(componimenti mai finora apparsi in volume, qui per la prima volta raccolti e ordinati per tematica e per anno di pubblicazione, con introduzione commento storico-metrico-letterario e note copiosissime ai testi a cura di Gerimio Aderi); Lyriks, 2026
Torna Alberto Cavaliere,/
torna adesso in libreria/
con un libro ch’è da avere:/
la raccolta ovverosia/
delle rime strabilianti/
da lui scritte sull’Avanti!/

C’era una volta… non un re (come dice il Collodi nel principio del suo Pinocchio), ma un uomo capace di mettere tutto in rima: Alberto Cavaliere (1897-1967).
Tutti conoscono/
come dell’aria/
formi l’aliquota/
più necessaria/
Egli diceva, illustrando la natura dell’ossigeno, nel secondo rifacimento di una sua fortunatissima opera: la Chimica in versi, e tutti egualmente conoscono, oltre a questa, la Storia romana in versi, la Storia di Milano in sesta rima, L’Abissinia liberata, la raccolta delle sue Radiocronache rimate ecc. Ma quanti sanno che che esistono altre migliaia sue di rime scritte per i quotidiani e mai riproposte in volume?
L’editore Lyriks di Cittanova adesso inizia a riproporne una parte di quella immensa quantità, e in questo volume, nello specifico, raccoglie quelle scritte sull’Avanti! dal 1947 al 1955.
Una raccolta in cui i più maturi ritroveranno lo straordinario artefice di versi che potevano ascoltare alla radio, presentati a voce dall’autore medesimo, o leggere sui giornali a commento della tale o talaltra notizia di attualita, ora in questo e ora in quel metro, e sempre in rime belle, inusitate, magistrali. I più giovani, viceversa, avranno l’occasione di riscoprire, in queste rime scritte rincorrendo la cronaca, quel portentoso narratore in rima che fu Alberto Cavaliere.
Bartali vittorioso al Tour de France, Hugo Koblet al Giro; le partite di calcio, le punzecchiature agli altri partiti (la DC e il PSDI) in occasione delle elezioni del 1953, gli appelli ad abbonarsi all‘“Avanti!” in spiritosissimi decasillabi manzoniani, gli auguri per l’anno nuovo e molto altro; Cavaliere tutto era capace di mettere in rima.
E sempre in rima, sempre sull’“Avanti!” pubblicò pure L’Urlando furioso, che apre questa raccolta.

Ma poi, cos’è L’Urlando — furioso? Beh, un poema/
che mostra, come al solito, — l’abilità sua estrema/
e elenca del Fascismo — gli avvenimenti chiave,/
con versi endecasillabi — satirici e in ottave;/
Racconta le due guerre — mondiali ed il riarmo,/
col piglio di un Ariosto, — d’un Tasso, un Epicarmo;/
racconta come ascende — Benito Mussolini/
e come, dopo, infine, — la stella sua declini;/
da Piazza San Sepolcro — insino a quel Piazzale/
Loreto in cui ne appesero — la spoglia sua mortale;/
e infine nell’epilogo — di quegli indegni fatti/
Fa pur, l’autore, accenno — all’amnistia Togliatti!/

Un poema in ottave (breve, di XV canti di 8 stanze) costellato di battute e giochi di parole.
Tornò fasciato, non ancor fascista.
(canto III, stanza VIII, verso 1)
dice di Mussolini ferito in una esercitazione.
Ricorda le frasi più famose dell’epoca e divenute proverbiali:
Ed alle folle incerte ed intontite
Il motto lancia: «Armiamoci e partite!».
(Canto III, stanza IV, vv. 7-8)
Che è citazione da una famosa poesia di Olindo Guerrini.
Riporta alla memoria anche le altre frasi celebri di D’Annunzio e Marinetti:
«Arma la prora e salpa verso il mondo»
Gabrïel ripeteva a perdifiato,
E Marinetti, con superbo ardire,
Così dicea: «Marciare e non marcire!».
(Canto I, stanza VI, vv. 5-8)
Ma non si ride soltanto in quest’opera, c’è anche spazio per riflessioni di una sconcertante attualità. L’immobilismo e l’insignificanza dell’Europa durante il secondo conflitto mondiale, non sembrano proprio quelli odierni intorno alle guerre attuali?

L’ultima stanza dell’Urlando furioso sembra proprio profetica quando parla della volontà di reiniziare la pantomima (la pantomima della guerra) da parte dei paesi più guerrafondai, tra cui figurano gli stessi di oggi, guardacaso

Neologismi ironici, imitazione del lessico cinquecentesco, mezze ottave prese dall’Ariosto e completate a modo suo… Insomma, questo è un libro in cui:
Rime politiche, / rime sportive, / sempre fantastiche, / sbalorditive; / con lo pseudonimo / di G. O. Venale, / rime a carattere / promozionale / e miscellanee, / dopo l’Urlando / furioso, andretene / qui ritrovando. / Non basta! Tròvaci, / chi il libro acquista, / chiose: ogni lirica / qui n’è provvista. / non posson esserci / scuse di sorta / per non qui e subito / metterle in sporta. / Non versi liberi / fiacchi: son vere / rime, le or edite, / di Cavaliere.
