“Gli occhi di Vivian Maier”: uno spettacolo sul binomio fotografia-vita

Il binomio tra fotografia e vita va in scena alla Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi, parte del patrimonio culturale di Intesa Sanpaolo. Venerdì 6 novembre, alle 21.00, è in programma lo spettacolo “Gli occhi di Vivian Maier” dove Roberto Carlone, fondatore della Banda Osiris, accompagnerà in un poetico percorso alla scoperta di uno dei più eclatanti ed enigmatici casi di fama postuma. La serata rappresenterà infatti un omaggio ai cent’anni dalla nascita della fotografa franco-americana Vivian Maier che è oggi riconosciuta come un’esponente di spicco della street photography ma che ha raggiunto celebrità solo dopo la morte nel 2009 quando furono ritrovati ben centocinquantamila scatti, molti dei quali mai sviluppati.

Questo spettacolo è inserito all’interno della rassegna “Geografie d’oggetti – Racconta la Casa Museo” che, giunta alla quarta edizione, è organizzata dall’associazione Noidellescarpediverse con la collaborazione di rumorBianc(O), con la compartecipazione di Fondazione Ivan Bruschi e con il contributo di Fondazione CR Firenze. Il filo conduttore di questo ciclo di incontri saranno gli oggetti che diventeranno strumenti di racconto, scoperta e immaginazione, capaci di mettere in dialogo passato e presente: in occasione de “Gli occhi di Vivian Maier”, nello specifico, il focus sarà orientato verso il potere della fotografia. Narrazione, videomapping, immagini e musica saranno armoniosamente alternate nel corso dello spettacolo di Roberto Carlone che porterà nel cuore di una storia sui tempi sbagliati, sul legame tra vita e fotografia, sulla forza e sul mistero di una donna sola e forte che ha alternato il lavoro da bambinaia alla passione per l’universo fotografico. Enigmi e misteri collegati a Vivian Maier saranno approfonditi da quattro personaggi molto diversi tra loro (un edicolante, lo scopritore delle sue foto, un fotografo acuto e l’ombra della stessa Vivian Maier) che verranno intrecciati in un racconto che è nato dalla collaborazione tra un team scientifico di professionisti con Sara Munari (fotografa e insegnante di storia della fotografia), Jeffrey Goldstein (custode e studioso del patrimonio fotografico di Vivian Maier) e Françoise Perron dell’Association Vivian Maier et le Champsaur. Il risultato è uno spettacolo che non si limita a ripercorrere la vicenda di Vivian Maier ma che invita a interrogarsi sul rapporto tra ciò che scegliamo di mostrare e ciò che invece rimane nascosto; per prenotare il proprio posto è necessario scrivere a raccontalacasamuseo@gmail.com.

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