Pietro Labriola: risultati in crescita per TIM nel primo semestre e gli obiettivi per il 2027

Sotto la guida di Pietro Labriola, TIM ha registrato 4,5 miliardi di ricavi in Italia (+1,6%) e 2,1 miliardi in Brasile (+4,8%). Atteso un incremento dell’EBITDA nell’ultimo trimestre del 2025.

L’AD di TIM Pietro Labriola ha commentato, lo scorso agosto, la relazione finanziaria del Gruppo, che ha evidenziato una rilevante crescita dei ricavi per il primo semestre 2025, pari a 6,6 miliardi di euro. Si è parlato anche degli obiettivi nel lungo periodo.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: ricavi in crescita per TIM nel primo semestre 2025

“Una solida performance sia in Italia che in Brasile”, ha evidenziato l’AD di TIM Pietro Labriola lo scorso agosto in merito alla presentazione dei risultati del primo semestre 2025. Al 30 giugno, la relazione finanziaria ha riscontrato un aumento dei ricavi totali del 2,7% rispetto al corrispettivo periodo del 2024, per un ammontare di 6,6 miliardi di euro. In particolare, in Italia, TIM ha documentato ricavi pari a 4,5 miliardi di euro (+ 1,6% rispetto al 2024); mentre, per TIM Brasil i ricavi ammontano a 2,1 miliardi di euro (+ 4,8% rispetto al 2024). Sotto la guida del manager, il Gruppo ha generato cash flow positivo per il quarto anno consecutivo e sono presenti ancora ottimi margini di miglioramento dei risultati. L’obiettivo primario resta quello di “portare la società nel 2027 dove abbiamo dichiarato nel nostro piano”, ha sottolineato Pietro Labriola, prevedendo anche un incremento dell’EBITDA per la seconda metà dell’anno, nello specifico per l’ultimo trimestre del 2025.

Pietro Labriola: il consolidamento delle tlc

Secondo quanto registrato dalla relazione finanziaria illustrata da Pietro Labriola, la crescita dei ricavi di TIM in Italia è dovuta all’espansione di TIM Enterprise, che ha segnato un incremento del 4,7%, e da un miglioramento importante nei principali indicatori di performance di TIM Consumer. Sono diversi gli aspetti positivi che impatteranno positivamente sul Gruppo, ovvero: l’accelerazione di TIM Enterprise nel quarto trimestre; la diminuzione delle spese operative del programma di trasformazione dei costi; l’economizzazione sul costo del lavoro e “il pieno effetto degli aumenti di prezzo attuati nel primo e nel secondo trimestre”. Per quanto riguarda il consolidamento delle telecomunicazioni, “ci sono tante alternative a quelle della classica fusione su cui lavoriamo — ha ribadito Pietro Labriola — il consolidamento si può avere sia con M&A che con il consolidamento della rete. Sinergie industriali, riduzione di costi e maggior efficientamento”.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *