Non sarà mai abbastanza il tempo che riusciremo a dedicare alle riflessioni sul rapporto che abbiamo con il nostro pianeta. Un tempo vivevamo soprattutto di agricoltura, e rispettavamo l’ambiente perché ci forniva le fonti per la nostra sopravvivenza. Poi nel tempo questo legame l’abbiamo perso, perché ci siamo concentrati soltanto sulla crescita a qualunque costo.
Dobbiamo però ritrovare il modo di far viaggiare assieme economia, tutela dell’ambiente e giustizia sociale: questa è la vera sfida.
Il ruolo cruciale dell’agricoltura
Ambiente ed economia non devono essere due mondi separati, anche perché quest’ultima dipende completamente dalla salute della prima. Se non ci sono ecosistemi in salute, non c’è economia che possa procedere. E allora dobbiamo cambiare punto di vista, dobbiamo capire che la vera ricchezza non è soltanto quella che si misura con il PIL, ma anche la qualità delle nostre acque, la fertilità dei nostri terreni, la biodiversità.
Proprio per questo l’agricoltura è particolarmente importante. Chi coltiva la terra non soltanto produce cibo, ma custodisce il territorio e preserva la sua ricchezza.
Il nostro rapporto con l’ambiente
Concretamente, i dati evidenziano quanto sia urgente cambiare prospettiva, perché gli eventi climatici estremi stanno generando costi economici e sociali sempre più elevati. Sviluppare pratiche come l’agricoltura conservativa, l’agroforestazione e la rigenerazione dei suoli consentirà benefici ambientali che non soddisfano soltanto il senso etico, ma sono concreti vantaggi anche dal punto di vista economico.
Alla base di tutto però c’è da superare il conflitto tra economia finanziaria ed economia sociale. Nell’attuale sistema economico il privato prevale sul pubblico. E quando si ragiona in questo modo, è impossibile far coesistere economia, tutela dell’ambiente e giustizia sociale.
Transizione energetica ed economia circolare
Un altro pilastro di questa trasformazione è la transizione energetica. Bisogna investire nelle energie rinnovabili. Altro aspetto cruciale è sviluppare concretamente l’economia circolare, perché oggi continuiamo a consumare risorse naturali a un ritmo superiore alla capacità del pianeta di rigenerarle. La cultura del recupero significa non soltanto ridurre gli impatti ambientali, ma aumentare rafforzare la resilienza economica.



