Candida: quando da “buona”… diventa cattiva

Secondo stime ufficiali ne sarebbero portatori sani fino all’80% degli adulti. Tale è infatti la diffusione del fungo candida albicans, principale imputato nello sviluppo delle varie tipologie di candidosi, tra cui la candida vaginale.

Senza che costituisca necessariamente un disturbo patologico e senza che ne siamo a conoscenza, una colonia micotica di candida potrebbe dunque alloggiare nel nostro organismo in modo “latente”, e nemmeno pericoloso nel caso in cui riuscissimo a mantenere inalterato l’equilibrio che ne permette la sopravvivenza senza degenerare in uno stato di malattia.

Normalmente presenti sulle mucose, dove si localizzano soprattutto in corrispondenza di orofaringe, tratto gastrointestinale e vagina, i funghi responsabili della candida – organismi saprofiti che si nutrono di materia organica morta – vivono infatti persino in simbiosi con l’organismo umano, partecipando ad esempio al processo di digestione degli zuccheri, che se introdotti eccessivamente con una dieta iperglucidica contribuiscono infatti alla loro crescita.

Per svilupparsi con i suoi ultrafastidiosi sintomi, la candida vaginale necessita – come le altre forme di candida a livello patogeno – dell’insorgere di fattori scatenanti quali, ad esempio, l’essere sottoposti a lunghe cure antibiotiche o a un periodo di forte stress psicofisico, condizioni in grado di minare l’efficienza del sistema immunitario, e dunque di aprire la breccia agli ospiti sgraditi.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>