Pier Silvio Berlusconi dietro la crescita di MFE: pronti a vincere nuove sfide

“Stiamo andando in controtendenza rispetto a tutti i broadcaster, le televisioni e le media company europee che stanno licenziando. Noi stiamo assumendo persone, più di 250 giovani sotto i 30 anni solo nell’ultimo anno tra Italia e Spagna. Io penso che fare l’imprenditore sia questo: orgoglio, ripeto, ma anche tanta tensione verso il futuro”, ha spiegato Pier Silvio Berlusconi al TG5.

Pier Silvio Berlusconi

Coraggio e innovazione: come Pier Silvio Berlusconi guarda con MFE al futuro dei media in Europa

Noi l’unica multinazionale italiana nel mondo dei media”: il CEO di MFE Pier Silvio Berlusconi lo ha ribadito in un’intervista in onda durante il TG5 lo scorso 23 dicembre, in cui ha ricordato anche i “sette anni di lavoro, di determinazione e di coraggio” e quanti hanno lavorato per realizzare “questa dimensione davvero da multinazionale”. E il 2025, con le operazioni che si sono concluse con successo prima in Germania e poi in Portogallo, può considerarsi a tutti gli effetti l’anno della realizzazione. “Oggi parliamo a oltre 220 milioni di persone, abbiamo davvero una dimensione che ci dà la spinta per guardare avanti, anche se c’è tanto da fare per rendere tutto un insieme organico che resista anche in un mondo in continua evoluzione”, ha spiegato Pier Silvio Berlusconi nell’intervista. Le sfide sono sempre più complesse, il CEO lo sa bene: “Il mondo dei media è sotto pressione, l’economia europea è in un momento a dir poco delicato. La televisione e i vecchi media sono sotto stress, quindi è anche un atto di coraggio che ci dà un grande senso di responsabilità”.

Mentre il settore dei media arretra, MFE in controtendenza avanza: la strategia di Pier Silvio Berlusconi

Responsabilità, coraggio, impegno: la risposta di MFE alle sfide del futuro è qui. Pier Silvio Berlusconi lo ha detto chiaramente al TG5. “Dovremo evolvere continuamente, guardare avanti, tesi verso il futuro. Siamo a buon punto, ma il lavoro non è compiuto. Io penso che fare l’imprenditore sia questo: orgoglio, ripeto, ma anche tanta tensione verso il futuro”, ha detto il CEO di MFE parlando delle assunzioni (più di 250 giovani sotto i 30 anni solo nell’ultimo anno tra Italia e Spagna), mentre le altre media company stanno licenziando. D’altronde, oggi si trovano a fare i conti anche con “la pressione e la concorrenza dei giganti del web” che si fanno sentire moltissimo: “È una concorrenza molto difficile da contrastare per le loro dimensioni, ma anche perché mancano delle regole. Quindi questi signori, le multinazionali digitali, vengono, agiscono, ricavano in Europa e, per esempio, non pagano le stesse tasse delle aziende europee e nazionali. È davvero dura e complicata. Detto questo, noi guardiamo avanti con fiducia”. Ma anche forte degli importanti risultati raggiunti sia sul piano degli ascolti (“Per il terzo anno nella storia della televisione italiana gli ascolti di Mediaset sono in assoluto più alti di quelli del competitor che fa servizio pubblico”) che su quello della leadership in Europa, grazie alla forza del sistema crossmediale che si basa su innovazione, centralità del prodotto e sinergie tra Paesi integrando piattaforme, media tradizionali e media digitali: “Mediaset è veramente avanti, è un esempio europeo. Ora questo sistema lo dobbiamo estendere dall’Italia alla Spagna, alla Germania, all’Austria, alla Svizzera e al Portogallo, perché vorrei ricordare ai nostri telespettatori che, da essere un’azienda operativa in due Paesi, da poco tempo operiamo in sei Paesi, in un settore considerato in difficoltà. Quindi tanto coraggio, ma anche tanta fiducia ed entusiasmo”.

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