Noi donne non meritiamo insulti solo perché scendiamo in politica: solidarietà a Francesca Verdini e all’onorevole Matilde Siracusano
In un Paese che si definisce democratico e civile, è inaccettabile che una donna debba ancora subire insulti, offese e aggressioni verbali solo perché decide di impegnarsi in politica. La partecipazione femminile alla vita pubblica è un valore, una risorsa, un contributo essenziale alla crescita della nostra società. Eppure, troppo spesso, il prezzo da pagare per questa scelta è un livello di violenza, soprattutto verbale, che gli uomini raramente sperimentano.
Per questo oggi esprimiamo la nostra piena solidarietà a Francesca Verdinj e all’onorevole
Matilde Siracusano, donne che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco, di esporsi, di dare voce alle loro idee e di rappresentare i cittadini. Il dissenso politico è legitti / il confronto anche acceso fa parte della democrazia; ciò che non è acceso Ta parte della democrazia; cio che non e tollerabile è l’attacco personale, l’insulto sessista, il tentativo di delegittimare qualcuno solo in quanto donna.
Colpire una donna in politica con offese che riguardano il suo aspetto, la sua vita privata o la sua identità significa colpire tutte noi. Significa voler riportare la donna ai margini, trasmettendo il messaggio pericoloso che lo spazio pubblico non le appartiene, che la sua voce vale meno, che il suo ruolo è ancora subordinato. Noi non lo accettiamo.
La politica deve essere un luogo di inclusione, di partecipazione e di confronto civile. Nessuna donna dovrebbe sentirsi intimidita o ridotta al silenzio da forme di violenza verbale che non hanno nulla a che vedere con il merito delle questioni. Difendere Francesca Verdini e Matilde Siracusano significa difendere il diritto di tutte le donne a partecipare liberamente alla vita pubblica senza paura.

