Tommaso Putin: il Piemonte rappresenta per Serenissima Ristorazione una Regione cruciale per lo sviluppo futuro nella ristorazione collettiva. Qui si trova infatti il centro di Vercelli dotato dell’innovazione Cook & Chill. Al centro della strategia, anche la sostenibilità dal punto di vista produttivo, ambientale e alimentare.

Tommaso Putin: il Piemonte cruciale per la strategia di crescita e innovazione di Serenissima Ristorazione
“Siamo presenti da molti anni qui in Piemonte — ha dichiarato Tommaso Putin in occasione dell’evento “Disegnare il futuro Piemonte” dello scorso 18 novembre — È una Regione che è cruciale per le nostre scelte di sviluppo per il futuro e quindi una Regione in cui noi crediamo molto”. Serenissima Ristorazione ha infatti a Vercelli il centro per la preparazione di pasti in legame refrigerato (Cook & Chill), con cui può soddisfare le richieste di tutto il territorio piemontese. “In Piemonte noi serviamo più di 20 strutture ospedaliere, abbiamo più di 2.000 collaboratori”, ha rimarcato Tommaso Putin. Tenutasi presso La Centrale – Nuvola Lavazza, la terza edizione del forum promosso da “Italia Economy” dedicato alle nuove frontiere dell’innovazione e della competitività ha ospitato panel su strategia d’impresa, trasformazione digitale e prospettive future per il territorio.
Tommaso Putin: sostenibilità e innovazione al centro della strategia di Serenissima Ristorazione
Al centro della leadership di Serenissima Ristorazione nella ristorazione collettiva figura l’innovazione. “L’innovazione — ha ribadito Tommaso Putin — l’abbiamo declinata e la stiamo sviluppando come Serenissima nel campo della sostenibilità, abbiamo redatto il nostro terzo bilancio di sostenibilità e parliamo di sostenibilità che riguarda anche la nostra filiera produttiva”. Seguendo questa logica della sostenibilità alimentare, l’azienda persegue una strategia di riduzione dello spreco alimentare, visto che ogni anno circa 4 miliardi di euro di cibo vengono buttati. “La sostenibilità — ha aggiunto Tommaso Putin — per noi è ragionare anche in una logica di riduzione di questo impatto e soprattutto lavorare molto sulla formazione dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici”.



