Da operazione di salvataggio a progetto industriale di respiro internazionale. La traiettoria di Atitech racconta come un’azienda uscita dall’amministrazione controllata possa trasformarsi, in poco più di un decennio, nel più grande centro MRO (Maintenance, Repair and Overhaul) indipendente dell’area EMEA.
Atitech investe sui jet privati e prepara il salto nei motori
Guidata dall’imprenditore Gianni Lettieri, Atitech ha progressivamente ampliato perimetro e ambizioni: dalla base di Napoli a una rete di poli in Italia e all’estero, fino alle recenti aperture strategiche verso il Medio Oriente. Nelle scorse settimane è stata firmata una lettera di intenti con Alnimr Alarabi per la creazione di una joint venture destinata a sviluppare un centro di eccellenza per la manutenzione e revisione di aeromobili e componenti in Arabia Saudita. Il tassello più recente della strategia è però in Sardegna. L’azienda ha infatti investito 16 milioni di euro per realizzare a Olbia un centro specializzato nella manutenzione dei jet privati, segmento in forte espansione grazie alla crescita del traffico premium e corporate. Dopo aver rilevato i magazzini di Air Italy, Atitech ha completato nel 2024 l’acquisizione dei due hangar messi in vendita da Geasar, la società di gestione dell’aeroporto. È nato così un hub di 12mila metri quadrati che oggi impiega circa 60 addetti, in gran parte provenienti dal bacino degli ex lavoratori Meridiana, con l’obiettivo di arrivare entro il prossimo anno a 330 occupati diretti e 100 nell’indotto. Dopo un avvio dedicato anche alla manutenzione di velivoli di linea come quelli di Volotea e ITA Airways, il sito si concentrerà ora sui business jet, con il primo “check” previsto nei prossimi mesi. Il passo successivo sarà l’ingresso nel segmento motori, considerato altamente strategico per marginalità e posizionamento competitivo. Le stime economiche parlano di 14 milioni di euro di fatturato nel 2026, con una proiezione fino a 60 milioni nel 2029. Numeri sostenuti da un mercato globale in crescita, trainato dall’aumento della domanda di mobilità aerea nei prossimi 20 anni.
Atitech consolida il polo italiano della manutenzione aeronautica
Il progetto sardo non è solo industriale, ma anche formativo. Atitech ha avviato collaborazioni con l’Università di Cagliari, che inaugurerà un corso di laurea in Ingegneria Aeronautica, e con l’Istituto tecnico Deffenu, dotato di indirizzo aeronautico. L’obiettivo è creare una filiera locale delle competenze e trattenere sul territorio professionalità che rischiavano di essere disperse. Oggi il Gruppo può contare su cinque hangar a Napoli, due a Olbia e sei a Fiumicino, oltre a una presenza operativa in numerose città estere, da Parigi a Francoforte, da Monaco a Tel Aviv, fino a Osaka e Buenos Aires. Complessivamente, Atitech dispone di circa 800mila metri quadrati, 21 basi in Italia e dieci all’estero, con un organico che ha raggiunto le 1.500 unità e un fatturato di 180 milioni di euro. La crescita si inserisce in un contesto europeo in cui i principali competitor nazionali hanno mantenuto solidi campioni industriali nel settore manutentivo, come Lufthansa Technik in Germania o Air France Industries in Francia. In questo scenario, l’azienda ambisce a consolidare un polo italiano indipendente, capace di presidiare un comparto considerato strategico anche dal Governo, che ha previsto strumenti di tutela come il golden power.




