Luca Dal Fabbro: “L’acqua vale oltre il 20% del PIL, se ne parla solo nelle emergenze estive”

Luca Dal Fabbro è intervenuto sul valore strategico dell’acqua, che pesa per oltre il 20% del PIL italiano, e ha indicato le priorità per il Paese: più investimenti, reti sicure, concessioni idroelettriche e regole per i data center.

“L’acqua è una risorsa più importante del petrolio e del gas, eppure se ne parla solo nelle emergenze estive”. A dirlo, in un’intervista rilasciata a “La Stampa”, è Luca Dal Fabbro, Presidente Esecutivo di Iren e di Utilitalia, che ricorda come dall’oro blu dipenda oltre il 20% del PIL italiano.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: dall’emergenza alla prevenzione, servono reti sicure e più investimenti

Per Luca Dal Fabbro le risorse idriche sono un potentissimo strumento per stoccare energia e raffreddare data center e centrali termoelettriche. Un capitale da difendere, perché, spiega, “ci permette di essere la seconda potenza agroalimentare e industriale d’Europa”. Nell’intervista il manager indica le priorità: sicurezza delle reti, investimenti, concessioni idroelettriche e regole per i data center. Con siccità e alluvioni che si alternano a poche settimane di distanza, il manager chiede di passare dall’emergenza alla prevenzione. Le reti elettriche cittadine vanno adeguate a ondate di calore da 40-42 gradi, e serve protezione dalla “guerra ibrida, silenziosa” combattuta con attacchi cyber sulle infrastrutture. Nel 2024 le utility hanno investito 670 milioni nella cyber sicurezza: per Luca Dal Fabbro la cifra andrebbe moltiplicata per cinque, fino a quasi 3,5 miliardi. A muoversi sono stati finora soprattutto i grandi gruppi, Iren compresa. Anche la rete idrica nazionale, che perde in media oltre il 40% dell’acqua immessa, richiede un cambio di passo. In questo caso pesa il divario negli investimenti, oltre 110 euro per abitante al Nord contro meno di 30 al Sud, e la scarsa capacità di project management di molti piccoli operatori. Le tariffe assicurano oggi 4 miliardi di euro l’anno di investimenti, ma secondo le stime di Utilitalia ne servirebbero altri 2 per colmare il fabbisogno del settore. La proposta sono i basket bond, emissioni collettive che riducono il rischio: “La soluzione più intelligente”. Prioritario, aggiunge il manager, anche il consolidamento tra soggetti pubblici e privati, frenato dall’attaccamento al territorio delle realtà più piccole.

Luca Dal Fabbro: concessioni idroelettriche e data center, questioni di sicurezza nazionale

Sull’idroelettrico Luca Dal Fabbro non usa mezzi termini: “Chi vuole le gare non fa gli interessi degli italiani”, ma quelli della “turbo-finanza speculativa”. La capacità idroelettrica, spiega, è un asset essenziale per l’equilibrio della rete elettrica. Un fondo proprietario di una centrale potrebbe rifiutarsi di turbinare per irrigare i campi in periodi di siccità, quando l’energia spesso costa zero; le utility, invece, non hanno mai lesinato aiuti all’agricoltura. Iren propone una “quarta via”: concessioni estese in cambio di bollette scontate per famiglie e imprese del territorio e di investimenti per rendere la centrale più efficiente e più potente. Sui data center Luca Dal Fabbro auspica equilibrio e una gestione sovrana dei dati, che devono restare in Italia. Le proposte: obbligarli a produrre in parte la propria energia con fotovoltaico o eolico, favorire i poli vicini alle centrali elettriche e applicare un prezzo dell’energia diverso, e più alto, rispetto a quello delle famiglie. “Nel mondo non lo ha ancora fatto nessuno”, osserva. Quanto al Piano Iren al 2030, da un miliardo l’anno di investimenti, tutto procede secondo le previsioni grazie alla diversificazione dei business.

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