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Discutiamo dei falsi d’autore

Il falso d’autore è un termine che si usa per far riferimento alla creazione di una copia di un’opera d’arte famosa. Il soggetto che compie tale tecnica è una persona che fa falsificazioni in base al tipo di opera che si richiede. Anche ai fini della vendita quadri,tale definizione di falsi d’autore ha dato un aiuto a cercare una risoluzione a tutte quelle situazioni in cui era dubbia la paternità dell’opera che è nata come falso. Queste persone che effettuano copie delle opere d’arte sono denominate anche con il nome di “ricreatori di scenari”, anche se però le loro creazioni erano costituite con delle tecniche che non avevano nulla a che vedere con quelle dei pittori antichi, come Caravaggio o Michelangelo.

 

Discutendo un momento del settore lessicale, potremmo capire come la parola “falsario”, nella lingua italiana, sia usato pensando solamente a quegli individui che ricopiano oggetti preziosi, come per esempio dei gioielli, ma in verità non è sempre così. Possediamo diversi modi per far riferimento alla persona che si occupa di ricopiare le opere d’arte, difatti oltre a “falsario” possiamo utilizzare il termine “copista”. Purtroppo, “copista” è anche il nome di chi crea opere totalmente originali, ma che tuttavia utilizza tecniche che risalgono ad un determinato momento storico.

 

Un esempio veramente particolare di falso d’autore lo si ha quando parliamo del famoso Mariolino da Caravaggio, denominato altresì “il falsario”. Questo artista ha copiato tantissimi quadri famosissimi che, come qualsiasi altra opera definita falso d’autore, vengono apprezzati in quanto sono la riproduzione di uno stile che non muore mai, ma è sempre e continuamente ripetuto, quasi come a voler evidenziare che sia lo stile più importante per l’arte.

 

Oggi i falsi d’autore vengono presi come esempio di un “ritorno al passato”. Con tale insieme di parole vogliamo dire che copiare un’opera importante, vuol dire esternare le tecniche di progettazione della medesima opera affinché tali opere possano essere apprezzate nel nostro periodo come sono state apprezzate nel loro momento di creazione, sia dallo stesso autore, che da tutti quelli che intendonocomprare quadri in vendita. La totalità dei falsi d’autore vengono considerati come se facessero parte della pittura tradizionalistica. Molte volte, alcune copie sono state impossibili da riconoscere, e dunque non si è potuti risalire al creatore dell’opera; è per questo che i falsi d’autore hanno creato quel settore dell’arte chiamata“l’arte senza identità”, arte la cui vendita di quadri è efficace ancora oggi.

La Galleria nazionale d’Arte moderna e contemporanea chiama docenti e studenti dell’Istituto Quasar a tenere una conferenza sull’esperienza che li ha coinvolti nella progettazione della comunicazione e nell’allestimento della mostra “Arte Programmata e Cinetica”, inaugurata in Galleria lo scorso 22 marzo e che si concluderà il 27 maggio.

Martedì 15 maggio gli architetti Luca Leonori e Isabella Rességuier de Miremont, coordinatori del progetto, illustreranno la metodologia didattica utilizzata per trasmettere i contenuti della mostra e i metodi di progettazione agli studenti, che a loro volta avranno modo di condividere con il pubblico la loro esperienza presentando le varie soluzioni che hanno condotto a quella definitiva visibile in mostra.

La collaborazione tra Galleria nazionale e Istituto Quasar ha prodotto una sperimentazione di grande rilievo coinvolgendo nella realizzazione dell’evento quanti lavorano per sperimentare metodologie “sul campo”, fornendo così l’opportunità di dimostrare, in pratica, la validità di quanto è stato elaborato, teoricamente, nelle aule dell’Istituto Quasar.

Questo evento rientra nel programma di protocolli d’intesa che, da oltre venticinque anni, l’Istituto Quasar stringe con le più importanti realtà istituzionali italiane.

Gli studenti coinvolti hanno partecipato all’intero ciclo di progettazione, dall’iniziale sopralluogo all’area di intervento fino al cantiere. Esperienza preziosa, fulcro della Scuola-Laboratorio e del metodo didattico dell’Istituto Quasar, per conoscere le problematiche reali del mondo del lavoro e crescere come professionisti colti.

La partecipazione all’evento, durante il quale sarà possibile visitare gratuitamente la mostra ”Arte Programmata e Cinetica. Da Munari a Biasi a Colombo e…“,  è libera con prenotazione obbligatoria. Prenotati su www.istitutoquasar.com: i posti sono limitati!

 

ARTE PROGRAMMATA E CINETICA.

DIETRO LE QUINTE

Pensare, organizzare e allestire una mostra

 MARTEDI’ 15 MAGGIO 2012 h 16

Sala dell’Ercole, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Viale delle Belle Arti 131, Roma

ingresso libero – prenotazione obbligatoria

www.istitutoquasar.com tel. 06.8557078

Angelo Antelmi partecipa a “Obiettivo Antiquario” per FIMA e Hasselblad

Il 7 maggio in mostra a Milano ritratti fotografici dei mercanti d’arte antiquaria.

Angelo Antelmi, emergente fotografo pubblicitario vincitore dei premi Agorà e Hasselblad, è stato chiamato dalla FIMA (Federazione Italiana Mercanti d’Arte) e da Hasselblad Italia per partecipare ad ‘Obiettivo Antiquario’, progetto che ha coinvolto otto fotografi di fama internazionale.

Il 7 maggio verrà inaugurata a Milano (corso Venezia 47, sala Orlando, ore 9.30) la mostra che espone i ritratti fotografici, in occasione del 3° Convegno Nazionale FIMA. Le opere saranno messe all’asta a sostegno della Fondazione Cure2Children.

Angelo Antelmi partecipa alla mostra con una collezione di otto immagini di antiquari fiorentini di cui è pubblicata oggi un’anticipazione sull’ultimo numero di “Victor by Hasselblad Italy”, il magazine online di riferimento del mondo della fotografia professionale in Italia.

“E’ stato un lavoro straordinario: cercare di rendere attraverso la fotografia la bellezza e la sapienza di questi uomini non era facile, ma credo che l’obiettivo sia stato raggiunto proprio grazie al sincero coinvolgimento personale che ho provato. – ha dichiarato Angelo Antelmi – Non si trattava di fare dei semplici ritratti fotografici, ma di raccontare delle storie, le storie di uomini e donne che da decenni hanno dedicato la propria vita all’arte e alla cultura. Attorno ad ogni antiquario è nato un progetto condiviso che tendeva a sintetizzare da un lato i punti di forza dell’attività (ora dipinti, ora riproduzione di statue antiche, ora cornici, mobili o ceramiche), dall’altro lo spirito con cui l’antiquario affronta la vita professionale ed anche umana. I personaggi ritratti escono così dal chiuso delle proprie ‘botteghe d’arte’ per stabilire un feeling empatico con l’interlocutore, grazie ad una chiave spesso ironica. Otto scatti realizzati in due mesi di lavoro, frutto di lunghe chiacchierate e dell’unione di due passioni: la fotografia e l’arte.”

FIMA ha stipulato per la realizzazione del progetto “Obiettivo Antiquari” un accordo di collaborazione con Hasselblad, il prestigioso marchio di macchine fotografiche professionali. L’idea è stata quella di rileggere in chiave contemporanea la figura del mercante d’arte. Otto fotografi selezionati da Hasselblad hanno ritratto cento antiquari italiani con un taglio, a volte, provocatorio. L’obiettivo del progetto, voluto dal segretario generale FIMA Arnaldo Pavesi, è quello di attualizzare l’immagine, spesso percepita a torto come statica, e di legarla ad una visione della realtà più moderna, giovane e attuale, come quella dei settori trainanti di moda, design e fotografia.

I ritratti, esposti per la prima volta a Milano in occasione del 3° Convegno degli Antiquari Italiani, verranno poi presentati collettivamente all’interno di mostre di antiquariato tra le più prestigiose sul territorio nazionale. Le immagini di Angelo Antelmi verranno inoltre veicolate all’interno dei più importanti circuiti legati al mondo dell’arte fotografica, tra cui i media Hasselblad come l’”Hasselblad Masters” e il magazine online “Victor by Hasselblad”.

 

www.fimantiquari.it

www.hasselblad.it

www.shotstudio.it

 

 

Chi è Angelo Antelmi:

Vincitore di importanti riconoscimenti, come il Premio Agorà 2010 e il Premio internazionale Hasselblad Masters 2011-semifinals, Angelo Antelmi, fotografo di moda e still-life e fondatore dell’agenzia di produzioni SHOT, è apprezzato per il suo stile incisivo che coniuga altissima qualità tecnica, purezza espressiva e idee originali ed efficaci che mettono in risalto il prodotto. La sua tecnica è stata definita “photography of simplicity” da Profoto International che lo ha intervistato il 21 dicembre 2011, unico fotografo italiano, presentando la sua opera “Dancing Fork”. Maggiori informazioni su: www.shotstudio.it

‘La fotografia di Still life come tecnica narrativa’. Un’efficace forma di comunicazione visiva commerciale ed artistica

Il 23 Aprile a Bari, incontro con il fotografo Angelo Antelmi. Il progetto di una foto di prodotto, la sua evoluzione e formalizzazione finale

 

Lunedì 23 aprile dalle ore 18.30 presso la Feltrinelli Libri e Musica, Via Melo 119 Bari, si svolgerà l’incontro dal titolo ‘La fotografia di Still life come tecnica  narrativa’ organizzato da Feltrinelli. Per questo evento è stato invitato Angelo Antelmi, noto fotografo pubblicitario specializzato in fotografia di Moda e Still-Life e fondatore dell’agenzia SHOT in collaborazione con Feltrinelli e con la partnership di DgTales e Pool (www.ipool.it).

L’incontro verterà sul processo completo che ha portato a fotografie di successo evidenziando, soprattutto, l’aspetto narrativo che sottende l’immagine e la capacità di interpretazione da parte di un lettore dell’immagine non eterogeneo.

Si concluderà con un esercizio di gruppo di concettualizzazione di uno Still life di un libro, con il coinvolgimento attivo dei presenti.

Durante l’incontro verrà spiegato da dove parte il progetto di una foto di prodotto per seguirne la sua evoluzione fino alla formalizzazione finale. L’obiettivo è quello di far comprendere che la fotografia di Still life rappresenta la disciplina dove il fotografo più di ogni altro può fare la differenza esercitando un personale stile ed interpretando in maniera efficace e commercialmente convincente il concetto stesso di prodotto.

“Se scrivere con la luce rappresenta la traduzione letterale dell’arte di fotografare, la categoria dello Still life è la dimensione più calzante di questa definizione – spiega Angelo Antelmi – in una singola fotografia si racconta un intero mondo, come nell’arte del racconto tutti gli elementi narrativi devono coesistere dall’incipit alla chiusa, dalla trama serrata alla definizione della definizione dei contorni. La fotografia di Still life è, a dispetto del nome, la più vitale e partecipata forma di comunicazione visiva nella fotografia contemporanea”.

 

Chi è Angelo Antelmi:

Vincitore di importanti riconoscimenti, come il Premio Agorà 2010 e il Premio internazionale Hasselblad Masters 2011-semifinals, Angelo Antelmi è apprezzato per il suo stile incisivo che coniuga altissima qualità tecnica, purezza espressiva e idee originali ed efficaci che mettono in risalto il prodotto. La sua tecnica è stata definita “photography of simplicity” da Profoto International che lo ha intervistato il 21 dicembre 2011, unico fotografo italiano, presentando la sua opera masterpiece 2011, “Dancing Fork”.

 

Maggiori informazioni su: www.shotstudio.it

La percezione visiva tra arte e scienza

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L’Istituto Quasar ha curato per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma l’allestimento architettonico e l’immagine grafica coordinata della mostra sull’Arte Programmata e Cinetica, che sarà aperta al pubblico fino al 27 maggio 2012.

Questo incarico rientra nel progetto di protocolli d’intesa che, da oltre venticinque anni, l’Istituto Quasar stringe con le più importanti realtà istituzionali di tutta Italia. A riconferma del prestigio della Scuola e della qualità formativa, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ha affidato all’Istituto Quasar questoprestigioso e stimolante progetto.

Gli studenti coinvolti hanno partecipato a tutte le fasi della progettazione, da quella iniziale di sopralluogo dell’area di intervento fino all’allestimento e alla verifica del montaggio del progetto. Un’occasione preziosa, fulcro dellaScuola-Laboratorio e del metodo didattico dell’Istituto Quasar, per imparare a gestire le problematiche reali del mondo del lavoro e per crescere sia professionalmente che culturalmente.

 

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La mostra si occupa della storia dei gruppi e delle personalità più significative dell’arte programmata e cinetica operanti sia in Italia che all’estero tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta – quando le esperienze collettive si concludono – ed illustra gli sviluppi che negli anni settanta i nuovi interpreti di questa espressione artistica continueranno in modo autonomo a condurre.

La dott.ssa Mariastella Margozzi, storico dell’arte contemporanea e curatrice della mostra, interverrà insieme aFrancesco Ferretti, docente di Filosofia del Linguaggio e della Comunicazione all’Università degli Studi Roma Tre, all’evento “La percezione visiva tra arte e scienza”, organizzato dall’Istituto Quasar presso la Libreria Assaggi (Via degli Etruschi 4) giovedì 26 aprile 2012 h 18:30.

L’arte programmata e cinetica, protagonista dell’evento, è l’arte in continuo divenire, alla base della quale c’è l’idea della forma in movimento, intesa non tanto come spostamento fisico dell’oggetto o di parti di esso, quanto come sua trasformazione nel momento in cui essa viene percepita dall’osservatore.

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L’arte programmata, cinetica, visuale, tenta non solo il recupero, ma l’inglobamento dei metodi scientifici e tecnici nell’ambito del suo operare stesso, di assumerne i mezzi a fine estetico: di uccidere il demone della scienza facendone una sorta di mostro addomesticato, di meraviglia e di gioco raffinato per intellettuali, per lettori di Robbe-Grillet, ma anche per inserirsi nella vita di ogni giorno uscendo, come arte, dall’isolamento e dalla morte dei musei, come scienza dai laboratori, come tecnica dalle applicazioni negli oggetti d’uso.” 1

Questo connubio tra arte e scienza, presente nelle opere di arte programmata, ha ispirato il progetto dell’Istituto Quasar: l’allestimento diventa facilitatore del rapporto opera-pubblico e coinvolge attivamente lo spettatore che ricerca la simbiosi tra propria percezione e opera d’arte, completandone il senso. In tutte le ricerche risulta fondamentale il variare della percezione, con il quale l’opera vive e trova spazio nel mondo.

1 Lara Vinca Masini in Domus n.422, gennaio 1965.

Per approfondire: Ri-vivere. Allestire, Mostrare, Comunicare – Luna Todaro. 

La percezione visiva è assolutamente relativa o ha a che fare con la realtà? 
Il Prof. Ferretti approfondirà gli aspetti scientifici della percezione visiva, partendo dal presupposto che la vista non è determinata dagli occhi ma dalla mente. L’immagine arriva alla retina capovolta, i colori sono un allegro modo per distinguere le lunghezze delle onde luminose. L’uomo è capace di ricostruire interi pezzi di immagini che finiscono in zone d’ombre dell’occhio e di “interpretare” gli stimoli visivi a tal punto da poter dubitare addirittura dell’esistenza di quello che appare come assolutamente reale.

Info e Prenotazioni: www.istitutoquasar.com

Il fotografo Angelo Antelmi e Fondazione Alinari insieme per la diffusione della cultura dell’arte fotografica nelle scuole

Inizia da Firenze il 29 marzo il progetto ‘Foto di Classe Fuoriclasse’ per scuole primarie e secondarie

 

‘Foto di classe Fuoriclasse’, è questo il nome del progetto rivolto alla scuola primaria e secondaria di 1° grado, che entrerà nella sua fase operativa il 29 marzo. Il progetto è stato pensato e realizzato dalla fondazione Alinari, in collaborazione con Angelo Antelmi, noto fotografo pubblicitario specializzato in fotografia di Moda e Still-Life e fondatore dell’agenzia SHOT che opera su Milano, Firenze e Bari.

La fase operativa del progetto si svolgerà a Firenze, presso la sede del Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Piazza Santa Maria Novella n.14, si propone di rendere consapevoli i ragazzi che la Fotografia è un’arte e perciò presuppone la finzione, abbattendo lo stereotipo secondo cui la Fotografia sarebbe semplice riproduzione meccanica del reale e approfondire il tema del ritratto in Fotografia.

Tale iniziativa è pensata per coinvolgere sia le classi ma anche gli insegnanti, per questi ultimi, infatti, è previsto un incontro metodologico organizzativo dove verrà presentato il progetto e le metodologie di lavoro e una lezione/visita alla Fratelli Alinari, il più antico stabilimento fotografico al mondo ancora operativo, da cui emerge anche la storia di una grande famiglia di fotografi, gli Alinari.

Le ultime tendenze del ritratto vengono sperimentate all’interno del Museo immergendosi in un set fotografico e, grazie alle nuove e sofisticate tecnologie saranno possibili foto di classe davvero “fuoriclasse”! Verranno infatti, realizzate fotografie di classe che saranno ritoccate in post-produzione per offrire l’illusione ai piccoli partecipanti di attraversare varie epoche della storia attraverso l’arte della fotografia: tra realtà e finzione.

Ogni classe riceverà in omaggio le fotografie ri-ambientate che possono essere pubblicate sui canali promozionali della Fondazione Alinari. La classe che aderirà a due dei progetti ideati dalla Fondazione Alinari riceverà in omaggio anche una macchina fotografica.

“Ho aderito davvero con grande entusiasmo al progetto della fondazione Alinari. E’ un’iniziativa con diversi tratti innovativi, il primo fra tutti far capire ai ragazzi che la fotografia non è semplice immagine ma che può trasmettere qualche cosa di davvero profondo. Sono convinto che occorra puntare molto sulla formazione dei giovani, per la diffusione di una “cultura” della fotografia, che rischia di avvilirsi e sparire trasformata in un clic di telefonino. Far riscoprire la fotografia come linguaggio ed arte serve a far comprendere l’immagine ed saperla far comprendere, significa anche dotare i più giovani delle armi necessarie per sapere interpretare il mondo, la comunicazione, l’informazione, in modo consapevole. ”. – ha dichiarato Angelo Antelmi, fondatore di Shot.

 

Chi è Angelo Antelmi:

Vincitore di importanti riconoscimenti, come il Premio Agorà 2010 e il Premio internazionale Hasselblad Masters 2011-semifinals, Angelo Antelmi è apprezzato per il suo stile incisivo che coniuga altissima qualità tecnica, purezza espressiva e idee originali ed efficaci che mettono in risalto il prodotto. La sua tecnica è stata definita “photography of simplicity” da Profoto International che lo ha intervistato il 21 dicembre 2011, unico fotografo italiano, presentando la sua opera masterpiece 2011, “Dancing Fork”.

Maggiori informazioni su: www.shotstudio.it

 

Art à Porter – New York Collection

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Perché l’arte, uno dei modi più potenti di espressione, deve essere confinata solo sulle pareti delle gallerie o spazi museali? L’arte dovrebbe essere libera di essere vissuta e da vivere. L’arte deve essere parte della nostra vita quotidiana ed essere sempre portata in giro con noi ovunque si vada: Art à Porter.
In occasione del Fuori Salone del Mobile
Vernissage venerdì 13 ore 18,30
Exfabbricadellebambole – via dionigi bussola 6 – milano
Andrea Aste, eterno esploratore, che naviga avanti e indietro per gli oceani della creatività alla ricerca di nuove lande da scoprire” è come Andrea Aste, l’artista filosofo, definisce se stesso. Dalla pittura alla scultura, dalla poesia alla filosofia, dai racconti alle scenografie teatrali, Aste, come viene chiamato negli States, è un vero uomo del Rinascimento. Benché principalmente pittore, i suoi progetti includono collaborazioni con fotografi, graphic designer, architetti ed art director a livello internazionale. Dopo la laurea e la specializzazione in filosofia del linguaggio, Aste inizia un percorso di ricerca artistica, in un’alchimia di arte e filosofia, che ha dato origine ad uno stile altamente personale, carico di vitalità ed energia, stile che lo ha portato in pochi anni all’attenzione internazionale: Olanda, Francia, Spagna, Canada, Repubblica Ceca, USA. Recentemente il giovane artista è tornato da New York, dove ha realizzato al sua ultima personale, per partecipare alla 54° Biennale di Venezia, su invito di Vittorio Sgarbi. Il celebre critico d’arte lo ha voluto con sé dopo aver visto la personale “Torineide, de mirabile et inaudita exploratione” tenutasi al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, una mostra onirica e creativa il cui successo di pubblico ne ha prorogato la durata da un mese previsto a sette.

IoArte. Spopola nel web l’Associazione che consente a tutti gli artisti di promuovere la propria arte

L’Associazione Culturale IoArte spopola nel web grazie al sito www.ioarte.org ed alla pagina facebook IoArte Arte, e cattura l’attenzione di tutti gli artisti grazie ai suoi servizi come la pubblicazione gratuita delle opere prodotte e l’interazione tra artisti, galleristi, musei, associazioni d’arte.

Numeri forti che da inizio 2012 continuano a crescere vertiginosamente grazie al passaparola portato avanti dagli utenti che popolano la community. Il fenomeno ha generato una portata virale molto intensa nel web e nei social network che ha fatto di IoArte un vero e proprio punto di riferimento alla pari di realtà storiche del web e del mondo reale.

 

Nata nel 2008, l’Associazione festeggerà i suoi primi quattro anni di attività il prossimo 05 maggio. Da inizio gennaio ha lasciato la sede storica di via Steffani 15/a a Treviso per approdare in uno spazio più ampio in via Terraglio 263/a a Preganziol che ha permesso di gestire in maniera più adeguata la mole di lavoro e di dar vita a nuove idee e progetti da sviluppare in futuro.

 

Perché IoArte ha assunto così tanta importanza? Per i servizi che offre innanzitutto. La possibilità di pubblicare gratuitamente 50 opere, di interagire con gli altri artisti ed utenti iscritti al sito commentando le opere altrui, di interagire con gli altri utenti inviando messaggi privati, la possibilità di pubblicare eventi. Esiste poi la possibilità di ordinare un proprio sito web, o di diventare socio dell’Associazione (previo versamento di una quota annuale di 15,00 euro). Chi diventa socio può usufruire di ulteriori servizi come un maggior numero di opere inserite, sconti per minisiti o altri servizi, la possibilità di ordinare le proprie opere a piacimento e di avere una gallery fotografica a disposizione da inserire nel proprio sito.

 

Conta molto, inoltre, il servizio di assistenza e risposta offerto dai volontari dell’Associazione che quotidianamente aiutano gli artisti a risolvere piccole problematiche e danno consigli su come utilizzare al meglio il proprio profilo IoArte.

 

“Il progetto IoArte – spiega Enrico Barbieri, presidente dell’Associazione – sta avendo successo, a mio avviso, perché ha dato un’opportunità agli artisti, ha risposto ad un’esigenza espressiva e di promozione personale mai colmata. Emergere, nel mondo dell’Arte, è molto difficile;IoArte grazie alla presenza di artisti ma anche di appassionati, galleristi, gruppi di interesse, musei, pro loco permette di fare rete e creare commistioni.”

 

Attualmente IoArte conta 3.655 artisti iscritti, 1.216 amici dell’arte, 3.757 fan facebook e un numero considerevole di opere e commenti inseriti. Le prime arrivano attualmente a 54.544 (dato odierno) mentre i secondi hanno raggiunto la cifra di 37.540. La crescita viene costantemente monitorata in quanto i dati variano di continuo con una media di circa sette nuovi artisti iscritti ogni giorno.

Il sito conta inoltre più di 400mila pagine visualizzate nel periodo tra metà gennaio e metà febbraio 2012 con una percentuale di utenti che rimangono e ritornano nel sito altissima (più del 50%).

 

Da inizio 2012, inoltre, è stata intensificata la presenza nella pagina facebook istituzionale incrementando le interazioni e dando vita a discussioni artistiche tra i fan, rivitalizzando così tutte le tematiche legate all’arte.

“Crediamo molto in IoArte – conclude Enrico Barbieri – tuttavia esistono problemi che finora non siamo riusciti a risolvere come la difficoltà di realizzare progetti reali o la difficoltà nell’implementare nuovi servizi per gli utenti del sito. Ciò che ci blocca purtroppo è la mancanza di un sostegno economico: per ora fortunatamente Gruppo Santa Fe, l’agenzia di comunicazione che ha dato il la al progetto, ci ha concesso un credito per tutto il lavoro fatto e per il lavoro che ci sarà da fare; per il resto viviamo delle quote associative che raccogliamo dai nostri 120 soci e di piccole donazioni che ci permettono mantenere lo status quo. Vorremmo poter decollare e chiediamo anche ad altre realtà potenzialmente interessate a finanziarci o ad ospitare gratuitamente i nostri artisti, di farsi avanti.”

Corsi posatori: l’approccio innovativo di ARKdeko’.

Corso posa della resina ARKdeko\’ 20-21gen2012Concluso con tanta soddisfazione di ARKdeko’ e dei partecipanti, il primo appuntamento del 2012, per il corso di formazione sulla posa dei pavimenti in resina e dei rivestimenti decorativi in resina. Due giornate durante le quali non sono mancati momenti di particolare interesse formativo e di simulazione pratica, scambio di opinioni ed esperienze, ma anche momenti di amichevole conversazione.
Il corso presieduto dal Dott. Guerino Lapenna, Apulia Coating, e dal tecnico posatore ARKdeko’, Adamo Musacchio,  ha visto la partecipazione di professionisti nel campo dell’edilizia¸ titolari di imprese edili e ditte specializzate in pavimentazioni e rivestimenti, pittori e decoratori, ma anche  esperti nel campo dei rivestimenti d’arredo.  Un evento ricco di stimoli artistici e creativi, esaltato dalla partecipazione del noto architetto Imeria Centinaro, di cui è disponibile un’intervista nel blog ARKdeko’.

Sala corsi di formazioni ARKdeko'

Sala corsi di formazioni ARKdeko'

Due giornate di intensa attività formativa: documentazione e conoscenze di qualità; formatori di ottimo livello e guide alla posa in opera chiare e dettagliate che comprendono, oltre alle procedure, i problemi noti e le relative soluzioni. La condivisione di esperienze, l’approccio collaborativo e la sostenibilità del lavoro, che contraddistinguono la politica aziendale ARKdeko’ hanno dato valore aggiunto al corso per pavimenti in resina.
E’ palese che la formazione è una tappa obbligatoria per intraprendere un nuovo ramo di attività e per conoscere in termini tecnici e adeguati una materia altamente professionale come la resina. Ma occorre sottolineare l’importanza di acquisire competenze professionali, imparare a distinguere e scegliere i supporti applicativi, le metodologie di applicazione e manutenzione, le motivazioni per cui è possibile andare incontro a problematiche molto diffuse nella posa della resina.
Il prossimo corso per la posa della resina, organizzato da ARKdeko’ è fissato per i giorni 24-25 Febbraio 2012. Info e prenotazioni sul sito aziendale dedicato ai pavimenti in resina.

Glashütte Original potenzia il Dipartimento Restauro Orologi Antichi

Come erede legittima della lunga storia di orologeria scritta nella cittadina sassone di Glashütte, la Manifattura Glashütte Original ha deciso di potenziare la sua attività di restauro di orologi antichi – esclusivamente costruiti a Glashütte  – che svolge in un’area apposita sita all’interno del Museo Nazionale di Orologeria – Deutsches Uhrenmuseum Glashütte.

Il restauro dell’orologio regolatore astronomico Strasser & Rohde proveniente dall’osservatorio di Qimgdao in Cina è una prova evidente del savoir-faire del team formato da artigiani, esperti orologiai che hanno maturato una lunga esperienza in manifattura, oltre che di giovani appena usciti dalla Scuola di Orologeria.

Il pendolo, un tempo unico strumento di riferimento nell’osservatorio cinese per segnare il secondo e guidare il sistema di tracciamento dei telescopi astronomici, da parecchi anni inutilizzato per l’avvento delle nuove tecnologie, giaceva abbandonato in un angolo accusando segni del tempo evidenti nel legno del mobile e nei meccanismi di precisione arrugginiti e ossidati.

In dieci mesi Il Dipartimento di Restauro è riuscito a ricostruire nei minimi dettagli il regolatore riportandolo agli antichi splendori, operando nel rispetto delle stesse tradizioni artigianali con cui un tempo fu creato.

Chiunque oggi abbia un segnatempo da restaurare di qualsiasi epoca e marca, a condizione che sia stato costruito a Glashütte, può rivolgersi al Dipartimento di Restauro.

Glashütte Original, con i suoi 166 anni di storia, è una delle manifatture più rinomate a livello mondiale nel campo dell’Alta Orologeria.

Dal 1845 a Glashütte, una piccola città vicino a Dresda, vengono creati veri e propri capolavori meccanici, che sanno magistralmente unire l’innovazione tecnologica con la più alta tradizione orologiaia. Gli orologiai della Manifattura Glashütte Original sono infatti riusciti a conservare negli anni un “know how” unico nel creare un orologio meccanico.

Dallo sviluppo del movimento alla produzione dei singoli componenti, dal loro assemblaggio definitivo all’esecuzione manuale delle decorazioni delle superfici, dalla lucidatura delle singole parti alla finitura dei componenti del movimento, tutto alla Glashütte Original testimonia l’attenzione ad una qualità perfetta, proprio come richiede il lavoro di una Manifattura tradizionale di Alta Orologeria.

Glashütte Original è ben più di una fabbrica di orologi di successo, è una vera e propria espressione vivente della Cultura della Misurazione del Tempo: con la sua fabbrica ultra moderna, il suo Museo “Deutsches Uhrenmuseum Glashütte” e la sua scuola di orologeria “Alfred Helwig”, la Manifattura Glashütte Original fornisce un reale e prezioso contributo alla salvaguardia e alla diffusione della Cultura dell’Orologeria Meccanica.