I.E.R.F.O.P. ETS presenta i risultati di DEAP: 265 partecipanti, sei Paesi europei e un investimento di 894mila euro per l’arte come strumento di inclusione dei giovani con disabilità visiva
Sarà Palermo, da martedì 15 a giovedì 17 settembre, a ospitare il seminario finale transnazionale del progetto europeo DEAP, con cui I.E.R.F.O.P. ETS (Istituto Europeo Ricerca Formazione Orientamento Professionale), con sede a Cagliari, fa il punto su un percorso pluriennale dedicato all’arte e all’arteterapia come strumenti di inclusione, benessere ed empowerment delle persone con disabilità visiva. L’appuntamento, realizzato nell’ambito del programma Erasmus+ insieme al partner siciliano PRISM, riunisce i risultati delle azioni DEAP e CARE.
Da decenni punto di riferimento nell’inclusione sociale e nell’integrazione lavorativa delle persone con disabilità visiva, l’Istituto assegna all’espressione artistica un valore strategico. Per i giovani non vedenti e ipovedenti, discipline come la ceramica, la danza contatto, il teatro somatico e il disegno tattile diventano strumenti per sviluppare la percezione sensoriale e l’orientamento spaziale, elaborare i vissuti emotivi legati alla disabilità, abbattere le barriere psicosociali e acquisire soft skill fondamentali per l’autonomia e il futuro inserimento lavorativo.
I numeri di DEAP
Le due azioni hanno coinvolto complessivamente 265 partecipanti diretti: 160 giovani con disabilità visiva e 105 tra educatori, youth worker, artisti e maestri d’arte. La rete ha unito sei Paesi dell’Unione europea — Italia, Svezia, Polonia, Repubblica Ceca, Grecia e Irlanda — per un budget totale di 894.263 euro (494.263 per DEAP e 400.000 per CARE). Sul piano operativo sono stati realizzati oltre 30 workshop locali, 3 corsi di formazione transnazionale, 72 opere uniche in ceramica, due piattaforme web con cinque moduli di e-learning accessibili, sei video professionali e cinque tra report, manuali e linee guida.
Tre giornate tra laboratori, cultura e confronto
Si parte martedì 15 settembre al Florio-Salamone Institute for the Blind, con un laboratorio di ceramica inclusiva e il confronto con utenti ed educatori; mercoledì 16 le visite al Centro regionale per la progettazione e il restauro e ai luoghi simbolo di Palermo, dalla Cattedrale a Piazza Pretoria; giovedì 17, al Saracen Sands Hotel di Capaci, la sessione plenaria conclusiva con i saluti istituzionali del sindaco di Capaci Pietro Puccio e gli interventi di Alessandro Melillo (presidente di PRISM), Roberto Pili (presidente di I.E.R.F.O.P.) e Rocco Di Lorenzo (presidente di ARIS), seguiti dalla presentazione dei risultati e dalla consegna degli attestati ai partecipanti.
«L’arte è una leva strategica per l’empowerment e il benessere, non un semplice passatempo», sottolinea il presidente di I.E.R.F.O.P., Roberto Pili. «Attraverso la mediazione artistica i ragazzi trasformano l’ansia e la timidezza in risorse creative, si liberano dal “canone visivo” e dalla prestazione estetica e ritrovano autostima e fiducia in se stessi. È così che l’inclusione diventa concreta: competenze, autonomia, occupabilità e piena partecipazione sociale».
Un impegno che si inserisce in una proiezione internazionale ormai consolidata: negli ultimi cicli di programmazione (2014–2020 e 2021–2027) l’Ente ha preso parte a oltre 300 progetti di cooperazione transnazionale che mettono in relazione la disabilità visiva con le arti, costruendo reti con partner di Spagna, Cipro, Polonia, Repubblica Ceca, Svezia, Francia, Grecia e Bulgaria. Sul fronte nazionale, l’offerta formativa di I.E.R.F.O.P. conta 9 tipologie di corsi, 27 edizioni realizzate, 602 ore erogate e 325 partecipazioni, tra Cagliari, Sassari, Roma, Milano, Campobasso e formazione a distanza.

«Fare formazione di qualità significa garantire a ogni partecipante condizioni reali di apprendimento e di crescita», aggiunge il direttore della Formazione, Prof. Bachisio Zolo. «I materiali tiflotecnici, le tecnologie assistive e i laboratori esperienziali permettono di trasformare l’esperienza artistica in competenza spendibile e di offrire ai giovani con disabilità visiva un ruolo attivo e riconosciuto».
I risultati di DEAP saranno resi replicabili e sostenibili nel tempo grazie a piattaforme e-learning accessibili, moduli formativi digitali e Open Educational Resources (OER), pensati per trasferire le metodologie a un più ampio bacino di educatori, artisti e operatori giovanili. Una scelta che riafferma la centralità della Sardegna e di Cagliari nel panorama europeo dell’inclusione sensoriale.

