A San Quirico d’Orcia, Stefania Ranzato (DEAS) ha sostenuto i giovani artisti under 35 alla rassegna “Forme nel Verde”: “Arte e tecnologia nascono dalla creatività e dalla capacità di trasformare un’intuizione in qualcosa di concreto”.

Stefania Ranzato: una matrice comune tra arte e tecnologia
San Quirico d’Orcia, territorio riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, è tornato a ospitare la rassegna d’arte ambientale “Forme nel Verde”, giunta alla sua 55esima edizione. Stefania Ranzato, fondatrice dell’azienda italiana di cybersecurity DEAS, ha sostenuto l’osservatorio dedicato alle nuove generazioni investendo nel talento under 35. La sezione YOUNG 2026 raccoglie, infatti, i lavori di 20 giovani studenti che vengono da dieci Accademie Statali di Belle Arti d’Italia. In un’intervista, l’imprenditrice ha spiegato cosa lega tecnologia e arte. Entrambe “nascono dalla creatività e dalla capacità di trasformare un’intuizione in qualcosa di concreto. Per DEAS innovare significa proteggere infrastrutture e imprese ma anche investire nelle persone e nel pensiero, dando fiducia a chi contribuirà al futuro del nostro patrimonio culturale. Il sostegno alle Accademie è parte della visione d’impresa: coltivare talento, bellezza e fiducia nel futuro”. Tra i protagonisti dell’evento d’arte contemporanea diffusa nel paesaggio, lo scultore Gianfranco Meggiato che con le sue installazioni monumentali della mostra “IN ITINERE” ha allestito gli Horti Leonini, le vie del borgo e il famoso cerchio “cipressini”.
Stefania Ranzato: l’impegno di DEAS a favore dei giovani
Non è la prima volta che l’azienda di cybersecurity si pone a sostegno dei giovani: si tratta infatti dell’estensione di un impegno cominciato diversi anni fa e che punta a rimettere al centro il valore umano. “Non è un capitolo isolato ma l’evoluzione di un percorso che DEAS promuove da tempo attraverso la formazione. Con “Forme nel Verde” estendiamo l’impegno alle Accademie di Belle Arti per rafforzare le collaborazioni con università, istituti di ricerca e realtà culturali e generare valore umano e sociale”, ha sottolineato Stefania Ranzato. L’imprenditrice ha poi raccontato la sua visione antropocentrica del progresso, che “ha valore solo quando mette al centro la persona: la tecnologia deve essere uno strumento, non il fine”. Applicata al mondo della sicurezza informatica, tale concezione vede nella cybersicurezza un modo per proteggere non solo dati e sistemi ma soprattutto “la libertà di vivere, lavorare, creare e innovare”. Da qui nasce l’idea di DEAS di “unire tecnologia e umanesimo per costruire una sicurezza capace di generare fiducia, opportunità e valore condiviso”.



