In tema di prestiti personali la categoria dei lavoratori dipendenti con un contratto a tempo indeterminato sono certamente avvantaggiati, poiché dispongono della loro busta paga, dunque di un reddito sicuro nel tempo che funge da garanzia per l’istituto erogante.
All’interno di questa categoria si inseriscono anche i lavoratori del settore pubblico e statali che sono ancora più avvantaggiati sono diversi punti di vista. Per loro infatti esiste un ente che gestisce direttamente e per loro conto pensioni, TFR, indennità: è l’INPDAP, istituto italiano per i dipendenti della pubblica amministrazione, ovvero il secondo istituto che insieme all’INPS dà vita al sistema pensionistico nel nostro paese.
Lo stanziamento della liquidità richiesta non sempre viene erogato direttamente dall’INPDAP, ma può essere eseguito anche da enti creditizi affiliati, come ad esempio la banca del lavoro.
Le principali tipologie dei prestiti INPDAP vengono divise sulla base delle tempistiche impiegate per la restituzione, fino a un massimo di 120 rate, ad esempio, esistono i piccoli prestiti, i prestiti pluriennali e i mutui INPDAP.
A fare da contrappeso alla semplicità nella formulazione della domanda che consiste nella compilazione di un modulo predefinito in triplice copia, ci sono tempi di erogazione lunghi e vincolati alla disponibilità di liquidità del fondo appositamente creato dall’INPDAP a questo scopo. Inoltre, i prestiti INPDAP, concessi dal proprio ente vengono giustificati e motivati, ovvero la liquidità che si ottiene deve essere destinata a uno scopo dichiarato anticipatamente.
Un’alternativa valida nel momento in cui esistono esigenze urgenti di liquidità, nel caso di dipendenti o pensionati INPDAP, è la cessione del quinto dello stipendio/pensione. La tipologia di restituzione del prestito è la stessa sia per la cessione del quinto che per i prestiti INPDAP: la rata di rimborso concordata viene trattenuta direttamente dalla busta paga dal datore di lavoro o dallo stesso INPDAP.
Questa formula prevede infatti una caratterizzazione che si plasma sul richiedente: dunque anche le spese vengono proporzionate a chi avanza la domanda di cessione del quinto. Ad esempio il costo della polizza rischio vita avrà importo diverso in base all’età del richiedente.
Ma il vantaggio maggiore è rappresentato dall’assenza di giustificazione alla propria richiesta di prestito e dal fatto che non serve avere maturato 4 anni di anzianità per poter accedere alla cessione del quinto così come non sono previste liste d’attesa.
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