Caro energia, rincari materia prima e regole UE: l’analisi di Cristina Scocchia (Illycaffè)

Ospite al Meeting di Rimini, Cristina Scocchia (Illycaffè) ha sottolineato come le imprese italiane affrontino una sfida in salita, aggravata dalla continua introduzione di nuove normative come il recente regolamento PPWR sugli imballaggi.

Intervenuta al Meeting di Rimini, la CEO di Illycaffè Cristina Scocchia ha evidenziato le difficoltà delle aziende italiane, costrette non solo ad attraversare una tempesta economica ma a viverci stabilmente tra costi energetici record, rincari della materia prima e nuove normative europee.

Cristina Scocchia, CEO di Illycaffè

Cristina Scocchia: per le imprese italiane una sfida continua tra rincari e nuove norme

Sebbene il contesto macroeconomico e geopolitico sia difficile per tutti, per le imprese europee e italiane la salita sembra ancora più ripida a causa di costi energetici maggiori e continue regolamentazioni. Ne ha parlato Cristina Scocchia, CEO di Illycaffè, a margine di un incontro al Meeting di Rimini. “Questo è un momento molto difficile per le imprese: non ci viene chiesto di attraversare una tempesta, ma di vivere nella tempesta, perché le problematiche che le aziende devono affrontare sono molteplici”, ha sottolineato la manager. Si va dal costo dell’energia che è ai massimi storici all’aumento del prezzo della materia prima. Nel caso del caffè, rispetto al 2021 il costo del caffè Arabica è cresciuto dell’80%, passando da circa 170 centesimi di dollaro per libbra a circa 330 centesimi nel 2026, ovvero quasi il doppio. A complicare ulteriormente la situazione è la continua introduzione di nuovi regolamenti da parte dell’Europa: l’ultimo è il PPWR. Entrato in vigore lo scorso 12 agosto, regolamenta gli imballaggi e i rifiuti di imballaggio con lo scopo di ridurre i rifiuti e aumentare la riciclabilità. Un obiettivo giusto e condivisibile ma con tempi e modalità di applicazione che vanno a pesare su un equilibrio già precario. Per Illycaffè, ad esempio, si traduce in un aggravio dei costi di imballaggi vicino al 10%.

Cristina Scocchia: necessario l’intervento dell’Europa

Il problema non sono gli obiettivi della sostenibilità, anzi le imprese sono pronte a fare la propria parte. La richiesta è quella di essere realisti circa le condizioni, quindi tempi praticabili, prevedibilità, più disponibilità di tecnologie industriali e un maggiore equilibrio tra incentivi e vincoli. “L’importante è che l’Europa intervenga con urgenza per ridurre il costo dell’energia, per creare finalmente quel mercato unico dei capitali di cui si parla da troppo tempo, per portare avanti una regolamentazione dell’innovazione che la sostenga invece di castrarla e per ridurre la frammentazione”, ha dichiarato Cristina Scocchia. “Se oggi devo esportare in 27 Paesi separati e distinti in Europa, ho più complessità che a spedire dall’altra parte del mondo”, ha aggiunto. Il rischio non è soltanto di natura economica. “Non avere autosufficienza energetica, tecnologica e difensiva non è un problema economico, è un problema di autonomia e sovranità strategica”.

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