Una giornata di studi sul ruolo strategico delle infrastrutture idriche al servizio dei territori. Venerdì 6 novembre, a partire dalle 9.00, la Borsa Merci di Arezzo ospiterà il convegno “L’Oro Blu del Centro Italia” che riunirà relatori di rilievo nazionale per approfondire le principali sfide legate alla gestione sostenibile delle acque, alla sicurezza degli approvvigionamenti e all’importanza delle opere idrauliche in risposta alle esigenze di comunità, agricoltura e ambiente. L’evento è organizzato da EAUT – Ente Acque Umbre-Toscane con la sinergia dell’Ordine degli Ingegneri di Arezzo e con il patrocinio della Camera di Commercio di Arezzo-Siena, facendo affidamento su parole, testimonianze ed esperienze di rappresentanti di istituzioni, università, imprenditoria e associazionismo. «L’acqua è una risorsa strategica – spiega l’ingegner Simone Viti, presidente di EAUT, – e richiede una visione capace di coniugare sicurezza degli approvvigionamenti, sostenibilità ambientale e sviluppo economico. Con questo convegno vogliamo favorire un confronto aperto tra istituzioni, mondo accademico e realtà produttive, capace di mettere al centro il valore delle opere idrauliche e la necessità di una gestione sempre più attenta anche alle sfide poste dal cambiamento climatico».
Il convegno, moderato dal giornalista Luigi Alberti, sarà introdotto dallo stesso presidente Viti ed entrerà poi nel vivo con l’ingegner Andrea Canali (direttore di EAUT) che terrà l’intervento “EAUT oggi: infrastrutture, risorse, attività” per presentare operatività e finalità dell’ente che gestisce l’erogazione della risorsa idrica a fini irrigui e idropotabili attraverso le quattro dighe di Montedoglio, Sovara, Casanuova e Calcione, con le relative reti di adduzione. Il programma proseguirà poi con “Strategie Europee per l’utilizzo della risorsa idrica in un contesto di crisi climatica” dell’onorevole Dario Nardella (capogruppo della Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo) e con “Strategie italiane e distrettuali per l’utilizzo della Risorsa Idrica” della dottoressa Gaia Checcucci (segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale), prima della condivisione di un lavoro di ricerca a cura dell’Università di Siena sul valore territoriale, ambientale e strategico delle infrastrutture gestite da EAUT che è stato seguito dal professor Angelo Riccaboni. Gli ultimi due interventi avranno come temi “Sulle spalle dei giganti: ripensare le grandi infrastrutture idriche nell’epoca del cambiamento climatico” con l’architetto Diego Zurli (già direttore di EAUT) e “Un’infrastruttura per la resilienza dei sistemi idrici: la centralità della diga di Montedoglio nella strategia dell’approvvigionamento idrico ed idropotabile” dell’ingegner Francesca Menabuoni (amministratore delegato di Nuove Acque). A concludere la mattinata sarà la tavola rotonda dal titolo “L’importanza delle infrastrutture di EAUT viste dagli utilizzatori” in cui si alterneranno le parole del dottor Federico Vecchioni (presidente esecutivo di Bonifiche Ferraresi), del dottor Jacopo Gabriele Orlando (direttore del settore Agriculture & Food Production di Aboca), della dottoressa Serena Stefani (presidente del Consorzio Bonifica Alto Valdarno) e del dottor Carlo Polci (presidente di Nuove Acque). «Il lavoro che quotidianamente portiamo avanti – ricorda il direttore Canali, – affonda le proprie radici nel 1961: da 65 anni, dunque, prosegue un impegno rivolto a realizzazione, manutenzione, gestione e ottimizzazione di opere pubbliche dedicate a un bene primario come l’acqua. Questo percorso ha portato alla realizzazione di un complesso di opere infrastrutturali che già oggi, con il cosiddetto “Sistema Montedoglio”, assolve un ruolo fondamentale in relazione alla produzione agricola anche identitaria, all’approvvigionamento idropotabile, alla sicurezza idraulica e alla salvaguardia ambientale in importanti porzioni di territorio nell’area di Arezzo, nell’area della Valdichiana aretina e senese, nell’area del Trasimeno, nonché nella Valtiberina toscana e umbra. Queste opere in una prospettiva di medio termine, anche con il contributo dell’entrata in esercizio provvisorio “utile” della diga sul Chiascio, saranno determinanti per far fronte alle esigenze idriche di porzioni rilevanti della Toscana sud orientale, principalmente nelle province di Arezzo e Siena, e di gran parte della provincia di Perugia».



