BUONI SERVIZIO ATS LAMEZIA, “UN BANDO CHE NECESSITA DI CHIARIMENTI E POSSIBILI CORRETTIVI”

Gullo – I Liberali: «Le risorse devono essere assegnate con criteri chiari, trasparenti e coerenti con il reale bisogno delle persone fragili»

Lamezia Terme – È positivo che siano state destinate risorse per sostenere le persone e le famiglie che vivono condizioni di fragilità. Proprio per questo riteniamo necessario richiamare l’attenzione su alcuni aspetti dell’Avviso pubblico per il Buono servizio per il contrasto alla povertà attraverso l’accesso ai servizi e alle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale – Annualità 2026, pubblicato dall’ATS di Lamezia Terme, con il Comune di Lamezia Terme quale Comune capofila.

Non contestiamo la finalità della misura né la necessità di sostenere chi vive una condizione di difficoltà. Riteniamo, tuttavia, che alcuni aspetti dell’avviso e, in particolare, i criteri utilizzati per la formazione della graduatoria meritino un chiarimento da parte dell’ATS e, per quanto di competenza, della Regione Calabria.

L’intervento dispone per l’ATS di Lamezia Terme di € 204.350,09, nell’ambito delle risorse regionali del PR Calabria FESR-FSE+ 2021-2027, Azione 4.l.1. Si tratta quindi di risorse pubbliche destinate a una finalità sociale importante, ed è proprio per questo che riteniamo fondamentale che le modalità di accesso siano il più possibile chiare e coerenti con gli obiettivi dichiarati.

IL PUNTO CENTRALE: COME VIENE VALUTATO IL BISOGNO?

L’Avviso prevede la predisposizione di un Progetto Individualizzato, attraverso il quale viene certificato il bisogno assistenziale e vengono individuate le prestazioni e il servizio necessari.

Tuttavia, nella formazione della graduatoria, il punteggio viene attribuito sulla base di due elementi principali: condizione economica e composizione del nucleo familiare.

Sono previsti infatti fino a 70 punti per l’ISEE e fino a 30 punti per i carichi familiari.

Il nostro interrogativo è semplice e riteniamo meriti una risposta pubblica:

se il bisogno assistenziale viene certificato attraverso il Progetto Individualizzato ed è alla base dell’individuazione del servizio necessario, perché il livello di intensità, gravità o complessità del bisogno non costituisce un autonomo criterio di punteggio nella graduatoria?

Non sosteniamo che il criterio adottato sia necessariamente illegittimo. Chiediamo però che venga chiarita la logica amministrativa alla base di questa scelta e che si verifichi se il sistema adottato rappresenti adeguatamente le diverse condizioni delle persone che accedono alla misura.

Una persona con un bisogno assistenziale particolarmente elevato e una persona con un bisogno significativamente diverso, una volta verificati i requisiti di accesso, possono infatti concorrere in una graduatoria nella quale il livello del bisogno assistenziale non determina uno specifico punteggio aggiuntivo.

Ed è proprio questo aspetto che riteniamo meriti un approfondimento.

ANCHE I CARICHI FAMILIARI MERITANO UN CHIARIMENTO

Un ulteriore elemento riguarda il criterio relativo alla composizione del nucleo familiare.

L’Avviso attribuisce il massimo punteggio, 30 punti, sia al nucleo composto da una sola persona sia a quello composto da cinque o più componenti.

Riteniamo quindi opportuno conoscere la ratio di questa scelta e comprendere se tale criterio riesca effettivamente a rappresentare le differenti condizioni di fragilità e di carico familiare presenti nella realtà sociale.

Anche in questo caso non chiediamo di sostituirci agli uffici nella valutazione tecnica, ma semplicemente che le scelte contenute nel bando siano spiegate in maniera trasparente.

IL RIFERIMENTO AL SERVIZIO DOMICILIARE

C’è poi un ulteriore aspetto che richiede un chiarimento formale.

L’Avviso riguarda l’accesso a servizi e strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale, ma in uno dei passaggi viene indicata anche la possibilità di un servizio “domiciliare”.

È necessario chiarire se si tratti di un semplice refuso oppure se l’intenzione sia quella di ricomprendere effettivamente anche prestazioni domiciliari tra quelle finanziabili.

Una precisazione è necessaria per evitare interpretazioni differenti da parte dei cittadini, dei servizi sociali e degli enti erogatori.

SERVIZI GIÀ EROGATI DAL 1° GENNAIO 2026

Particolare attenzione merita inoltre la previsione relativa alle prestazioni già erogate a partire dal 1° gennaio 2026, considerato che la prima finestra temporale per la presentazione delle domande è fissata dal 17 settembre al 16 ottobre 2026.

L’Avviso prevede specifiche condizioni e documentazioni per il riconoscimento delle prestazioni già effettuate.

Anche su questo punto riteniamo importante garantire la massima chiarezza, affinché le famiglie sappiano esattamente quali spese possano essere riconosciute, quali documenti debbano essere prodotti e secondo quali modalità verrà effettuato l’eventuale rimborso.

CHIEDIAMO UN CONFRONTO PRIMA CHE LA PROCEDURA PRODUCA EFFETTI

Il nostro obiettivo non è mettere in discussione una misura che nasce con una finalità sociale condivisibile.

Al contrario, proprio perché si tratta di risorse destinate alle persone in condizioni di vulnerabilità, riteniamo necessario che ogni passaggio sia costruito con criteri facilmente comprensibili, verificabili e coerenti con la finalità dell’intervento.

Per questo chiediamo all’ATS di Lamezia Terme e alla Regione Calabria di verificare attentamente gli aspetti evidenziati e, ove necessario, di fornire chiarimenti o adottare eventuali correttivi prima che la procedura produca effetti difficilmente modificabili.

Non chiediamo privilegi per nessuno.

Chiediamo che le risorse pubbliche destinate alle persone fragili siano assegnate attraverso criteri chiari e trasparenti e che, accanto alla situazione economica e familiare, venga adeguatamente considerata la finalità assistenziale della misura e il bisogno concreto che ha determinato la predisposizione del Progetto Individualizzato.

Perché un sistema di sostegno efficace non dovrebbe limitarsi a individuare chi ha l’ISEE più basso, ma deve essere in grado di garantire che il servizio finanziato corrisponda realmente alle necessità della persona che ne fa richiesta.

È su questo che Gullo – I Liberali chiede un confronto pubblico e istituzionale, nell’interesse delle persone fragili, delle loro famiglie, degli enti locali e delle strutture che saranno chiamate concretamente a erogare i servizi.

Gullo – I Liberali

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