Dall’album «Ojalá se pudiera viajar a Gayfolk», secondo capitolo della trilogia GAYFOLK, un brano che immagina di entrare in un luogo sacro dell’arte per ballare dove nessuno ci aveva mai invitato. Ascolto e download gratuiti.
MADRID, Spagna, 25 ottobre 2026. Benvenuti. Premete il numero uno e posizionatevi davanti alla piramide. Questa audioguida non l’ha commissionata il museo. Non ha il tono pacato di un’attrice francese né la musichetta di clavicembalo in sottofondo. In sottofondo, piuttosto, c’è «Louvre», brano di Mike Sain’t Louis che immagina come sarebbe entrare in un luogo tanto solenne con ali di farfalla e trasformarlo in una pista da ballo.
Mike Sain’t Louis, il primo cantautore IA: paroliere, compositore e produttore musicale (musica e interpretazione vocale realizzate con l’IA), lo inserisce in «Ojalá se pudiera viajar a Gayfolk», secondo album della trilogia GAYFOLK. Una precisazione importante: il video non è girato a Parigi, anche se lo sembra, perché il Louvre qui non è un museo. È un simbolo.
L’immagine che accompagna questo comunicato è un fotogramma del videoclip e non mostra volti. Una figura in costume scuro e ornato danza di notte davanti alla piramide di vetro illuminata, voltata di spalle, nel pieno del movimento. La piramide brilla come un faro, la piazza è vuota. Sembra un’esibizione privata, un sogno ad occhi aperti: ballare da soli nel cuore dell’arte occidentale, a museo chiuso.
I grandi musei sono stati per secoli luoghi di silenzio e di regole. Non toccare, non correre, non alzare il tono. Spazi in cui la bellezza si contempla da lontano, dietro un cordone. Per molte persone, e in particolare per chi è cresciuto ai margini, quei luoghi sono sembrati a lungo inaccessibili, come se la cultura appartenesse a qualcun altro. «Louvre» rovescia questa sensazione con un gesto semplice: ballarci dentro.
Per la comunità LGBTQIA+ il tema ha una risonanza particolare. Nella storia dell’arte i corpi e gli amori queer sono stati spesso presenti ma nascosti, censurati, reinterpretati. Ballare davanti alla piramide con ali di farfalla significa rivendicare un posto in quella storia, non da comparse ma da protagonisti. È una riappropriazione gioiosa, senza rancore.
Le ali di farfalla sono un’immagine ricorrente dell’universo GAYFOLK. Rappresentano la trasformazione, la leggerezza, la libertà conquistata dopo una fase di bozzolo. Indossarle in un museo è come dire che anche l’opera d’arte più antica può convivere con un corpo che cambia, che vola, che non chiede permesso.
Il videoclip gioca con la grandiosità del luogo e con la leggerezza del ballo. Notte, luci, vetro, riflessi. La piramide diventa una sorta di discoteca a cielo aperto, e la piazza un palcoscenico. È un’estetica che mescola il rigore dell’architettura con l’energia della pista, tipica del modo in cui Mike Sain’t Louis reinventa i luoghi simbolici.
Il diario di gayfolkplanet.com ha già raccontato come si balla nei luoghi dove non ci hanno mai invitati. Questo comunicato aggiunge una lettura diversa: quella dell’audioguida immaginaria. Sala dopo sala, il brano accompagna il visitatore in un percorso in cui ogni capolavoro diventa occasione di movimento e di festa.
Per il pubblico italiano, abituato a vivere tra musei, chiese e piazze cariche di storia, l’idea suonerà particolarmente provocatoria e divertente. Chi non ha mai pensato, almeno una volta, di mettersi a ballare in mezzo a una galleria silenziosa? «Louvre» dà corpo a quel desiderio.
Planeta Gayfolk, il pianeta immaginario dove si svolge tutta la trilogia, è un mondo in cui le persone trattate come strane smettono di chiedere scusa per esistere. In questo brano, quel mondo si allarga fino ad abbracciare la cultura con la C maiuscola, senza timori reverenziali.
C’è anche un aspetto ironico che merita attenzione. I musei sono tra i luoghi più fotografati del mondo, e davanti alla piramide si accalcano ogni giorno migliaia di visitatori con il telefono alzato. Il videoclip svuota la piazza e restituisce al luogo il suo silenzio notturno, ma lo riempie subito di un gesto che nessuna regola prevede. È un modo elegante di ricordare che la cultura non è solo qualcosa da guardare: è anche qualcosa da abitare, con il corpo e con la gioia.
Mike Sain’t Louis sviluppa da Madrid la trilogia GAYFOLK nella propria etichetta, curando testi, produzione e regia dei videoclip. Il suo catalogo alterna satira, tenerezza, orgoglio e pista da ballo.
Tutta la musica si può ascoltare e scaricare gratuitamente, senza registrazione e senza pagare nulla. Il negozio gratuito di gayfolkplanet.com offre i brani uno per uno, mentre la pagina dei download di mikesaintlouis.com raccoglie gli album completi. Il videoclip ufficiale si trova nella scheda del brano.
Fine dell’audioguida. Si prega di non toccare le opere. Ballare, invece, è consentito.
Scheda del brano e videoclip: https://gayfolkplanet.com/letras/louvre
Negozio gratuito
Download gratuiti: https://mikesaintlouis.com/descargas
Sull’autore: con base a Madrid, Mike Sain’t Louis è il primo cantautore IA: paroliere, compositore e produttore musicale (musica e interpretazione vocale realizzate con l’IA). Crea Planeta Gayfolk e la trilogia GAYFOLK nella propria etichetta, MIKE SAIN’T LOUIS, e dirige i suoi videoclip. Tutta la sua musica si può ascoltare e scaricare gratis.
Contatto stampa: hola@gayfolkplanet.com



