
Di Juan Miguel Matos
@jfoxnoitulover
Nella Repubblica Dominicana, l’arrivo della Settimana Santa non rappresenta solo un momento di riflessione spirituale, ma anche un’opportunità per riconnettersi con le radici culturali attraverso la gastronomia. Tra gli elementi più emblematici di questo periodo spiccano i fagioli dolci, un dessert unico al mondo che combina ingredienti come fagioli rossi, latte di cocco, latte evaporato, zucchero, spezie e biscotti.
Più che un semplice piatto, i fagioli dolci sono un simbolo di unione familiare, tradizione e patrimonio culinario che si tramanda di generazione in generazione. Ogni famiglia ha la propria ricetta, il proprio tocco speciale e il proprio modo di condividerli.
Per approfondire questa tradizione da una prospettiva esperta, abbiamo parlato con Kirssy Asenjo, riconosciuta per il suo talento nella pasticceria e per il suo impegno nel valorizzare i sapori autentici dominicani attraverso il suo marchio Yaderis Delicious.
Abbiamo parlato con l’esperta
1- Dalla tua esperienza, cosa rappresentano i fagioli dolci all’interno dell’identità culturale dominicana, soprattutto durante la Settimana Santa?
I fagioli dolci rappresentano molto più di un dessert: sono un simbolo vivo dell’identità dominicana. Durante la Settimana Santa questo piatto collega le generazioni, unisce le famiglie e risveglia ricordi che vanno dall’infanzia all’età adulta. È una tradizione che parla di casa, di condivisione e delle nostre radici. Ogni cucchiaiata porta con sé storia, cultura e quel calore umano che caratterizza il popolo dominicano.
2- Qual è, secondo te, il segreto per ottenere dei fagioli dolci perfetti nel gusto e nella consistenza?
Il segreto sta nel rispetto e nell’equilibrio del processo. Ottenere una consistenza cremosa senza perdere l’essenza del fagiolo è fondamentale. La qualità degli ingredienti, soprattutto il latte di cocco, il latte evaporato e le spezie, fa una grande differenza. Ma al di là della tecnica, c’è qualcosa che non può mancare: farli con passione e dedizione. I fagioli dolci non si preparano in fretta, si preparano con intenzione.
3- In un mondo in cui la gastronomia è in costante evoluzione, come si possono innovare i fagioli dolci senza perdere la loro essenza tradizionale?
L’innovazione deve partire dal rispetto. Si possono esplorare nuove presentazioni, come versioni più leggere, senza lattosio o persino adattamenti gourmet, ma mantenendo sempre i sapori base che li definiscono. Innovare non significa cambiare l’essenza, ma reinterpretarla. Si tratta di onorare la tradizione, connettendosi al tempo stesso con le nuove generazioni che cercano esperienze diverse.
4- Quali errori comuni si commettono nella preparazione di questo dolce e come si possono evitare?
Uno degli errori più comuni è non trovare il giusto equilibrio tra dolcezza e spezie, cosa che può compromettere il sapore originale. Un altro errore frequente è non cuocere abbastanza il composto, influenzando la consistenza cremosa tipica di questo dessert. Un altro errore molto comune, e per me il più importante, è la qualità degli ingredienti: usare prodotti di bassa qualità influisce direttamente sul risultato finale, soprattutto nel gusto. Questi errori si possono evitare utilizzando materie prime di buona qualità, rispettando le giuste proporzioni degli ingredienti e preparando il dolce con pazienza e dedizione, affinché il composto si amalgami bene e si ottenga la consistenza cremosa desiderata.
5- Dal tuo ruolo di CEO di Yaderis Delicious, come contribuisci a mantenere viva la tradizione e ad adattarla alle nuove generazioni?
In Yaderis Delicious, il mio approccio è preservare l’essenza delle nostre tradizioni, presentandole allo stesso tempo in modo moderno e accattivante. Un esempio è la creazione del Flan di fagioli dolci, una proposta che trasforma questo dessert così emblematico in una versione innovativa, senza perdere la sua essenza né i suoi sapori caratteristici. Attraverso questo tipo di creazioni cerchiamo di connetterci con le nuove generazioni, che apprezzano l’autenticità ma amano anche ciò che è diverso. Per me, mantenere viva la tradizione non significa solo conservarla, ma anche reinventarla con rispetto, creatività e uno scopo, affinché continui a essere rilevante nel tempo.
Perché alla fine, quando una tradizione evolve senza perdere la sua anima… provarla non basta!


