Piano nazionale degli aeroporti. Pietro Serbassi (FAST Confsal): “Molti annunci, poche certezze”

Riceviamo e pubblichiamo da Pietro Serbassi, Segretario generale della FAST Confsal, il comunicato che segue.

“Il 12 maggio al Ministero delle Infrastrutture è stato presentato il Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035. Due mesi dopo, però, il testo integrale non è ancora stato pubblicato. Nel frattempo, scioperi, tensioni contrattuali e proteste hanno evidenziato la distanza tra le promesse del Governo e la realtà del settore.

Il Piano, firmato dal ministro Matteo Salvini e redatto dall’Enac, immagina 305 milioni di passeggeri entro il 2035, tredici sistemi aeroportuali integrati e tecnologie futuristiche come taxi volanti ed eVTOL. Ma l’unica opera davvero definita è la quarta pista di Fiumicino: necessaria nel medio periodo, non necessariamente la priorità attuale.

Il resto del documento appare come una distribuzione di rassicurazioni: collegamenti ferroviari per Bergamo, Olbia, Verona e Venezia; la Puglia elevata a modello; Grottaglie trasformata in hub spaziale; Brescia e Bologna chiamate a supporto del cargo. Una carezza per ogni territorio, ma nessuna scelta strategica.

A differenza del Piano del 2022, questa volta il testo completo non è disponibile. Operatori e sindacati commentano slides e comunicati, senza poter analizzare il documento. Una comunicazione centellinata che alimenta dubbi sulla solidità dell’impianto.

Nel Piano non c’è traccia di risorse umane, formazione o armonizzazione contrattuale, mentre il comparto vive scioperi continui e otto contratti collettivi sovrapposti. Si parla di droni, non di chi carica le valigie con salari erosi dall’inflazione.

La crescita dei passeggeri è credibile, ma senza indicare finanziamenti, priorità e garanzie occupazionali il Piano rischia di restare un libro dei sogni. Per ora, l’unica infrastruttura reale è la quarta pista di Fiumicino”.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *