Abbiamo incontrato per un intervista lo scrittore Roberto Fiordi, che sta portando in giro per l’Italia il suo libro: “
L’Italia sparita. Flashback tra Vinili, Tv e Misteri degli anno ’70 e ’80”.
Nelle sue presentazioni ci sono sempre tante persone.
Stai pensando di scrivere un nuovo libro?
“Sto scrivendo un altro libro. Il tema non si scosta dal saggio “L’Italia sparita. Flashback tra Vinili, Tv e Misteri degli anno ’70 e ’80”. Parla ancora del nostro Bel Paese soffermandosi soprattutto sui fatti più inquietanti. Non è un caso che s’intitoli ‘L’Italia racconta”. Essendo ancora aperto il “cantiere” non è da escludere che riporti anche fatti di cronaca “
Cosa sognavi da bambino?
“Da bambini ho sempre sognato di essere un protagonista di qualcosa. Mi spiego meglio, ero piccolo quando trasmettevano i cartoni animati dei robot e io sognavo di essere l’eroe alla guida di uno di questi che difende l’umanità.
Da più grandicello, appassionato del pallone, sognavo di diventare prima il Maradona del calcio e successivamente il Dino Zoff essendomi appassionato al ruolo di portiere. Ho sognato di diventare in cantante famoso ancora da più grande nonostante non sappia cantare. E forse qualche altro sogno nel cassetto finito nell’archivio della memoria.”
Il capitolo del tuo libro più importante per te?
“Su questo saggio ritene non ci siano articoli di maggior prestigio rispetto ad altri, ognuno ha voluto raccontare arbitrariamente i fatti e le cose.”
Roberto nella vita normale com’è?
“La vita quotidiana è abbastanza ordinaria, mi impegno a dovere molti ruoli in contemporanea: intento che lavoro mando avanti il mio sito L’Edicola delle Notizie. Mi preoccupo di trovare spazi liberi per apportare due righe alla volta al saggio che sto scrivendo. È doveroso fare sport. Ovviamente c’è la famiglia e ci sono le amicizie. Riterrei una vita piuttosto piena se pure il tedio spesso mi abbraccia.”
Le tue passioni?
“La passione che prevale sulle altre è la scrittura e da essa si aprono più porte come la creazione del suddetto sito.
Amo il calcio, senza che esso diventi un principio di vita. Detesto la tifoseria stupida e violenta, per intendeci.
Mi piace dibattere di politica, pur non essendo un politico.
Un tempo mi dedicavo alla lettura se pure all’attuale questa passione si sta trasformando quasi in un ricordo: do colpa al poco tempo, ma sono consapevole che si tratta di volontà. Speriamo che questa passione mi tocchi di nuovo.”
ufficio stampa a cura di Mirko Mascioli.



