
GULLO – RESPONSABILE NAZIONALE DE “I LIBERALI”
“Quando un uomo ruba il pane, lo Stato non può limitarsi a contare le
denunce”
La vicenda del 63enne denunciato a Roma dopo essere stato sorpreso a portare via dal
supermercato nel quale lavorava pane, latte, tonno e frutta deve farci riflettere molto
più di quanto non suggerisca la semplice cronaca di un furto.
Non intendiamo giustificare un reato e non spetta alla politica sostituirsi alla
magistratura. Ma davanti a determinati episodi abbiamo il dovere di porci una
domanda: che cosa sta accadendo a una società nella quale anche una persona
che lavora può arrivare al punto di rischiare una denuncia per portare a casa beni
alimentari essenziali?
È questa la vera emergenza che “I Liberali” intendono sollevare.
Non possiamo affermare, sulla base di un singolo episodio, che esista già un fenomeno
statisticamente dimostrato di anziani e persone fragili che rubano nei supermercati per
necessità. Ma non possiamo nemmeno ignorare una serie di casi che, nel tempo,
hanno avuto come protagoniste persone anziane o economicamente vulnerabili
sorprese a sottrarre generi alimentari. È un campanello d’allarme sociale che la politica
avrebbe il dovere di ascoltare.
Basti considerare che, secondo l’ISTAT, nel 2024 oltre 5,7 milioni di persone vivevano
in condizioni di povertà assoluta, mentre il rischio di povertà o esclusione sociale ha
continuato a riguardare una parte molto consistente della popolazione italiana.
E l’Italia è anche un Paese che invecchia rapidamente: gli over 65 rappresentano ormai
quasi un quarto della popolazione.
Questi numeri ci dicono una cosa molto semplice: la vulnerabilità economica non
riguarda più soltanto chi è completamente fuori dal mercato del lavoro. Può
colpire un pensionato, un lavoratore con uno stipendio insufficiente, una persona
sola, una famiglia che deve scegliere se pagare una bolletta, acquistare medicinali
o mettere il cibo in tavola.
Ed è proprio qui che dobbiamo intervenire.
Come “I Liberali” riteniamo necessario introdurre un Piano nazionale contro la
povertà alimentare degli anziani e delle persone fragili, costruito sulla
collaborazione tra Stato, Comuni, servizi sociali, associazioni del territorio e grande
distribuzione.
Proponiamo, in particolare, l’istituzione di una Carta Alimentare di Emergenza,
destinata alle persone che si trovano temporaneamente in una situazione di grave
difficoltà economica. Uno strumento semplice, rapido e dignitoso, che consenta di
acquistare beni alimentari essenziali senza costringere chi è in difficoltà a chiedere
l’elemosina e, soprattutto, senza aspettare che la sua disperazione si trasformi in un
reato.
Ma non basta.
Chiediamo anche che venga rafforzata la rete tra supermercati e servizi sociali
comunali. Quando un esercizio commerciale intercetta una situazione di evidente
difficoltà, dovrebbe poter segnalare il caso, nel rispetto della privacy e della dignità
della persona, a un servizio territoriale capace di intervenire. Prima della denuncia
dovrebbe esserci, quando possibile, una rete sociale in grado di intercettare il
bisogno.
Dobbiamo inoltre incentivare maggiormente la donazione delle eccedenze alimentari e
creare accordi strutturali tra supermercati, enti locali e associazioni affinché il cibo
ancora perfettamente consumabile non finisca nei rifiuti mentre, nello stesso territorio,
qualcuno non riesce a permettersi una spesa dignitosa.
Questa non è assistenza fine a se stessa. È anche una questione di sicurezza e di
prevenzione.
Perché prevenire un gesto disperato costa alla società molto meno che intervenire
quando quel gesto è già diventato un reato.
Non vogliamo un’Italia nella quale il pensionato, il lavoratore povero o la persona sola
debba vergognarsi di chiedere aiuto. Vogliamo un’Italia nella quale chiedere aiuto sia
un diritto e non una sconfitta.
Il caso di Roma deve quindi rappresentare un’occasione per aprire una discussione
seria. Non dobbiamo scegliere tra sicurezza e solidarietà: una società veramente
sicura è una società capace di riconoscere la fragilità prima che essa diventi
disperazione.
La politica non può arrivare sempre dopo.
Se una persona arriva a rubare pane, latte e frutta, la prima domanda che dobbiamo
porci non è soltanto “perché ha commesso un furto?”, ma anche “perché nessuno è
riuscito ad accorgersi prima che quella persona aveva bisogno di aiuto?”
È su questo che “I Liberali” intendono aprire un confronto con il Governo, con i Comuni,
con le organizzazioni della grande distribuzione e con il mondo del volontariato.
Perché la dignità di una persona non può dipendere dalla sua capacità di arrivare
alla fine del mese. E nessuno dovrebbe essere costretto a diventare un ladro per
poter mangiare.
Gullo
Responsabile Nazionale de “I Liberali”

