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Flavio Cattaneo: CDA Terna approvati i risultati al 31 marzo 2012.

CDA Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo: Approvati i risultati al 31 marzo 2012. Ricavi a 431,6 milioni di euro, +12,2%; Ebitda a 339,8 milioni di euro, +15,3%; Ebit a 238,6 milioni di euro, +19,6% . Utile netto delle attività continuative a 114,2 milioni di euro, +0,2%.

Roma, 15 maggio 2012 – L’Amministratore delegato Flavio Cattaneo ha illustrato i risultati del primo trimestre 2012, esaminati e approvati dal Consiglio di Amministrazione di TERNA SpA, riunitosi oggi sotto la presidenza di Luigi Roth.

SINTESI DEI RISULTATI CONSOLIDATI 1° TRIMESTRE 2012

I Ricavi del primo trimestre 2012, pari a 431,6 milioni di euro registrano un aumento di 46,9 milioni di euro (+12,2 % rispetto ai 384,7 milioni di euro del primo trimestre 2011). Tale aumento deriva prevalentemente dal maggiore corrispettivo per il trasporto di energia nella Rete di Trasmissione Nazionale (RTN), pari a +32,8 milioni di euro e per l’attività di dispacciamento (+14 milioni di euro).

I Costi operativi, pari a 91,8 milioni di euro sono sostanzialmente in linea rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente (+2%).

L’Ebitda (Margine Operativo Lordo) si attesta a 339,8 milioni di euro con un incremento di 45,1 milioni di euro (+15,3%) rispetto al dato del primo trimestre 2011.

L’Ebitda margin passa dal 76,6% del primo trimestre 2011 al 78,7% del corrispondente periodo del 2012.

L’Ebit (Risultato Operativo), dopo aver scontato ammortamenti per 101,2 milioni di euro, è pari a 238,6 milioni di euro, in crescita di 39,1 milioni di euro (+19,6%) rispetto ai primi tre mesi del 2011.

Gli oneri finanziari netti del periodo, pari a 31 milioni di euro rilevano un incremento di 5,9 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2011 dovuto ai maggiori oneri finanziari inerenti l’indebitamento a medio lungo termine.

Il risultato ante imposte si attesta a 207,6 milioni di euro in crescita di 33,2 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (+19%).

Le imposte sul reddito a carico del periodo sono pari a 93,4 milioni di euro in crescita di 33 milioni (+54,6%) essenzialmente per effetto della manovra correttiva bis (c.d. Robin Hood Tax). Il tax rate raggiunge il 45%, in crescita di circa 10 punti rispetto ai primi tre mesi del 2011.

In conseguenza di questa aumentata imposizione fiscale, l’Utile netto delle attività continuative si attesta a 114,2 milioni di euro, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo dell’esercizio precedente.

L’Utile netto delle attività continuative adjusted, applicando gli effetti della ‘manovra correttiva bis’ anche al primo trimestre dell’esercizio precedente, registra un incremento pari a +18,9 milioni di euro (+19,8%) rispetto ai 95,3 milioni di euro di utile netto adjusted delle attività continuative al 31 marzo 2011. L’Utile netto di Gruppo, pari a 114,2 milioni di euro, risulta in calo di 59 milioni di euro rispetto ai 173,2 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, che includevano l’apporto straordinario relativo alla cessione della partecipazione di Rete Rinnovabile S.r.l. per 59,2 milioni di euro.

La situazione patrimoniale consolidata al 31 marzo 2012 registra un Patrimonio netto di Gruppo pari a 2.862,7 milioni di euro a fronte dei 2.751 milioni di euro al 31 dicembre 2011.

L’Indebitamento finanziario netto, si attesta a 5.273,1 milioni di euro, in crescita di 150 milioni rispetto al 31 dicembre 2011, essenzialmente per investimenti e riduzione dei debiti commerciali rispetto a fine esercizio 2011.

Gli Investimenti complessivi nelle Attività Tradizionali del primo trimestre 2012 sono pari a 245,4 milioni di euro, in flessione del 4,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

I Dipendenti del Gruppo, a fine marzo 2012, sono pari a 3.505 unità, in aumento di 10 unità rispetto a fine 2011.

Alle ore 18.30 si terrà una conference call per illustrare i risultati del primo trimestre 2012 ad analisti finanziari e investitori istituzionali, alla quale potranno collegarsi in modalità ascolto anche i giornalisti. Il materiale di supporto alla conference call sarà reso disponibile, oltre che sul sito Internet di Borsa Italiana S.p.A. (www.borsaitaliana.it), sul sito Internet della Società (www.terna.it), nella sezione Investor Relations, in concomitanza con l’avvio della conference call stessa. Nella stessa sezione sarà inoltre possibile seguire la presentazione tramite audio webcasting.
Si allegano gli schemi riclassificati del conto economico, della situazione patrimoniale-finanziaria ed il cashflow del Gruppo TERNA. Si precisa, ai sensi della comunicazione n. DME/9081707 del 16 settembre 2009, che tali schemi sono riportati nel resoconto intermedio di gestione del Gruppo Terna al 31 marzo 2012. Si evidenzia che alcuni saldi comparativi economici del primo trimestre 2011 sono stati rettificati per tenere conto del cambiamento del modello di contabilizzazione dell’affrancamento ai fini fiscali degli avviamenti del Gruppo.
TERNA ha redatto il Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2012 in accordo con le previsioni dell’art. 154-ter del D.Lgs. 58/98 e della comunicazione Consob n. DEM/8041082 del 30 aprile 2008.
Il Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2012, non sottoposto a revisione contabile, verrà messo a disposizione del pubblico nel corso dell’odierna giornata presso la sede sociale e presso la società di gestione del mercato Borsa Italiana S.p.A. (www.borsaitaliana.it) e sarà disponibile sul sito Internet Terna, all’indirizzo www.terna.it.

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Luciano di Bacco, dichiara ai sensi del comma 2 dell’art. 154-bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Nel presente comunicato vengono utilizzati alcuni “indicatori alternativi di performance” (Ebitda, Ebitda margin e lndebitamento finanziario netto), il cui significato e contenuto sono illustrati qui di seguito in linea con la raccomandazione CESR/05-178b pubblicata il 3 novembre 2005:
- Ebitda (margine operativo lordo): rappresenta un indicatore della performance operativa; è calcolato sommando al risultato operativo (EBIT) gli ammortamenti;
- Ebitda margin: rappresenta un indicatore della performance operativa; deriva dal rapporto tra il Margine Operativo Lordo (Ebitda) e i ricavi;
- lndebitamento finanziario netto: rappresenta un indicatore della propria struttura finanziaria; è determinato quale risultante dei debiti finanziari a breve e lungo termine e dei relativi strumenti derivati, al netto delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti e delle attività finanziarie.

FONTE: Terna

Fonti Rinnovabili Mediterraneo: Terna, guidata da Flavio Cattaneo, protagonista del progetto MedTSO

Una nuova fase di sviluppo nel settore energia nel Mediterraneo: l’Italia è in prima fila con Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, è protagonista del progetto MedTSO, l’alleanza tra i grandi operatori nazionali delle reti ad alta tensione che trasmettono i flussi di energia tra territori e paesi e che si stanno progressivamente aprendo al Nord Africa e ai paesi dell’Est nella fascia balcanica. Lo strumento: la disponibilità di energia, da generare soprattutto con le fonti rinnovabili, e le reti per interconnettersi.

Promette meraviglie il Mediterraneo dell’energia integrata e diffusa, trampolino della nuova fase di sviluppo che (si spera ardentemente) verrà. I protagonisti? Noi paesi europei sviluppati con l’Italia in prima fila se non altro per ragioni geografiche. E poi la fascia del Nord Africa ben protesa verso oriente. E poi ancora la non meno strategica e ambiziosa fascia balcanica. Lo strumento: la disponibilità di energia, possibilmente da generare soprattutto con le fonti rinnovabili, e le reti per interconnetterci tutti insieme. Le cifre, colossali: a essere prudenti tra 300 e 350 miliardi di euro di investimenti da mobilitare nei prossimi 20 anni, 35-40 miliardi solo per le reti.

Ed ecco gli strumenti di tutto ciò, con l’Italia questa volta in prima fila. Almeno così parrebbe.

Res4Med, l’alleanza tra operatori elettrici, manovratori finanziari e centri di ricerca tutta proiettata sulle rinnovabili, offre i suoi servigi direttamente ai paesi in via di sviluppo per accelerare le infrastrutture, con un mucchio di ambizioni già anticipate dal nostro giornale.

C’e di più. A Roma viene lanciata un’iniziativa parallela «e complementare» chiariscono i suo artefici: MedTSO, l’alleanza tra i grandi operatori nazionali delle reti ad alta tensione che trasmettono i flussi di energia tra territori e paesi e che si stanno progressivamente aprendo al Nord Africa e ai paesi dell’Est nella fascia balcanica.

La buona notizia, anche qui, è che il nostro paese è leader. Trascina e promuove, con la nostra Terna (che già fa parte di Res4Med attraverso la sua divisione TernaPlus per i business “collaterali”, come le batterie per accumulare corrente in rete).

Terna è capofila di MedTSO. Ai partner (dagli operatori di rete del Portogallo a quelli della Grecia, dagli sloveni ai turchi fino ai tunisini, ai quali è affidata la Presidenza del nuovo consorzio nella persona di Nourredine Bouttarfa, capo dell’operatore nazionale Sonelgaz) sta dando un ottimo esempio industriale. Tra Italia e Montenegro Terna sta ad esempio costruendo un mega-elettrodotto che ci avvicina almeno un po’ all’intenzione di diventare un hub energetico del Mediterraneo.

Ed è proprio Terna a confermare gli investimenti ipotizzati ieri dagli analisti nel lancio ufficiale di Res4Med per il complesso delle nuove iniziative con cui l’Italia – ha chiarito il presidente dell’Enel Paolo Andrea Colombo – vuole aggregare in un «network dei networks» le innumerevoli e un po’ disordinate aggregazioni nate negli ultimi anni in vista dello sviluppo energetico del Mediterraneo: da Desertec che vorrebbe (iniziativa un po’ controversa) soprattutto importare in Europa energia rinnovabile generata altrove, fino al “MedGrid” con cui la Francia si propone come protagonista delle reti di tutto il quadrante geografico.

Di sicuro ci sono le cifre in gioco, colossali. Solo per il solare e l’eolico l’area chiederà da qui al 2030 investimenti tra i 120 e i 160 miliardi di euro. E a quel punto anche le reti avranno i loro bisogni.

Da dove cominciare? Appuntamento tra qualche mese, quando sarà conclusa la prima istruttoria tra i soci di Res4Med e parallelamente tra quelli di MedTSO. Priorità? Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ne suggerisce una in diretta: l’interconnessione elettrica tra Italia e Tunisia «è la migliore, e non solo da un punto di vista tecnologico, per creare un efficace collegamento tra il Nord Africa e le reti europee». Terna, per la verità, ci sta già lavorando.

FONTE: Il Sole 24 Ore

Flavio Cattaneo: Primo workshop Coopi, Terna esempio di Corporate social responsability

Primo appuntamento ‘Le nuove sfide della Corporate social responsability’, curato da Coopi in collaborazione con Pwc, Fondazione Sodalitas e Formaper: Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, è un esempio virtuoso di Corporate social responsability. L’azienda ha scelto la via della condivisione della conoscenza e del confronto critico come interlocutori quale il Wwf per le questioni ambientali: riduzione dell’impatto ambientale delle grandi linee elettriche di trasmissione, tutela della biodiversità, sottoscrizione di un accordo per condividere i tempi dello sviluppo delle linee elettriche con 18 associazioni di consumatori.

Essere socialmente responsabili conviene. E’ quanto emerso dal primo appuntamento di ‘Le nuove sfide della Corporate social responsability’, curato da Coopi in collaborazione con Pwc, Fondazione Sodalitas e Formaper. Il primo del ciclo d’incontri che si concluderà il 21 maggio si è concentrato sulle innovazioni della Csr a partire dalla sua definizione ma anche di nuove relazioni con gli stakeholder, alla luce degli sconvolgimenti prodotti dalla crisi finanziaria.

Ma perché un’impresa dovrebbe preoccuparsi dell’ambiente sociale in cui è inserita? L’obiettivo non è solamente quello di fare profitto? Ebbene uno studio dell’Harvard Business School condotto tra il 2010 e 2011 mostra i vantaggi economici derivanti dalla Csr in un arco di tempo di 18 anni. Sono stati messi a confronto i bilanci di 180 aziende di cui 90 che implementano la Csr e 90 che non ne fanno uso. La performance economica è nettamente più vantaggiosa nel primo caso piuttosto che nel secondo.

Dal workshop sono emersi tre modelli della Csr del futuro. La ‘Csr reputazionale’, ovvero sfruttare la buona reputazione derivante dalle attività di Csr per limitare o riparare eventuali danni. La Csr è quindi anche prevenzione e gestione del rischio d’impresa e capacità di azione e reazione alla crisi. La ‘Csr competitiva’ nella quale gli stakeholder sono parte attiva nelle iniziative di ottimizzazione socio-ambientale delle imprese; in questo modo si punta a distinguersi dagli altri competitors intercettando allo stesso tempo le aspettative sociali degli stakeholder.

Infine, sempre più impellente si è fatto il bisogno di coinvolgere i vertici aziendali nella definizione di una nuova strategia di business che tenga conto della Csr. La ‘Csr diventa strategica’, ma solo se il top managment è coinvolto. In generale, si sente la necessità di allargare la mappa degli stakeholder. Non più solo i clienti/consumatori ma anche l’intero sistema sociale all’interno della quale l’azienda è inserita.
Diversi gli esempi virtuosi presentati durante il workshop. Sea, riconosce i propri stakelders come una leva competitiva, è per questo che ha avviato un nuovo rapporto con loro basato sul dialogo e l’ascolto delle loro esigenze. Tre le azioni messe in atto: ‘Multi-Stakeholder Workshop 2012′, Ses condivide con gli stakeholder propri progetti e visioni di business; ‘call for ideas’ laboratorio dei portatori di interesse dell’azienda con l’obiettivo di generare nuove ‘business ideas’ da sviluppare sul territorio circostante allo snodo aeroportuale di Malpensa; laboratorio ‘The Hub’, Sea, community di talenti e knowledge workers hanno dato vita a nuove metodologie e nuovi strumenti diretti ai quadri aziendali.

Vodafone, ha distinto l’attività profit e non profit ed ha creato un dipartimento di sostenibilità con caratteristiche organizzative tipicamente aziendali, per rispondere a quell’esigenza di sostenibilità che ha a che fare con la creazione di nuovi prodotti, ed una Fondazione dedicata appositamente alle azioni non profit. Palm, azienda di eco-progettazione e produzione di prodotti e/o soluzioni innovative basate sulla sostenibilità totale, opera nel rispetto della collettività con una costante attenzione all’ambiente e all’uomo. Di recente ha avviato lo spin-off di Palm Design.

Atm, ha avviato un percorso di Csr interna volto a migliorare il welfare aziendale e con esso le performance dei propri dipendenti. Ha attivato un sistema di monitoraggio costante del welfare, tramite l’elaborazione di un ‘cruscotto direzionale’ nell’ottica di miglioramento continuo del sistema. I risultati attesi sono prima di tutto individuali: sviluppo del senso di appartenenza, fiducia, commitment (identificazione con obiettivi aziendali), engagement (investimento emotivo), aumento della soddisfazione sul lavoro e migliore rendimento. Inevitabilmente questi risultati mirano ad avere anche dei risultati organizzativi: riduzione del 37% dei procedimenti disciplinari verso i dipendenti; riduzione di 2 giorni di assenteismo; riduzione del 18% degli infortuni.

Terna, operatore di reti per la trasmissione dell’energia, parlando di stakeholder engagement, ha scelto la via della condivisione della conoscenza e del confronto critico con interlocutori quale il Wwf per le questioni ambientali. Duplice il focus: riduzione dell’impatto ambientale delle grandi linee elettriche di trasmissione; tutela della biodiversita’, inoltre ha sottoscritto un accordo per condividere i tempi dello sviluppo delle linee elettriche con 18 associazioni di consumatori.

Quanto alle criticità, dal workshop è emerso che soprattutto per le Pmi ci sono ancora poche informazioni e conoscenza del tema; c’è difficoltà ad incorporare la Csr nella strategia, ci sono poche risorse finanziarie, mancano le competenze ed ancora in molti casi si tende a ragionare in termini di ‘costi’ e non in termini di ‘opportunità’ ed investimento per il futuro. E il non profit? Quali suggerimenti per partnership di successo? Non solo raccolta fondi ma consulenti d’impresa per rispondere a soluzione sociali attraverso l’esperienza. Il non profit ha know how appetibile per l’impresa, occorre fare rete ed avere un approccio imprenditoriale.

FONTE: Adnkronos

Flavio Cattaneo: Authority Energia al via consultazione su piano di sviluppo rete 2012

Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo: l’Autorità per l’energia avvia la prima consultazione a livello nazionale sul Piano 2012 di sviluppo decennale della rete elettrica del gruppo energetico.

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha pubblicato in data odierna sul proprio sito internet il documento del Piano decennale di sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale 2012, già disponibile sul sito internet di Terna dal 21 marzo 2012, e le modalità di partecipazione alla consultazione indetta dalla stessa Autorità, come previsto dalla deliberazione n.102/2012.

Come previsto dalla medesima deliberazione, l’Autorità organizzerà due sessioni pubbliche per la presentazione del Piano ai soggetti interessati da parte di Terna.

Al fine di rendere maggiormente efficaci detti incontri, i soggetti interessati sono invitati ad anticipare entro il 4 giugno 2012- all’indirizzo di posta elettronica consultazione_pds2012@terna.it, tramite apposito format (Quesiti_PdS_2012.xls) ed in numero massimo di due per ciascun soggetto – i quesiti che intenderanno formulare.

La consultazione organizzata dall’Autorità integra i processi di condivisione del Piano decennale di sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale già in essere da tempo; in particolare:

• il Piano di Sviluppo 2012 è stato trasmesso ufficialmente in data 31 gennaio 2012 alle Autorità competenti;

• i criteri generali e gli scenari di sviluppo della rete alla base del Piano di Sviluppo sono illustrati al Comitato di Consultazione degli utenti, istituito ai sensi del DPCM 11 maggio 2004, comprendente i rappresentanti delle principali categorie di utenti della Rete;

• ai sensi del Dlgs 152/06, il Piano di Sviluppo è sottoposto alla procedura valutazione ambientale strategica (VAS) che prevede una apposita fase di consultazione pubblica.

FONTE: Terna

Flavio Cattaneo (Terna): Si stima che nei prossimi 10 anni, Med-TSO, potrà attivare investimenti per 20 miliardi di euro

Energia: Terna, guidata da Flavio Cattaneo, è promotrice e capofila di MedTSO, la prima Associazione per imprese elettriche del Mediterraneo, nata con l’obiettivo di promuovere e realizzare un piano di sviluppo e integrazione della rete elettrica nella regione mediterranea, unendo gestori di rete che alimentano globalmente un’area di quasi 500 milioni di abitanti. Si stima che nei prossimi 10 anni, Med-TSO, potrà attivare investimenti per 20 miliardi di euro.

Med-Tso, la prima Associazione fra imprese elettriche del Mediterraneo, si presenta alle istituzioni e agli stakeholders internazionali. Dopo la nascita ufficiale datata 19 aprile scorso, con la firma dell’atto costitutivo del Presidente di Terna Luigi Roth, prende forma l’associazione dei gestori di rete dei paesi mediorientali e nordafricani che si affacciano sul bacino mediterraneo.

L’occasione della presentazione è stata la prima conferenza dal titolo “Multilateral cooperation for the integration of the Mediterranean electricity systems” tenutasi oggi a Roma alla presenza, tra gli altri, di Nourredine Bouttarfa, Presidente e Direttore Generale dell’algerina Sonelgaz, che ha assunto la carica di Presidente di Med-Tso, Alessandro Ortis, in qualita’ di rappresentante della Banca Europea dello Sviluppo, e Michelangelo Celozzi, responsabile del coordinamento delle attività euro mediterranee di Terna, nominato Segretario Generale della neonata associazione.

Capofila e promotrice del progetto insieme all’azienda elettrica tunisina Steg e Sonelgaz, Terna avrà infatti un ruolo centrale, ospitando la sede e il segretariato generale di Med-Tso. L’obiettivo di Med-Tso è quello di promuovere e realizzare un piano di sviluppo e integrazione della rete elettrica nella regione mediterranea. Qualche numero: l’Associazione unisce i gestori di rete che alimentano globalmente un’area di quasi 500 milioni di abitanti, con un fabbisogno di energia pari a 1.600 TWh l’anno (per rendere l’idea, la domanda annua di energia in Italia è di 330 TWh), grazie a circa 200 mila km di linee di trasmissione in alta e altissima tensione. Si stima che Med-Tso potrà attivare investimenti per 20 miliardi di euro nei prossimi 10 anni.
Proprio la Commissione Europea, nel favorire la creazione di un mercato unico dell’energia elettrica, svolge un ruolo rilevante nel sostegno allo sviluppo dell’economia dell’area mediorientale e nordafricana: per la stabilizzazione politica dell’area, per l’apertura di un mercato potenziale mezzo miliardo di consumatori ma anche per esigenze di governo dei fenomeni migratori. Sulla base degli indicatori macroeconomici (quali Pil, aumento demografico, disponibilità di fonti primarie), nei prossimi 20 anni circa i due terzi della domanda di infrastrutture elettriche nel Mediterraneo sarà localizzata nella riva Sud. Da qui, l’impegno per la nascita di Med-Tso, che in questo contesto si pone come interlocutore principale di Medreg (associazione dei regolatori del mediterraneo) e di Entso-E (European Network of Trasmission System Operators for Electricity, associazione dei gestori di rete europei) per l’integrazione dei vari sistemi energetici interessati.

Med-Tso ha già suscitato un forte interesse internazionale, a livello istituzionale, politico e industriale, e in particolare della Commissione Europea, che ha testimoniato l’importanza della sua nascita per lo sviluppo del settore elettrico Mediterraneo. Si ricordano, tra le iniziative industriali per lo sviluppo di progetti di produzione da fonti rinnovabili nel sud del Mediterraneo e di interconnessione per il trasporto dell’energia elettrica verso i mercati di sbocco: Elmed; il collegamento elettrico Italia-Algeria; Paving the way for the Mediterranean Solar Plan; Desertec; Medgrid.

Tra le Associazioni per favorire lo scambio di informazioni e la cooperazione nell’area Mediorientale e nordafricana, ci sono invece i progetti Medreg, Medelec, UAE e l’Osservatorio Mediterraneo dell’Energia. L’Italia, per la sua posizione centrale nel bacino del Mediterraneo, potrà giocare con Terna un ruolo fondamentale nella costruzione dell’hub energetico dell’area. Terna gestisce già 22 linee di interconnessione con i Paesi esteri e a queste se ne aggiungeranno presto altre due: quelle con Francia e Montenegro, in fase realizzativa. Esistono inoltre progetti ulteriori con Tunisia e altri Paesi dell’area nordafricana.

FONTE: Agi

Flavio Cattaneo: Terna è capofila di MedTSO

Disponibilità di energia, da generare soprattutto con le fonti rinnovabili, e reti per interconnetterci tutti insieme: l’Italia è leader. Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, è capofila del progetto MedTSO, l’alleanza tra i grandi operatori nazionali delle reti ad alta tensione, per creare interconnessioni elettriche, sfruttando maggiormente energie rinnovabili, tra Italia e Paesi del Nord Africa.

Promette meraviglie il Mediterraneo dell’energia integrata e diffusa, trampolino della nuova fase di sviluppo che (si spera ardentemente) verrà. I protagonisti? Noi paesi europei sviluppati con l’Italia in prima fila se non altro per ragioni geografiche. E poi la fascia del Nord Africa ben protesa verso oriente. E poi ancora la non meno strategica e ambiziosa fascia balcanica. Lo strumento: la disponibilità di energia, possibilmente da generare soprattutto con le fonti rinnovabili, e le reti per interconnetterci tutti insieme. Le cifre, colossali: a essere prudenti tra 300 e 350 miliardi di euro di investimenti da mobilitare nei prossimi 20 anni, 35-40 miliardi solo per le reti.

Ed ecco gli strumenti di tutto ciò, con l’Italia questa volta in prima fila. Almeno così parrebbe.

Ieri la presentazione ufficiale di Res4Med, l’alleanza tra operatori elettrici, manovratori finanziari e centri di ricerca tutta proiettata sulle rinnovabili, che offre i suoi servigi direttamente ai paesi in via di sviluppo per accelerare le infrastrutture, con un mucchio di ambizioni già anticipate dal nostro giornale

C’e di più. Oggi a Roma sarà lanciata un’iniziativa parallela «e complementare» chiariscono i suo artefici: MedTSO, l’alleanza tra i grandi operatori nazionali delle reti ad alta tensione che trasmettono i flussi di energia tra territori e paesi e che sui stanno progressivamente aprendo al Nord Africa e ai paesi dell’Est nella fascia balcanica.

La buona notizia, anche qui, è che il nostro paese è leader. Trascina e promuove, con la nostra Terna (che già fa parte di Res4Med attraverso la sua divisione TernaPlus per i business “collaterali”, come le batterie per accumulare corrente in rete).

Terna è capofila di MedTSO. Ai partner (dagli operatori di rete del Portogallo a quelli della Grecia, dagli sloveni ai turchi fino ai tunisini, ai quali è affidata la Presidenza del nuovo consorzio nella persona di Nourredine Bouttarfa, capo dell’operatore nazionale Sonelgaz) sta dando un ottimo esempio industriale. Tra Italia e Montenegro Terna sta ad esempio costruendo un mega-elettrodotto che ci avvicina almeno un po’ all’intenzione di diventare un hub energetico del Mediterraneo.

Ed è proprio Terna a confermare gli investimenti ipotizzati ieri dagli analisti nel lancio ufficiale di Res4Med per il complesso delle nuove iniziative con cui l’Italia – ha chiarito il presidente dell’Enel Paolo Andrea Colombo – vuole aggregare in un «network dei networks» le innumerevoli e un po’ disordinate aggregazioni nate negli ultimi anni in vista dello sviluppo energetico del Mediterraneo: da Desertec che vorrebbe (iniziativa un po’ controversa) soprattutto importare in Europa energia rinnovabile generata altrove, fino al “MedGrid” con cui la Francia si propone come protagonista delle reti di tutto il quadrante geografico.

Di sicuro ci sono le cifre in gioco, colossali. Solo per il solare e l’eolico l’area chiederà da qui al 2030 investimenti tra i 120 e i 160 miliardi di euro. E a quel punto anche le reti avranno i loro bisogni.

Da dove cominciare? Appuntamento tra qualche mese, quando sarà conclusa la prima istruttoria tra i soci di Res4Med e parallelamente tra quelli di MedTSO. Priorità? Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ne suggerisce una in diretta: l’interconnessione elettrica tra Italia e Tunisia «è la migliore, e non solo da un punto di vista tecnologico, per creare un efficace collegamento tra il Nord Africa e le reti europee». Terna, per la verità, ci sta già lavorando.

FONTE: Il Sole 24 Ore

Nidificazione falchi pellegrini: I piccoli della coppia Aria e Vento lasciano il nido

Terna, i nuovi nati Welby, Kit, Mitra e Vic lasciano il nido. I piccoli della coppia di falchi pellegrini Aria e Vento sono stati inanellati sul terrazzo della facoltà di Economia della Sapienza. Terna, guidata da Flavio Cattaneo, ha allestito sui tralicci elettrici di Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia, Puglia e Umbria circa 550 cassette adatte alla nidificazione di diverse specie di uccelli, come ghiandaie marine, gheppi e falchi cuculi, da cui si involano, ogni anno, oltre 1.000 nuovi nati.

Welby, Kit, Mitra e Vic, i quattro nuovi nati della coppia di falchi pellegrini Aria e Vento nel nido Terna sul tetto della Facoltà di Economia La Sapienza di Roma sono stati inanellati.

Come da tradizione, ogni anno l’inanellamento dei falchetti da parte degli operatori dell’associazione Ornis Italica avviene a circa 15 giorni dalla loro nascita, quando i pulcini sono ancora a uno stadio precoce del loro sviluppo, ricoperti di piumino bianco, mentre le prime penne spunteranno tra qualche giorno.

I tempi dell’operazione sono dettati dalla necessità di non correre il rischio che i pulcini, spaventati dalla presenza degli operatori, possano sbilanciarsi nel vuoto. L’inanellamento è un atto fondamentale dal punto di vista scientifico perché consente la riconoscibilità nel tempo di questi soggetti che potranno essere osservati o catturati nuovamente da altri ricercatori.

L’ottava stagione riproduttiva della prolifica coppia ha preso il via il 5 marzo scorso quando Aria ha deposto il suo primo uovo, seguito da altri tre. Da metà febbraio il nido è monitorato 24 ore su 24 da una webcam e una “eggcam” in full HD dell’associazione scientifica Ornis italica.

Le uova si sono schiuse il tra il 9 e il 10 aprile e da quel momento, le immagini e il video dell’evento hanno fatto il giro del web e sono state ‘postate’ anche su YouTube. Questo è l’ottavo anno consecutivo di riproduzione della coppia che, è bene ricordarlo, è la prima a tornare a volare nei cieli di Roma dopo decenni di assenza della specie: i nuovi 4 pulli si vanno ad aggiungere ai precedenti 17 nati dalla “prolifica” coppia Aria e Vento.

Terna, oltre al nido sul tetto della facoltà di Economia, ha allestito sui tralicci elettrici nella campagna romana ma anche in Emilia-Romagna, Lombardia, Puglia e Umbria, circa 550 cassette adatte alla nidificazione di diverse specie di uccelli, come ghiandaie marine, gheppi e falchi cuculi, da cui si involano, ogni anno, oltre 1.000 nuovi nati.

FONTE: Terna

Flavio Cattaneo: Entra in servizio il nuovo elettrodotto Alanno-Popoli

Una linea di 24 chilometri che permette un risparmio di 35 tralicci e miglior servizio per gli utenti. L’elettrodotto Alanno-Bolognano-Bussi-Popoli dopo 70 anni grazie a Terna si rifà il look. Dopo 14 mesi di lavoro e un investimento di 7,5 milioni di euro, la società che gestisce la rete elettrica nazionale guidata da Flavio Cattaneo ha infatti rimesso a nuovo la linea a 150 kV, lunga 24 chilometri ed in gran parte ricadente sul tracciato degli anni Quaranta del secolo scorso.

 

L’elettrodotto è entrato pienamente in servizio in questi giorni come puntualmente riportato da Il Tempo, Il Resto del Carlino e Il Centro nelle loro edizioni locali.
Si tratta di un’opera importante anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale, visto e considerato che ora è composta di “soli” 73 sostegni contro i 108 della vecchia linea. Il territorio è stato quindi “liberato” da 35 tralicci. In particolare, sono state eliminate interferenze in aree fortemente antropizzate, come quelle nell’abitato di Scafa e di Tocco da Casauria. Sono stati inoltre rimossi tutti i sostegni precedentemente ricadenti all’interno del Parco Nazionale della Maiella. Con la sua attuale configurazione l’elettrodotto “Alanno-Bolognano-Bussi-Popoli” migliorando in modo significativo l’efficienza, l’affidabilità e la qualità del servizio sulla rete di trasmissione della zona.
La vecchia struttura era ovviamente inadeguata a servire un territorio di molto cambiato nel tempo. Il nuovo elettrodotto infatti raddoppia la precedente portata dell’elettricità, passando da 450 a 870 ampere, consentendo così di poter fare a meno dei vincoli di produzione alle centrali lungo la direttrice Alanno, Bolognano e Bussi sul Tirino. Inoltre, l’elettrodotto è provvisto per l’intero percorso sia della fune di guardia, uno speciale conduttore posto sopra le linee a protezione dai fulmini, sia della fibra ottica, per la trasmissione di una gran quantità di informazioni di tipo digitale.

Infine una peculiarità che da sempre rappresenta un biglietto da visita per Terna. In alcune tratte dell’elettrodotto sono state installate spirali avifauna, dispositivi di colore bianco e rosso che evidenziano la linea, particolarmente utili per le rotte migratorie degli uccelli: rappresentano infatti una barriera visiva che evita la collisione dei volatili con i conduttori.

FONTE: Terna

Borsa: Terna, guidata da Flavio Cattaneo, tra i campioni sostenibili

Terna, AD Flavio Cattaneo, guida la classifica dei titoli ad alto rendimento

Generosa, sì. Anche se non bisogna dimenticare che nel frattempo Piazza Affari ha lasciato sul terreno il 30%. A guidare la pattuglia dei titoli ad alto rendimento troviamo Enel, Terna, Snam, Atlantia, ed Eni con rendimenti superiori al 6%. Restano invece quasi tutti a bocca asciutta gli azionisti dei titoli del settore bancario. Nessuna cedola in vista per Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Milano, Banco Popolare e Unicredit. Un dejà vu dopo che anche nel 2010 non erano stati distribuiti dividendi. Brillano anche le small cap.

Scorrendo la lista delle società a media capitalizzazione sono quasi una ventina quelle che rendono oltre il 3% con punte superiori al 7% per Banca Carige, Hera, Sias e Marr. Quest’ultima è anche il primo titolo appartenente al segmento Stara fare parte della lista dei titoli ad alto rendimento. Complessivamente si stima che nel corso dei prossimi tre mesi torneranno nella tasche degli investitori oltre 13 miliardi di euro. Un flusso di denaro che potrebbe dare una «Scossetta» a Piazza Affari, dominata dalla volatilità e dalle preoccupazioni sulla tenuta del debito pubblico.

Ritorno
Un ritorno di fiamma che potrebbe consentire una sovraperformance rispetto al mercato. La pensa così anche Mauro Vicini, direttore del sito Websim.it secondo il quale, «la stagione dei dividendi è quella più favorevole per i titoli italiani che tornando a destare l’interesse soprattutto degli investitori istituzionali esteri. Sulla base delle nostre analisi abbiamo infatti riscontrato che nei mesi compresi tra aprile e giugno, ovvero quelli dove si concentra lo stacco dividendi, i titoli ad alto rendimento vanno meglio del mercato». Occhi puntati sulle cedole, quindi, ma con giudizio. Esistono casi in cui la generosità non basta ad allontanare le nuvole.

 

È questo il caso di Enel che in Borsa ha deluso. «Gli investitori – spiega Patrizio Pazzaglia, responsabile investimenti di Banca Leonardo – sono preoccupati dai cambi regolatori e fiscali in atto in Italia. Un contagio che potrebbe estendersi anche alla Spagna dove la società guidata da Conti è presente attraverso Endesa. Nel paese iberico c’è il rischio che le politiche di rigore del governo vadano a colpire soprattutto il settore energetico mettendo a rischio non tanto le cedole correnti ma la sostenibilità di quelle future». Ad Enel quindi potrebbe non bastare un rendimento superiore al 10%, serve uno scenario più stabile.
Situazione completamente diversa invece per Eni. Secondo Banca Leonardo è un titolo da mettere in portafoglio. Nonostante la correlazione con il prezzo del petrolio e quindi una ciclicità di fondo, le attuali valutazioni sono giudicate interessanti anche rispetto alle società concorrenti. Poi c’è l’appeal della scissione di Snam Rete Gas che creerà valore per i soci di minoranza portando una riduzione del debito che libererà risorse per fare acquisizioni. L’investimento in Mozambico starebbe inoltre producendo frutti insperati.

Lista
Nella lista dei titoli ad alto rendimento preferiti da Websim si trova invece Telecom Italia. Secondo Mauro Vicini, «il gruppo guidato da Franco Bernabè è una storia interessante soprattutto nel caso dei titoli di risparmio che rendono oltre 1’8% ai prezzi attuali». Dal punto di vista speculativo c’è poi l’a possibilità dello scorporo della rete anche se le condizioni dell’operazione sono ancora note e quindi sia prematuro dare un giudizio definitivo, dice ancora Vicini “È comunque probabile che dall’operazione verranno liberate risorse per tagliare il debito e fare innovazione. Elemento, quest’ultimo, che rende meno competitivo il gruppo rispetto ai concorrenti europei.

Tra le società a media capitalizzazione si mette in evidenza soprattutto Marr. La società, che opera nella distribuzione alimentare per il settore della ristorazione si caratterizza non solo per l’elevato e stabile rendimento: 7,8% quello atteso nel 2011, ma anche per la nutrita pattuglia di investitori istituzionali che sono presenti nel suo capitale. «La dimostrazione – conclude Pazzaglia – che ci sono le condizioni per attirare investimenti stranieri nel nostro Paese. Un bollino di qualità che favorisce la liquidità dei titoli e spinge il management verso comportamenti virtuosi che si traducono nella distribuzione di generosi dividendi».

Fonte: Corriere Economia

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