L’Intelligenza Artificiale è un semplice strumento di supporto o una forza trasformativa per il settore creativo? A questa domanda ha risposto Manfredi Calabrò (Comitato Strategico CSGM) in un’intervista con Daniela Mainini dedicata all’impatto dell’AI nel mondo delle imprese e delle professioni.

Manfredi Calabrò: la forza trasformativa dell’Intelligenza Artificiale
Secondo Manfredi Calabrò, oggi è riduttivo considerare l’Intelligenza Artificiale come un semplice strumento di supporto: è certamente uno strumento, ma è soprattutto, come lui stesso ha affermato, “una forza trasformativa che sta cambiando il modo in cui le idee vengono immaginate, sviluppate e portate sul mercato”. Come tutte le grandi innovazioni del passato, l’IA non sostituisce la creatività umana, né ridefinisce il processo creativo. L’Intelligenza Artificiale è efficiente nel rielaborare ciò che già esiste, ma l’intuizione autentica nasce ancora dalla sensibilità umana, dalle competenze, dalla cultura e dalla capacità di immaginare ciò che ancora non esiste. Per questo motivo, ha spiegato il manager, paradossalmente più l’IA renderà facile creare contenuti, più il valore dell’originalità umana aumenterà. Quanto alla creatività, Manfredi Calabrò non ritiene l’Intelligenza Artificiale creativa nel senso umano del termine: può generare infinite combinazioni, ma non possiede intuizione, responsabilità e visione. “La creazione autentica – ha precisato – nasce quando qualcuno sceglie un percorso e ne attribuisce un significato a ciò che realizza”. Per questo motivo, il manager vede l’emergere di una nuova generazione di professionisti che, nella relazione con questa tecnologia, riuscirà a creare qualcosa che oggi ancora non esiste, a favore dell’amplificazione del talento e dell’innovazione.
Manfredi Calabrò sulle implicazioni etiche dell’Intelligenza Artificiale
“Accanto alle opportunità è giusto riflettere anche sulle responsabilità”, ha risposto Manfredi Calabrò alla domanda sulle implicazioni etiche dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nelle imprese creative. Il manager ha citato temi molto discussi, dalla tutela della proprietà intellettuale alla trasparenza circa l’origine dei contenuti generati dall’IA, precisando che si tratta di temi importanti su cui il mercato e i regolatori stanno già lavorando. “La sfida che credo sia in questo momento molto interessante – ha spiegato – è il rischio dell’omologazione culturale”. I sistemi di Intelligenza Artificiale apprendono dal passato e tendono a suggerire ciò che statisticamente funziona meglio, aumentandone l’efficacia ma rischiando di portare a contenuti, linguaggi e idee molto simili tra loro. Nelle industrie creative, però, è proprio l’intuizione a generare valore: “Il valore nasce dall’eccezione, da un’intuizione inattesa, dalla capacità di rompere gli schemi. Credo che la sfida non sia come proteggere la creatività dall’Intelligenza Artificiale ma evitare che l’Intelligenza Artificiale ci porti a pensare tutti nello stesso modo”. E questa potrebbe essere proprio l’opportunità di riflessione all’interno delle imprese. Guardando al futuro, secondo Manfredi Calabrò, l’IA non sarà più un vantaggio competitivo per le imprese, perché diventerà accessibile a tutti, una vera e propria “tecnologia da scaffale”. La differenza la farà il pensiero critico, la visione e la capacità di immaginare ciò che gli algoritmi ancora non sanno vedere, perché “l’innovazione più importante non sarà quella delle macchine ma quella delle persone che, dialogando, sapranno costruire qualcosa di geniale”.



