Luca Dal Fabbro: l’emergenza acqua al centro delle sfide ambientali italiane

Sotto la guida di Luca Dal Fabbro, Iren è costantemente impegnata nell’elevare la qualità dei propri servizi, per ottenere sistemi energetici e idrici sempre più sostenibili e resilienti per l’ambiente, in vista delle sfide che il futuro riserva. In un intervento dello scorso anno a margine dell’evento di presentazione del nuovo Programma EMTN, il Presidente aveva ribadito la necessità di un Piano Marshall per l’acqua.

 Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: la crisi idrica richiede un Piano Marshall per l’acqua

Il problema della crisi idrica, che Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, aveva affrontato e attenzionato alla presentazione del Programma EMTN dello scorso anno, è ancora attuale e tutt’altro che risolto. In particolare, la mancanza di acqua colpirà maggiormente il nord del sud Italia per motivi idrogeologici. “I ghiacciai si stanno impoverendo, la raccolta delle piogge non è efficiente, perdiamo il 90% dell’acqua che casca sui territori. Non ne raccogliamo le acque reflue — aveva ribadito Luca Dal FabbroLa temperatura sta crescendo, sono previsti nei prossimi dieci anni eventi siccitosi sempre maggiori”, causando ripercussioni sull’agricoltura e sugli allevamenti. Per queste ragioni è urgente attivare un Piano Marshall sull’acqua e sulla resilienza ambientale.

Luca Dal Fabbro: Iren verso sistemi energetici e idrici più sostenibili

Sotto la guida di Luca Dal Fabbro, Iren persegue i suoi obiettivi di miglioramento dei servizi offerti ai territori, aumentandone la qualità, riducendone i costi e rendendo i sistemi maggiormente sostenibili, garantendo in questo modo la resilienza ambientale. Lo scopo finale è efficientare i sistemi energetici e idrici affinché siano in grado di sostenere i sempre più frequenti eventi climatici estremi. “Su questo dobbiamo lavorare tutti insieme e rendere il Paese reindustrializzato, reingegnerizzato alla luce di queste nuove sfide che abbiamo”, ha evidenziato Luca Dal Fabbro. Sul fronte indipendenza energetica, la prerogativa è sopravvivere per i prossimi dieci anni e parallelamente studiare e sviluppare un mix di fonti di produzione sostenibile e sicuro: non è da escludere il nucleare, anche se sono necessari tra i 10 e i 15 anni per ultimare una centrale.

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