Come una pecora su uno scoglio intreccia legal thriller e dramma intimo: lutto, ossessione amorosa e confine tra verità processuale e sentimenti. Intervista allo scrittore Alessio Tanzi.
La selezione a Casa Sanremo Writers 2026 mette in evidenza un romanzo che intreccia legal thriller e dramma intimo. Come una pecora su uno scoglio scava nel lutto, nell’ossessione amorosa e nel confine tra verità processuale e verità dei sentimenti. Editore: SBS Edizioni. Anno: 2024. Prezzo: € 15.
Eva è presenza costante anche dopo la morte. In che modo il lutto orienta decisioni e omissioni di Fermo senza trasformarlo in un “eroe negativo”?
Fermo non vive il lutto, semplicemente lo rifiuta. Si rifugia in una realtà onirica per riuscire a vivere una vita che non è riuscito a costruirsi. Questo fa di Fermo un personaggio che non si può qualificare secondo i normali canoni di “negativo” o “positivo”, ma ci appare come esclusivamente umano. Egli è un po’ come tutti noi, profondamente egoista, ma dotato di moralità. Se ben analizziamo la storia, Fermo Trimani inizia ad uscire dal suo stato di torpore solo per salvare se stesso. In fin dei conti è lo specchio di un’epoca e di una generazione.
Il sostituto procuratore Flavio Nevola è insieme antagonista e specchio. Come ha calibrato il loro confronto per far emergere ambiguità e dipendenze di entrambi?
Nevola è un antagonista meramente occasionale. Diventa antagonista solo perché le circostanze lo pongono in una prospettiva contraria al protagonista, ma come quest’ultimo è mosso solo per il proprio tornaconto.
La pistola Beretta 7.65 ricorre come oggetto-chiave. Che valore simbolico ha nel rapporto tra giustizia, potere e autodistruzione?
In realtà credo che la pistola sia solamente un oggetto. Si è l’arma del delitto, ma lo diventa solo perché viene utilizzata, se non fosse stata impugnata sarebbe rimasto un pezzo di ferro chiuso in un cassetto.
Il vicino di casa Attilio Spalla e la sua famiglia muovono l’indagine verso il privato. Come ha costruito la rete di rapporti condominiali per far emergere i non detti?
Il condominio è assai spesso un coacervo di odio e amore. Nelle palazzine borghesi ci si vanta con amici di avere come casigliano quel dato personaggio famoso, salvo poi criticarlo in privato per come parcheggia la macchina, per come non chiude il portone. Insomma il condominio è una piccola comunità costretta a condividere spazi comuni e sopportarsi vicendevolmente.
Partendo da questo nelle pagine iniziali del libro si può subito notare come il protagonista era mal sopportato (forse a giusta ragione) e come Fermo Trimani teme molto che il giudizio dei vicini di casa possa orientare le indagini.
Le scene oniriche e i risvegli bruschi spezzano il ritmo. Qual è la funzione di questi passaggi nella progressione della trama?
Le scene oniriche sono i pensieri e le paure del protagonista che trovano sfogo quando riesce ad estraniarsi da se stesso. Questi passaggi ce lo fanno conoscere nel profondo e forse ce lo fanno comprendere e in qualche modo amare perché ci aiutano a riconoscerci in lui fuori da quello che mostriamo di essere.
Senza svelare troppo: che cosa distingue, nel finale, il “sapere” del protagonista dal “provare” in tribunale?
Legalità e giustizia sono lontani dall’essere sinonimi, così il sapere del protagonista non ha alcun valore probatorio. Non conta nulla in tribunale.
