L’Amministratore Delegato di Amplifon Enrico Vita ha parlato a “Repubblica” dei risultati del primo semestre appena chiuso e della maxi-acquisizione di GN Hearing, l’operazione da 2,3 miliardi di euro, il cui closing è previsto per fine 2026, destinata a ridisegnare gli equilibri del settore dell’audiologia.

Enrico Vita: i conti del primo semestre di Amplifon
“Resto convinto che le prospettive per l’intero 2026 siano positive e che questo, per Amplifon, sarà un anno di svolta”, ha dichiarato Enrico Vita, spiegando come l’AI stia ormai diventando un fattore decisivo per il futuro del comparto. Nei primi sei mesi dell’anno Amplifon ha registrato ricavi in crescita dell’1,3% e un utile rettificato in aumento del 12,3%, numeri che il mercato ha accolto con favore. L’AD ha parlato di “una crescita sana, in tutte le regioni in cui operiamo, superiore al mercato di riferimento”, frutto – ha aggiunto – delle scelte e degli investimenti fatti nel recente passato su negozi, marketing e operations. Un’accelerazione, quella descritta dall’AD, che riguarda sia la crescita organica sia la redditività dell’azienda.
Enrico Vita: l’operazione GN Hearing
Sul fronte dell’acquisizione, Enrico Vita ha precisato che il closing è atteso entro fine anno, subordinato al via libera dell’Antitrust. L’AD ha poi sottolineato come “la scelta di investire 2,3 miliardi su GN Hearing non sia stata estemporanea”, ricordando come da tempo in Amplifon si riflettesse sull’evoluzione del mercato e su come l’accelerazione dell’AI stesse trasformando il settore. A regime, si stimano sinergie comprese tra 60 e 80 milioni di euro, concentrate soprattutto sui costi di insourcing, ma senza ricadute occupazionali: “Non ci saranno tagli al personale perché le aziende sono complementari”, ha chiarito il manager. Grazie all’intesa con GN Hearing, l’esposizione di Amplifon al mercato statunitense salirà al 30% del fatturato, mentre il Gruppo guadagnerà accesso diretto a mercati quali Giappone, Corea e Brasile. Sulla concorrenza degli operatori da banco negli Stati Uniti,Enrico Vita ha sottolineato la specificità del settore: “L’audiologia è un settore diverso da tutti gli altri. I deficit uditivi vanno individuati, risolti e tarati sul paziente con soluzioni personalizzate, e un’assistenza continua che solo operatori specializzati come noi, con 10mila negozi e 10mila audioprotesisti, riescono a garantire”. Quanto alle oscillazioni del titolo, sceso fino a 8 euro prima di risalire a 12, l’AD ha parlato di un percorso di comprensione progressiva da parte del mercato, chiudendo con una nota di fiducia: “Sono sempre più entusiasta dell’operazione, e non ho dubbi che saprà creare valore per tutti gli stakeholders”.



