A2A e il piano di comunicazione a dieci anni, Carlotta Ventura: “I protagonisti? I giovani di oggi”

Carlotta Ventura ha presentato al Green&Blue Festival 2025 un progetto a lungo termine che punta a costruire oggi il piano di comunicazione della Life Company per i prossimi dieci anni, con il supporto della Sapienza Università di Roma.

A2A guarda al 2035 con un progetto innovativo che punta a formare i comunicatori del futuro. L’intervista a Carlotta Ventura in occasione del Green&Blue Festival 2025.

Carlotta Ventura

Carlotta Ventura: “Il nostro piano di comunicazione in collaborazione con La Sapienza”

In occasione del Green&Blue Festival 2025 – Ripartiamo da Zero, che si è tenuto a Milano dal 5 al 7 giugno, Carlotta Ventura, Chief Communications, Sustainability and Regional Affairs Officer di A2A, ha presentato un progetto visionario che mira a scrivere oggi il piano di comunicazione della Life Company per i prossimi dieci anni, con il coinvolgimento diretto dell’Università La Sapienza di Roma. “Se si può fare un piano industriale a dieci anni, perché non anche un piano di comunicazione?”, ha dichiarato la manager. “È la sfida che abbiamo deciso di raccogliere, ma ribaltandola sui veri protagonisti del futuro: i giovani di oggi, under 30, che nel 2035 guideranno la comunicazione”. Con un approccio realmente multidisciplinare, A2A e uno steering committee multidisciplinare di studiosi della Sapienza stanno lavorando fianco a fianco per formare una nuova generazione di comunicatori, capaci di affrontare un ecosistema mediatico sempre più frammentato, rumoroso e dominato da intelligenze artificiali.

Carlotta Ventura: “Serve intelligenza umana e visione ampia”

Quando ho cominciato io a lavorare – ha ricordato Carlotta Ventura – avevamo dei canali televisivi, avevamo la stampa, diciamo abbastanza presto è arrivato il digitale ma oggi è un mondo estremamente complesso e con un rumore fortissimo”. Il piano guarda al 2035 e prevede un percorso di esplorazione tra futuri probabili e futuri possibili, fondato su un pilastro: la preparazione dei giovani. “Serve un’intelligenza duttile, culturale, curiosa – ha spiegato la manager – Il rischio, come dice il professor Mattiacci, è di formare dei ‘cretini competenti’: persone tecnicamente esperte ma incapaci di superare i propri silos. E invece oggi serve una visione ampia, trasversale, aperta al cambiamento”. “Il motore di tutto resterà sempre l’essere umano intelligente”, ha quindi concluso Carlotta Ventura.

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