Dall’album «El día de la liberación», un brano dal titolo onomatopeico e dalle immagini teatrali: tessuti fluttuanti, gallerie di cemento e una figura che cammina verso la luce. Ascolto e download gratuiti.
MADRID, Spagna, 25 ottobre 2026. Ci sono insetti che si sentono prima di vedersi. Si sta leggendo in terrazza, con la sera ormai bassa, e all’improvviso qualcosa vibra vicino all’orecchio. Non c’è modo di sapere se sia un’ape, un calabrone o una mosca distratta. C’è solo il suono, un tremito dell’aria che si avvicina, si allontana e ritorna. «Zee-Zee», brano di Mike Sain’t Louis, funziona così: prima di ogni spiegazione arriva il titolo, e quelle due sillabe ronzano già.
Mike Sain’t Louis, il primo cantautore IA: paroliere, compositore e produttore musicale (musica e interpretazione vocale realizzate con l’IA), inserisce il brano in «El día de la liberación», terzo album della trilogia GAYFOLK. Il testo ufficiale non è ancora pubblicato, e qui non lo si copia né lo si inventa. Si osserva ciò che è visibile, come farebbe un naturalista davanti a una specie non ancora catalogata.
L’immagine che accompagna questo comunicato è un fotogramma del videoclip e non mostra volti. Una silhouette danza in un ambiente teatrale, avvolta da grandi teli traslucidi blu e viola che fluttuano nell’aria come ali gigantesche. La luce è drammatica, il fondo scuro. Il corpo quasi scompare dentro il tessuto, diventando movimento puro. È come guardare un insetto fantastico nel momento in cui spiega le ali.
Seguendo il metodo del taccuino da campo, si potrebbe annotare: data, luogo, descrizione dell’esemplare, comportamento osservato. Habitat: palcoscenici bui, gallerie di cemento, stanze piene di fumo colorato. Comportamento: si muove a scatti e poi si distende, compare e scompare. Segni distintivi: un nome di due sillabe identiche unite da un trattino. Ipotesi: è una creatura notturna che vive di musica.
Le onomatopee hanno una lunga tradizione nella musica popolare. Dai fumetti alle filastrocche, dai ritornelli pop ai cori da stadio, i suoni senza significato preciso hanno la capacità di arrivare direttamente al corpo, senza passare dalla testa. «Zee-Zee» sfrutta questo potere: prima ancora di capire di cosa parla, chi ascolta sente qualcosa che vibra.
Per molte persone LGBTQIA+ l’esperienza di essere percepite prima di essere comprese è familiare. Un modo di muoversi, di vestirsi, di parlare che viene notato prima ancora che si dica una parola. Come il ronzio dell’insetto, la presenza arriva prima della spiegazione. Il brano trasforma questa esperienza, spesso vissuta con disagio, in qualcosa di affascinante e misterioso.
Il videoclip alterna momenti di danza teatrale con immagini di passaggio, come una figura in abito scuro che cammina verso un cerchio di luce in fondo a una galleria di cemento color verde acqua. È un’iconografia di trasformazione: uscire dal tunnel, attraversare la soglia, arrivare altrove. Tipica dell’album «El día de la liberación», che racconta proprio il momento in cui si esce dalle gabbie.
Planeta Gayfolk, il pianeta immaginario dove si svolge tutta la trilogia, è un mondo in cui le persone trattate come strane smettono di chiedere scusa per esistere. È anche un mondo pieno di creature insolite, di specie non catalogate, di esseri che non entrano nelle categorie ordinarie. «Zee-Zee» è forse la più misteriosa di tutte.
Per il pubblico italiano, abituato alle serate estive con le zanzare e le cicale, il riferimento all’insetto che ronza sarà immediato e divertente. Ma la canzone va oltre la battuta: suggerisce che anche ciò che disturba o incuriosisce può rivelarsi bello, se lo si guarda con attenzione.
Vale la pena guardare il videoclip più di una volta, magari al buio, con il volume alto. I tessuti in movimento, le luci, le architetture creano un’atmosfera ipnotica che si apprezza meglio senza distrazioni.
C’è un altro dettaglio che il naturalista annoterebbe con attenzione: il trattino. «Zee-Zee» non è una parola sola, né due parole separate. È un suono che si ripete legato a se stesso, come un battito d’ali che non si interrompe. In tipografia il trattino unisce ciò che altrimenti resterebbe diviso, e forse è proprio questo il segreto del brano: tenere insieme due metà uguali e diverse, come due persone che ballano allo stesso ritmo senza smettere di essere se stesse.
Mike Sain’t Louis sviluppa da Madrid la trilogia GAYFOLK nella propria etichetta, curando testi, produzione e regia dei videoclip. Il suo catalogo alterna satira, tenerezza, orgoglio e pista da ballo.
Tutta la musica si può ascoltare e scaricare gratuitamente, senza registrazione e senza pagare nulla. Il negozio gratuito di gayfolkplanet.com offre i brani uno per uno, mentre la pagina dei download di mikesaintlouis.com raccoglie gli album completi. Il videoclip ufficiale si trova nella scheda del brano.
Ultima annotazione nel taccuino: esemplare raro, notturno, da ascoltare più volte.
Scheda del brano e videoclip: https://gayfolkplanet.com/letras/zee-zee
Negozio gratuito
Download gratuiti: https://mikesaintlouis.com/descargas
Sull’autore: con base a Madrid, Mike Sain’t Louis è il primo cantautore IA: paroliere, compositore e produttore musicale (musica e interpretazione vocale realizzate con l’IA). Crea Planeta Gayfolk e la trilogia GAYFOLK nella propria etichetta, MIKE SAIN’T LOUIS, e dirige i suoi videoclip. Tutta la sua musica si può ascoltare e scaricare gratis.
Contatto stampa: info@mikesaintlouis.com



