendo, può essere indubbiamente utile quanto ricavabile dall’analisi psicogenerazionale ed operativamente liberarsene tramite la psicomagia, originali approcci elaborati dalla versatilità di Alejandro Jodorowsky ed ulteriori strumenti a disposizione del processo di guarigione e di riequilibrio psicofisico ed esistenziale. Sono d’accordo con Gian Battista Vico, per cui la storia è “scienza” appunto nella misura in cui essa aiuta l’uomo a rendersi conto dei propri limiti, della propria dipendenza, ciò che la natura -a suo giudizio- non è in grado di fare con altrettanta incisività. Inoltre la storia è caratterizzata da “corsi e ricorsi”, al punto che la barbarie può sempre tornare in auge. Ecco che occorre, dunque, individuare le forze di ogni sistema di relazioni, riconoscendole e volgendole al positivo, in modo da far sì che i conflitti possano trovare una possibile soluzione. Dunque approfondire la storia della propria famiglia e nazione sostiene nel processo di crescita e maturazione esistenziale. Maurizio Mottola Convegno \"Antenati carbonari e patrioti: i Mottola di Altavilla Silentina.\"

Evelina Manna Primavera 2011: Esce oggi Beahance il suo nuovo Book Fotografico

In concomitanza con l’arrivo della primavera, esce oggi la nuova galleria fotografica di Evelina Manna : online sul network Behance

E’ stato rilasciato il nuovo book fotografico online di Evelina Manna.

Vengono presentati degli scatti diventati poi copertine di alcuni tra le più importanti testate italiane. Evelina Manna è al centro dell’obiettivo di grandissimi fotografi di fama internazionale : Ellen Von Unwerth, Aldo Fallai, Patrick Demarchellier, Jonathan Lennard, Gianmarco Chieregato, Bruno Bisang, Jean Baptiste Grenouille.

12 scatti artistici che tramite la piattaforma Behance verranno veicolati sui network “social”.
I profili Twitter e Facebook verranno continuamente aggiornati per permettere agli utenti di visualizzare e commentare la galleria.

Evelina Manna, della quale possiamo ammirare alcuni scatti fotografici, nasce a Roma da genitori pugliesi, Aveva pochi anni quando vede in tv Carla Fracci che balla sulle punte. Resta incantata a guardarla, chiede alla mamma di iscriverla a danza classica. Una specie di folgorazione per la recitazione, il palcoscenico, che si ripete qualche tempo poco, davanti ad uno dei capolavori di Charlie Chaplin, “il monello”.

Lei comincia a recitare nel teatro della parrocchia, dove frequenta le scuole dell’Ordine Francescano sino a diplomarsi maestra elementare. Intanto ha già scoperto la sua fotogenia ed inizia il lavoro professionale di modella. Ė un periodo chiave della sua vita: lascia la famiglia (che faticava a seguirne la passione artistica). Si sposta prima a Parigi, poi a New York. Lavora molto, e con i grandi fotografi. A Londra conosce Susan Strasberg, che la spinge a partecipare ai seminari dell’Actor’s Studio.

Inizia a recitare, nell’off Broadway, come a Roma, dove porta in scena “Io e Annie” di W.Allen. Nella sua città natale esordisce davanti alla macchina da presa con il “Padre Pio” per Rai 1 e “La guerra è finita”. Per il grande schermo gira “Casomai” di Alessandro D’Alatri, e il cortometraggio “Una bellissima bambina” di Mimmo Calopresti, presente alla 61° Mostra del Cinema di Venezia. Tra la passione per il cinema ed il teatro ogni tanto ritorna alla fotografia d’autore, per i giornali più Glamour.

Nella vita di tutti i giorni, ama gli animali, la buona cucina, gli amici di sempre. Segno zodiacale Cancro, ascendente Scorpione, alterna momenti di pigrizia a periodi di grande effervescenza, anche negli sport estremi. Nel 2006/2007 è protagonista di “Breaking the Silence” uno spot contro la violenza sulle donne, una produzione inglese per la Comunità Europea. L’ultimo lavoro, americano, è nel cast di “Alessandro Magno” di Oliver Stone.

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Patè calabresi…deliziarsi è d’obbligo!!!

I veri cultori della buona tavola, si sa, sono sempre alla ricerca di stravaganze ed originalità che magari difficilmente si riescono a reperire nella comune distribuzione, tradizionale o moderna che sia. Un modo per deliziarsi in modo originale, anche nelle piccole cose o negli assaggini che di tanto in tanto vengono proposti come pre-pasto quotidiano oppure in occasione di ricorrenze particolari, momenti in cui le preparazioni messe in bella mostra ai commensali richiedono una cura ed una attenzione più “ricercata” per far davvero bella figura. Ecco, dunque, che crostini, assaggini e tartine varie vanno adeguatamente preparati con salsine, creme e patè di una spanna superiore rispetto al normale.

Sono davvero tante le proposte della gastronomia calabrese in fatto di patè, prelibatezze prodotte con sapienza e cura oltremodo artigianale, delizie davvero uniche acquistabili presso siti di commercio elettronico della regione che operano in rete con consolidata esperienza e riconosciuta ed oltremodo provata affidabilità (…in rete, non si sa mai a chi ci si affida!!).

Disquisendo di ricercatezze calabresi, senza dubbio la fa da padrona su tutti il patè di peperoncino, punta di diamante delle proposte di questa famiglia di prodotti, un sapore schietto e che univocamente viene ritenuto gradevole e di indiscusso pregio, visto che conosce tra i suoi ingredienti solo materie prime assolutamente naturali: peperoncini piccanti calabresi, olio di oliva, aceto di vino e sale, elaborati ad arte per ottenerne un composto che stupirà di certo voi stessi e gli ospiti .

E che dire, poi, del patè di olive (nere o verdi) oppure di quello di carciofi, che oltre a strabiliare nella preparazione di antipasti risulta oltremodo versatile allorquando c’è da risolvere “quattro & quattrotto” il problema del “primo” piatto: due spaghetti, un tocco di patè, un filo d’olio, magari una buona spruzzatina di formaggio grattugiato (grana, parmigiano o pecorino che sia, a seconda delle preferenze)…ed il gioco e bello e fatto.

E se invece abbiamo l’esigenza di esaltare il sapore di un secondo a base di pesce, torna più che utile ed opportuno, a tal proposito, il patè di capperi: qui il pepe nero, la sensazione procurata dal leggero tocchetto di peperoncino ed il retrogusto di aceto che si riesce appena a percepire, riservano alle preparazioni a base di ittici una esclusività davvero unica, riservata agli esperti della buona cucina.

O se è il caso di rafforzare un piatto a base di funghi…eccovi servita la relativa crema di ricercati funghi calabresi, scelti tra i migliori che il verde ed incontaminato altopiano della Sila può naturalmente offrire.

L’ampia varietà proposta continua a spaziare ancora su tipologie dal gusto eccezionale ed inimitabile, quali il patè di di pomodori secchi (beninteso, di veri pomodori calabresi…altro che roba asiatica!!); la crema di Lampascioni, le famose cipolline selvatiche che nella regione ancora i contadini riescono a fatica a reperire; la crema di rape, il patè di melanzane o quello di fave.

Ed è normale che tutte le referenze prodotte con ingrediente base “sua maesta il peperoncino calabrese” godono del patrocino dell’Accademia Italiana del peperoncino, nata ed operante già dal 1994 con lo scopo di creare, approfondire e diffondere una vera e propria cultura del peperoncino

A voi la scelta, dunque…..ed ovviamente complimenti per gli usi, gli accostamenti e le sperimentazioni che sarete capaci di creare: il segreto per aver successo in cucina è sempre quello di avere una buona fantasia ed un eccezionale spirito creativo!!

Web Marketing a Firenze il 12 e 13 Aprile

Marketing Informatico srl. ti offre una grande opportunità.
Quella di diventare un esperto del web marketing.
Il 12 e il 13 Aprile a Firenze si terrà un corso di web marketing.

Due gionate in cui cercheremo di insegnarti una metodologia vincente per fare business.

Il corso è poco teorico e molto pratico, e toccherà differenti temi:

  • posizionamento e scelta delle parole chiave;
  • Direct e Mail marketing;
  • funzionamento del Pay per Click;
  • utilizzo dei social network;
  • attività di Article Marketing.

I posti sono 30.
Per informazioni sul corso di Web Marketing a Firenze contatta il numero verde 800 031945.

Conservazione del cordone ombelicale: la community di Mamme nella Rete si accende

L’intervista sul prelievo e la donazione delle cellule staminali del sangue cordonale ha sollevato numerosi pareri da parte delle utenti della community.
Il dibattito verte sulla differenza fra donare e conservare le cellule staminali al momento del parto, poiché il sangue residuo della placenta e del cordone ombelicale ne è una fonte molto preziosa.

In Italia sono 18 le banche di sangue cordonale attive e istituite all’interno di strutture pubbliche.

Al momento del parto le mamme possono donare (previa richiesta e compilazione di moduli) le cellule staminali contenute nel sangue del cordone ombelicale. Queste cellule possono servire non solo per curare patologie come immunodeficienze o leucemie, ma possono essere anche conservate (forse in Italia non ancora), per eventuali cure future.

Ma ha senso conservarle per preservare la salute propria o del bambino (conservazione autologa) oppure è più corretto donarle?

Secondo le disposizioni in materia di conservazione delle cellule, in Italia l’autorizzazione alla conservazione autologa avviene solo nei casi in cui uno screening neonatale riesca a preventivare malattie genetiche o ereditarie, o in cui i genitori stessi soffrano di patologie curabili con cellule staminali.
Queste patologie però potrebbero non presentarsi mai nel neonato, e perciò la conservazione autologa perderebbe di efficacia, sia perché sono ancora pochissime le strutture attrezzate alla conservazione delle cellule, sia perché esse vengono sottratte all’utilizzo nelle cure di chi è già malato, oltre che richiedere una spesa ingente senza la certezza che la conservazione sia davvero effiace negli anni.

Nonostante l’argomento sia ancora poco diffuso tra le future mamme italiane, la pratica del prelievo dalla cordonale è in uso fin dagli anni ’80, e i numeri di mamme donatrici sono in crescita: sono 19.727 le unità di cellule staminali emopoietiche donate in Italia nel 2010, contro le 16.207 del 2009.

Le opinioni emerse in rete sottolineano che a meno che non si possano separare in cellule per la donazione e in cellule per la conservazione autologa, la donazione resta la scelta più giusta, come afferma Cirdan il Timoniere su FriendFeed: Il cordone è un dono che andrebbe fatto prima agli altri, senza “sprecarlo” per patologie familiari che non è detto ti vengano mai.
Su Facebook invece Elisabetta afferma: So che in Italia è possibile esclusivamente donare il sangue cordonale e non conservarlo per uso personale. Oltretutto sembra che non ci sia evidenza scientifica del beneficio dell’uso autologo del sangue cordonale.

Tuttavia Clarita, futura mamma, dichiara di aver richiesto di poter fare la donazione, ma di esser stata respinta per mancanza di mezzi adeguati.
Spesso infatti, come spiega l’ADISCO, in alcuni casi non è possibile garantire da parte delle strutture sanitarie coinvolte la continuità del prelievo, perché si tratta di una pratica delicata che richiede personale addestrato e competente, nonché la certezza di effettuare il trasporto presso la banca di sangue cordonale nei tempi stabiliti.

Le informazioni sono varie e in continuo cambiamento, come le leggi e i miglioramenti dei servizi in ospedali e strutture private. In Italia gli enti adibiti alla conservazione del sangue cordonale sono ancora pochi e scarsamente attrezzati, e questa pratica è ancora così poco diffusa, tanto da essere oggetto di dimenticanza: mamma Vera testimonia di aver richiesto la donazione, cosa che poi nel trambusto del parto è stata dimenticata.

D’altra parte, la donazione di cellule staminali per chi è già malato è un atto di immenso amore, sia perché il prelievo è indolore e immediato (al contrario dei dolorosi prelievi dalla spina dorsale, che richiedono anestesia e lunga degenza), sia perché grazie a esse si possono salvare numerose vite.

Non sempre poi la donazione va a buon fine: succede che il sangue cordonale non contenga abbastanza cellule, come è successo a Valeria e suo marito, che avevano preparato tutti i documenti prima della nascita ma che purtroppo non hanno potuto donare.

Nei social network in cui Mamme nella Rete agisce, tutti gli utenti hanno affermato di essere pro donazione e contro la conservazione autologa, sperando che i donatori aumentino in modo esponenziale e che non ci sia bisogno della conservazione per assicurarsi eventuali cure.

Foto: Flickr
Per info e foto: press@mammenellarete.it
www.mammenellarete.it – FacebookFriendFeedTwitter

Biglietteria Elettronica Teatro

Biglietteria Elettronica Teatro

Bookingshow Teatro è una soluzione pensata e creata in base alle esigenze gestionali e operative del mondo teatrale. Bookingshow Teatro permette la creazione e gestione di un singolo evento o di un ampio calendario di date oltre che la gestione degli abbonamenti a turno fisso, a turno libero e abbonamenti Trasversali tra più strutture. Le principali opzioni dedicate al pacchetto teatro:

• Certificazione dell’Agenzia delle Entrate del sistema per l’emissione di titoli di accesso previsti dal decreto legislativo n.60 del 1999

• Riproduzione della mappa e dei settori del teatro;

• Prenotazione e riserva dei posti;

• Schermo touch screen per velocizzare le operazioni di emissione;

• Doppio monitor per permettere ai clienti la scelta del posto al botteghino

• Rete di prevendita bookingshow per la vendita degli eventi;

• Vendita tramite iPhone

• Creazione di abbonamenti /miniabbonamenti a turno fisso o a turno libero;

• Trasmissione telematica dati e log di transazione agli organi competenti;

• Personalizzazione fronte retro dei supporti cartacei in quardicomia o in 4+1;

• Promozione degli eventi sul portale multilingua www.bookingshow.com nella home page o nella sezione teatri e/o tramite newsletter dedicate;

• Reportistica fiscale giornaliera e mensile in tempo reale consultabile da qualsiasi pc;

• Report di marketing e analisi vendite in tempo reale e consultabili da qualsiasi pc.

Massimiliano di Cesare

Addetto Stampa Bookingshow

Santana Guitar Heaven 2011

Santana Guitar Heaven 2011

Il nuovo tour di Carlos Santana, Guitar Heaven 2011, sbarcherà in Europa a partire da giugno. Sarà a Bari il 21 Luglio all’Arena della Vittoria con inizio alle ore 21.

Il chitarrista messicano porterà sui palcoscenici italiani i brani del suo ultimo album Guitar Heaven, che contiene la rivisitazione di Whole lotta love cantata da Chris Cornell e Back in black in cui duetta con Nas. La scaletta del “Guitar Heaven 2011” ripercorrerà gli oltre quarant’anni di carriera di Santana, con i brani che l’hanno reso celebre, ma sarà  anche arricchita da alcuni dei pezzi rock storici contenuti nel suo recente “Guitar Heaven: The Greatest Guitar Classics Of All Time”, album uscito lo scorso settembre che raccoglie le più belle canzoni rock di tutti i tempi, scelte da Carlos Santana e Clive Davis e impreziosite da ospiti straordinari. Per citare alcuni titoli, “Whola Lotta Love” dei Led Zeppelin, “Riders On The Storm” dei Doors, “Back in Black” degli AC/DC, interpretate da alcuni dei nomi più grandi della musica rock mondiale.

Come sempre, per ogni biglietto venduto sarà donata la somma di 0,70 centesimi alla Fondazione Milagro, l’organizzazione benefica fondata da Carlos Santana e la sua famiglia nel 1998, per sostenere i bambini orfani di tutto il mondo.

L’appuntamento da ricordare è il 21 Luglio a Bari presso l’Arena della Vittoria con inizio alle ore 21.

I biglietti sono disponibili sul circuito BookingShow :

  • Punti vendita sul territorio nazionale, riconoscibili dalla vetrofania che espongono, il cuore BookingShow con la scritta punto vendita.
  • Portale web all’indirizzo www.bookingshow.com da cui è possibile acquistare in tutta sicurezza i biglietti per gli eventi 24 ore su 24 pagando con carta di credito.

 

Massimiliano di Cesare

Addetto Stampa Bookingshow

GIRO D’ITALIA IN 19 GREENS CON FINALE NAZIONALE

Caffè del Doge Golf Trophy quattordicesima edizione: una straordinaria sfida dedicata a tutti i golfisti sul palcoscenico di alcuni tra i più bei circoli d’Italia.
19 gare di qualifica emozionanti – la prima a Novara – che permetteranno, ai vincitori di ogni tappa, di  scontrarsi in una finale nazionale presso il  Golf Club di Lignano.

Con Caffè del Doge ed il supporto dei molti sponsor che hanno deciso di accompagnarlo, il Trofeo unisce il piacere della sfida sportiva itinerante a una nuova esperienza multimediale grazie al sito dedicato www.caffedeldogegolf.com sempre aggiornato e pieno di novità tra le quali la possibilità di scaricare le foto di ogni tappa gratuitamente.
Ideatore e main sponsor dell’evento è Bernardo della Mea, AD Caffè del Doge e appassionato golfista, che da quest’anno ha voluto aprire il trofeo alla collaborazione di nuovi sponsor: aziende dell’eccellenza italiana che mirano a farsi conoscere al pubblico attraverso il canale sempre attuale della sponsorizzazione di eventi esclusivi.

Il trofeo si concluderà il 7 ottobre 2011 a Lignano con la cena di gala alla presenza di tutti i rappresentanti degli sponsor.

CALENDARIO GARE

CIRCOLO    DATA
CASTELCONTURBIA (NO)    02 APRILE
MARGARA (AL)    03 APRILE
POGGIO DEI MEDICI (FI)    10 APRILE
VARESE    25 APRILE
VENEZIA    01 MAGGIO
MONTECATINI (PT)    15 MAGGIO
LE PAVONIERE  (PO)    28 MAGGIO
LIGNANO (UD)    02 GIUGNO
ALBARELLA (RO)    12 GIUGNO
CERVIA  (RA)    19 GIUGNO
COLLI BERICI (VI)    10 LUGLIO
SANT’ANNA (GE)    17 LUGLIO
COSMOPOLITAN (PI)    14 AGOSTO
DOLOMITI (TN)    21 AGOSTO
CA’ DELLA NAVE (VE)    04 SETTEMBRE
TRIESTE    11 SETTEMBRE
CHERVO’ (BS)    17 SETTEMBRE
TORRAZZO (CR)    24 SETTEMBRE
CASTELFRANCO (TV)    02 OTTOBRE
LIGNANO (UD) – FINALE NAZIONALE     07 OTTOBRE

Ufficio Stampa Caffè del Doge Golf Trophy

Laura Pontin – l.pontin@warmideas.it
Federico Brancaleone – f.brancaleone@warmideas.it

Tel. 0437 858465
fax 0437 888826

A chi serve la biorisonanza magnetica…

L’esperienza pratica di Roberto Morosi, membro del team di fisioterapia del Milanello Traning Centre e coordinatore/responsabile del settore fisioterapico, della palestra riabilitativa e metabolica e dell’ area fitness del centro polispecialistico MEDITEL di Saronno
Saronno – “La biorisonanza magnetica è un tipo di trattamento che personalmente raccomanderei a tutta la famiglia”, esordisce così Roberto Morosi, oggi nel team di fisioterapia del Milan e coordinatore del settore fisioterapico, della palestra riabilitativa e metabolica e dell’area fitness del centro polispecialistico Meditel di Saronno. “Il benessere è relativo, frutto di sensazioni del tutto soggettive, i risultati raggiungibili con la biorisonanza magnetica sono invece tangibili per chiunque”.
clicca per ingrandireIl noto fisioterapista ed osteopata è entrato in contatto con i sistemi di biorisonanza magnetica VITA-LIFE nel 2000, quando gli furono consigliati da una persona della massima fiducia, propugnatrice della medicina naturale, per alleviare al padre le sofferenze dovute ad un grave carcinoma. In particolare gli fu consigliato R-System® di VITA-LIFE, già impiegato da tempo da tale persona per lenire i dolori che affliggevano la madre ottantenne, che, a posteriori del trattamento, risultava più vitale.
“Su indicazione del consulente VITA-LIFE abbiamo eseguito su mio padre 3 cicli di biorisonanza magnetica al giorno, atti a diminuire l’incidenza delle controindicazioni tipiche della chemioterapia. Abbiamo notato un miglioramento delle sue condizioni generali, che però non possiamo imputare con certezza alla biorisonanza magnetica, ma essendo lo stadio del carcinoma ormai avanzato, purtroppo dopo 7 mesi non abbiamo potuto fare più nulla”, ci confida Morosi.
“Solo quando ho impiegato il dispositivo VITA-LIFE personalmente, ne ho compreso i benefici” prosegue Morosi. Appena prima di iniziare la sua attività presso l’A.C. Milan, Morosi ebbe infatti un infortunio durante una partita di pallavolo, una distorsione del ginocchio con corrispondente gonfiore che non riuscì a debellare neanche con il laser a puntale di cui si serviva di norma anche nei trattamenti ai suoi assistiti. Dopo aver effettuato tre cicli di trattamento localizzato, della durata di 24 minuti cad., impiegando il cuscinetto per l’applicazione localizzata in dotazione con R-System, il dolore si era notevolmente ridotto. La mattina dopo il ginocchio si era completamente sgonfiato. “Non credevo nei macchinari biomedicali, ma dopo aver verificato in prima persona l’effetto esclusivo di questa terapia, ho decisamente cambiato punto di vista”. Oggi R-System® e vSystem® vengono usati anche per i trattamenti dei giocatori della squadra, che impiegano i sistemi in modo del tutto autonomo, quando sentono la necessità di rigenerarsi, ad esempio per contrastare eventuali jetlag in trasferte con congrue differenze di fuso orario, oppure seguiti dal team di fisioterapia in caso di riabilitazione post infortunio.
“Sono davvero numerosi i casi inerenti il mio specifico dominio professionale dove abbiamo riscontrato notevoli successi con la biorisonanza magnetica”. Per fare alcuni esempi concreti Morosi cita un caso di rottura del quinto metatarso in una persona anziana. Applicando la biorisonanza magnetica si è riscontrata una velocizzazione del consolidamento osseo. Nei casi di borsiti dell’anca, distorsioni con edema importanti, traumi articolari, lombo-sciatalgie, problemi radicolari con infiammazioni più o meno gravi dei nervi irritati o compressi, per Morosi all’ordine del giorno, la biorisonanza magnetica a sé stante o abbinata ad altre terapie, ad esempio i trattamenti laser, ha contribuito in modo sostanziale.
Ma Morosi ha potuto riscontrare l’apporto concreto della biorisonanza magnetica VITA-LIFE, che nasce come sistema atto a “ripolarizzare” l’organismo, anche in casi inimmaginabili, ed in quanto tali eclatanti, poiché frutto di sperimentazioni e curiosità. Sottoponendolo l’organismo allo stesso campo magnetico originario della terra, privo di elettrosmog, si favorisce la stabilizzazione dell’equilibrio cellulare, con risultati sorprendenti.
“Chi si aspetterebbe mai che con questi trattamenti si possa ridurre l’incidenza di infiammazioni croniche della pelle, spesso recidivanti, come le manifestazioni neuritiche dell’herpes zoster”, commenta Morosi, che in quel mentre riceve una telefonata dal suo assistente, non ha sentito la sveglia, “lui aveva uno squilibrio tale del ritmo circadiano, da non dormire per mesi” aggiunge “ecco un ulteriore beneficio della biorisonanza magnetica!”

VITA-LIFE
Fondata in Austria nel 1995 da un idea pionieristica nell’ambito della medicina alternativa, la biorisonanza magnetica, VITA-LIFE, specialista della prevenzione e del benessere, conta oggi oltre 150.000 utenti in tutto il mondo. L’azienda sviluppa e produce da oltre 15 anni sistemi qualitativamente pregiati, tecnologicamente avanzati e durevoli, che realizzano un connubio ideale tra medicina naturale e tecnologia. La stretta collaborazione con scienziati e medici e l’integrazione delle più avanzate competenze tecnologiche garantiscono che i sistemi di biorisonanza magnetica di VITA-LIFE siano allo stato dell’arte. La massima qualità dei prodotti VITA-LIFE è frutto del costante investimento nella ricerca e nello sviluppo dei sistemi, prodotti esclusivamente in Germania, Austria, Liechtenstein e Svizzera nel rispetto delle direttive UE.
Per ulteriori informazioni su VITA-LIFE pregasi consultare: http://europe.vita-life.com/it