A poco più di un decennio dalla sua fondazione, Bending Spoons S.p.A. si è affermata come una delle più grandi aziende sviluppatrici di applicazioni per dispositivi mobili, visto che vanta circa un miliardo di utenti nel mondo. L’impresa con sede a Milano potrebbe presto compiere il grande passo: la quotazione a Wall Street, la più grande Borsa al mondo.
La selezione delle banche per la IPO
L’unicorno tech italiano, tra i principali sviluppatori europei di app iOS e Android (come Splice, 30 Day Fitness, Live Quiz e Remini) ha cominciato il processo di selezione delle banche che potrebbero accompagnarlo nell’iter che conduce alla Ipo (ossia la procedura di quotazione in Borsa).
Sono istituti di primissimo piano, come JP Morgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley, anche se il consorzio potrebbe essere ulteriormente ampliato con il coinvolgimento di altre grandi banche d’investimento internazionali. Tra queste figurerebbero anche istituti italiani come Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm, già presenti nel pool di finanziamento da 2,8 miliardi di dollari che ha supportato l’acquisizione di Aol.
Qualche ipotesi su date e prezzo
Secondo gli analisti, lo sbarco in borsa di Bending Spoons potrebbe avvenire nella seconda metà del 2026 o a inizio del 2027. Gli analisti ritengono che potrebbe essere collocato circa il 30-35% del capitale.
Ma quale potrebbe essere il prezzo di Bending Spoons? Secondo diversi osservatori di mercato, la capitalizzazione potrebbe collocarsi in una forchetta compresa tra 20 e 30 miliardi di dollari. Ma se la richiesta da parte degli investitori fosse pi elevata, allora la valutazione potrebbe salire ancora, con la possibilità di entrare nell’indice S&P 500.
Questo scenario potrebbe verificarsi anche nel caso in cui Bending Spoons facesse ulteriori acquisizioni prima della quotazione. Ricordiamo che di recente l’impresa con sede a Milano ha acquisito America Online, Vimeo, Brightcove, WeTransfer, Evernote, komoot e, più recentemente, Eventbrite.
I fondi si leccano i baffi
Se davvero Bending Spoons arriverà a Wall Street, sarebbero felici tutti quegli hedge fund più grandi, italiani e internazionali, che negli ultimi anni hanno investito nel gruppo guidato dal ceo Luca Ferrari. Tra questi fidugrano T. Rowe Price Investment Management, Baillie Gifford, Radcliffe, Cox Enterprises, Silver Point, Blackstone. Bending Spoons ha proprio sfruttato il sostegno di grandi investitori per finanziare una strategia di crescita aggressiva focalizzata su acquisizioni mirate e innovazione tecnologica.



