Stefania Ranzato, fondatrice di DEAS, sul progetto “Forme nel Verde”: “Tecnologia e arte nascono dalla creatività e dalla capacità di trasformare un’intuizione in qualcosa di concreto”.

Stefania Ranzato e DEAS sostengono “Forme nel Verde”: l’intervista
San Quirico d’Orcia ospita il 55° appuntamento di “Forme nel Verde”, la manifestazione artistica più longeva del nostro Paese nell’ambito dell’arte legata all’ambiente: uno scenario perfetto per realizzare uno snodo espositivo che fonde arte, scultura e talento. Come raccontato in un’intervista rilasciata da Stefania Ranzato, fondatrice di DEAS, il progetto dà spazio anche al futuro e ai giovani attraverso la sezione YOUNG 2026, con 20 lavori provenienti da dieci Accademie Statali di Belle Arti. DEAS sceglie di sostenerne la valorizzazione con una prospettiva focalizzata sul capitale umano: “Tecnologia e arte nascono dalla creatività e dalla capacità di trasformare un’intuizione in qualcosa di concreto”, ha evidenziato Stefania Ranzato, specificando che per DEAS fare innovazione vuol dire difendere infrastrutture e realtà produttive, ma anche “investire nelle persone e nel pensiero, dando fiducia a chi contribuirà al futuro del nostro patrimonio culturale. Il sostegno alle Accademie è parte della visione d’impresa: coltivare talento, bellezza e fiducia nel futuro”.
Stefania Ranzato: tecnologia e umanesimo per generare valore condiviso
Il significato al centro di “Forme nel Verde” si riallaccia al rapporto tra individuo e interiorità, che forma parte di un dialogo che trova oggi un esatto equivalente anche nella sfera virtuale. In tale dimensione, Stefania Ranzato e DEAS si distinguono per una concezione multifattoriale incentrata sull’essere umano. Per farlo, DEAS affianca le nuove generazioni con numerosi progetti, come sottolineato dalla fondatrice: “Non è un episodio isolato ma l’evoluzione di un percorso che DEAS promuove da tempo attraverso la formazione. Con ‘Forme nel Verde’ estendiamo l’impegno alle Accademie di Belle Arti per rafforzare le collaborazioni con università, istituti di ricerca e realtà culturali e generare valore umano e sociale”. Il principio da trasmettere è chiaro: il progresso ha reale valore solo quando l’individuo è al centro e l’innovazione tecnologica è intesa come mezzo e non come fine ultimo. A conferma di questo, ha specificato in conclusione Stefania Ranzato: “La cybersicurezza protegge sistemi e dati ma anche la libertà di vivere, lavorare, creare e innovare. DEAS vuole unire tecnologia e umanesimo per costruire una sicurezza capace di generare fiducia, opportunità e valore condiviso”.



