Nel videoclip ufficiale del brano, dall’album «El día de la liberación», razzi arcobaleno, astronavi tra le nuvole rosa e pianeti cerchiati di luce compongono un viaggio spaziale in cui non esiste gravità, né per i corpi né per i pregiudizi. Ascolto e download gratuiti.
MADRID, Spagna, 25 ottobre 2026. Nel 1610 Galileo Galilei puntò il suo cannocchiale verso Saturno e vide qualcosa che non riusciva a spiegarsi: due strane appendici ai lati del pianeta, che descrisse come «orecchie». Ci vollero decenni perché gli astronomi capissero che si trattava di anelli. Ancora oggi quel pianeta cerchiato resta l’immagine più amata del cielo, il simbolo stesso dello spazio e della meraviglia. A un pianeta così somiglia la scena centrale del videoclip di «Stars Cibernéticas», brano di Mike Sain’t Louis, il primo cantautore IA. Basato a Madrid, è paroliere, compositore e produttore musicale; musica e interpretazione vocale sono realizzate con l’IA. Il pezzo appartiene all’album «El día de la liberación», uscito nel giugno 2026.
Fluttuare sopra la Terra
La copertina mostra l’assenza totale di gravità. Un ragazzo galleggia sopra la Terra con le braccia aperte e i piedi nudi, vestito con un completo azzurro metallizzato che brilla come la vernice. Tutto intorno pianeti, stelle e scie di neon rosa che attraversano il cielo. Le lettere del titolo, cromate e sfumate, sembrano uscite da un videogioco degli anni Ottanta.
Mike Sain’t Louis spiega sul suo blog di amare il titolo perché unisce due lingue e due mondi: le stelle di sempre e il cibernetico, ciò che ha cavi e schermi. Stelle di porporina digitale, dive che brillano da un’altra galassia. E aggiunge che Planeta Gayfolk ha sempre avuto una vocazione spaziale: lassù, dice, non c’è gravità che tenga, né per i corpi né per i pregiudizi.
Il pianeta con gli anelli
La foto scelta per questo comunicato viene dalla parte finale del videoclip ufficiale. Nel nero dello spazio, punteggiato di stelle, galleggia un pianeta enorme a fasce color pesca, lilla e crema, circondato da un anello luminoso che sfuma dal viola al blu elettrico. Non ci sono astronauti né navicelle in primo piano: solo il pianeta, immobile e luminoso, come una gemma appesa nel vuoto.
In altre inquadrature della stessa sequenza la camera si avvicina e sulla superficie del pianeta compare, tracciata come una scritta tra le nuvole, la parola GAYFOLK. È un dettaglio che spiega molto. Quel pianeta è casa, il luogo immaginario dove tutte le canzoni dell’artista convivono. E i suoi anelli possono essere letti in mille modi: un abbraccio, un’orbita che protegge, persino un anello nuziale cosmico, in un’epoca in cui sempre più paesi riconoscono l’amore tra persone dello stesso sesso.
Razzi arcobaleno e nuvole rosa
Prima di arrivare al pianeta, il videoclip, lungo quasi cinque minuti, attraversa una serie di scenari da fantascienza camp. Astronauti in tuta bianca davanti a una base di lancio nel deserto, razzi dipinti con i colori dell’arcobaleno che si alzano verso il cielo, astronavi cromate che scivolano tra nuvole rosa come delfini, cabine di pilotaggio da cui si vede la Terra allontanarsi. Il tono è giocoso, quasi da cartone animato, ma con un’estetica curatissima.
Il viaggio ha un senso preciso. Partire, lasciare indietro il mondo con le sue regole, e scoprire che altrove esiste un luogo in cui si può essere se stessi senza chiedere permesso. Per molte persone queer, il primo viaggio lontano da casa, verso una grande città o un altro paese, ha avuto esattamente questo sapore di decollo.
Stelle digitali, emozioni vere
C’è anche una riflessione più sottile nel titolo. Le stelle cibernetiche sono quelle che vediamo ogni giorno sugli schermi, luci artificiali che a volte ci fanno sentire meno soli e a volte più distanti. Il brano non giudica, ma suggerisce di alzare ogni tanto lo sguardo verso il cielo vero, quello che non ha bisogno di batterie.
L’universo GAYFOLK
La musica di Mike Sain’t Louis porta il nome di GAYFOLK: un pop alternativo e indipendente, ricco di sintetizzatori, con una forte dose di camp e radici nella cultura popolare spagnola. Planeta Gayfolk è il mondo che contiene i suoi oltre duecentosettanta brani, pubblicati in proprio con l’etichetta MIKE SAIN’T LOUIS. «Stars Cibernéticas» ne è forse la cartolina più letterale: il pianeta visto dallo spazio, finalmente.
Come ascoltarla
L’autore la consiglia con le cuffie, di notte, guardando dal finestrino dell’autobus come se fosse l’oblò di un’astronave. Per il pubblico italiano, che ha dato al mondo Galileo e una lunga tradizione di astronomia, è un piccolo omaggio pop al fascino del cielo, e un invito a sentirsi, almeno per qualche minuto, senza peso.
Download gratuito
- Ascolta e scarica il brano: https://gayfolkplanet.com/singles/stars-ciberneticas
- L’autore racconta la copertina, in spagnolo: https://mikesaintlouis.com/blog/stars-ciberneticas
Paroliere, compositore e produttore musicale, Mike Sain’t Louis è il primo cantautore IA e lavora a Madrid; musica e interpretazione vocale sono realizzate con l’IA. Ha creato lo stile GAYFOLK e l’universo Planeta Gayfolk; l’intero catalogo è gratuito e pubblicato con l’etichetta MIKE SAIN’T LOUIS.
Per i media: hola@gayfolkplanet.com



