CIA Lazio: “Primi effetti dei nostri presidi. Ma la battaglia continua a difesa delle nostra agricoltura”

Al grido di “Basta” e “I conti non tornano” la Confederazione Italiana Agricoltori ci ha messo la faccia con un presidio permanente di sei giorni sotto i palazzi della politica in piazza Montecitorio per ribadire l’importanza dell’agricoltura e degli allevamenti come settore primario, la necessità di tutela del Made in Italy, della difesa della Pac e la richiesta di interventi immediati contro il caro carburanti. Ieri, dopo l’avvicendarsi di agricoltori Cia da tutta Italia in presidio permanente già dal 13 ottobre, a rappresentare la protesta in piazza sono scesi gli esponenti della Confederazione Italiana Agricoltori – Cia di tutte le province del Lazio con in testa il presidente regionale Sergio Del Gelsomino. 

“Chiediamo il giusto pagamento della nostra produzione primaria delle nostre produzioni – ha sottolineato il presidente di Cia Lazio Sergio Del Gelsomino –  perché non è possibile che i prezzi dei nostri prodotti scendano e tutto il resto aumenta, a partire dall’energia e dal carburante. Il momento è critico, però – ha ribadito – questi problemi non possono solo sulle aziende agricole”. 

Per Cia Lazio il decreto emesso dal governo nella serata di ieri è solo un intervento tampone che alleggerisce l’emergenza in atto nei campi dovuta al caro gasolio che costituisce tuttavia una prima risposta alla mobilitazione dell’organizzazione agricola. Cia Lazio ribadisce che servono da subito interventi strutturali in grado di rimettere in primo piano l’agricoltura garantendo prezzi equi per gli agricoltori, accordi di filiera e severi controlli agli scaffali della grande distribuzione per smascherare le importazioni extraeuropee in difesa del prodotto italiano e del consumatore la difesa in sede europea della Politica Agricola Comune i cui fondi rischiano di essere erosi dalle spese che l’Unione Europea vuole destinare al settore militare. 

“Nel Lazio – torna a ribadire Del Gelsomino – i problemi sono tanti. Nel Lazio, in particolare in alcune aree, l’agricoltura rischia di scomparire di fronte alla pressione di nuovi impianti fotovoltaici. L’agricoltura costituisce un elemento essenziale del paesaggio e del territorio, la politica ne deve prendere atto. La protesta non si ferma e siamo pronti – conclude il presidente di Cia Lazio – a nuove mobilitazioni con manifestazioni pacifiche nei territori e a Bruxelles”. 

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