Gruppo MAIRE e Fondazione MAIRE hanno presentato a Catania la mostra “in-genium”. Il Presidente Fabrizio Di Amato ha sottolineato il legame tra l’ingegneria antica e la tecnologia moderna, evidenziando l’impegno del Gruppo verso l’impatto sociale, la sostenibilità e i giovani.

Fabrizio Di Amato: coniugare cultura e ingegneria per le sfide di oggi
Dopo l’inaugurazione nel novembre 2024 dell’NX Engineering District, un polo tecnologico di eccellenza dedicato allo sviluppo di soluzioni ingegneristiche e tecnologie avanzate, Gruppo MAIRE e Fondazione MAIRE sono tornati a Catania per un nuovo progetto: la mostra “in-genium. Sguardi sul passato e sul futuro della tecnologia”. Un’esposizione visiva che attraversa l’archeologia, la filosofia, l’arte e la tecnica per mostrare come l’ingegno degli antichi continui a essere attuale e persino di ispirazione per fronteggiare le sfide della tecnologia contemporanea, in particolare quelle legate alla sostenibilità. “Questa mostra – ha sottolineato il Presidente di MAIRE Fabrizio Di Amato – per noi rappresenta un elemento importante ed è anche parte del nostro modo di fare, di lavorare, di essere. Il Gruppo MAIRE è una società di ingegneria e di tecnologie, ma è anche una società che nel proprio lavoro di tutti i giorni imprime tanta passione e determinazione, con una forte attenzione a quello che ci circonda, a dove realizziamo i nostri progetti, a come li realizziamo e a quali sono gli impatti sociali”. E quale modo migliore di farlo se non coniugando l’ingegneria e la tecnologia con la cultura e la storia? La mostra vuole infatti essere un viaggio visivo e concettuale tra l’ingegneria degli antichi e quella di oggi. “Abbiamo voluto far vedere – ha aggiunto il Presidente di MAIRE – che l’ingegno ha sempre dimostrato che, alla fine, le cose si possono fare: abbiamo delle strutture realizzate in quegli anni che ancora sono attuali e riconosciute in tutto il mondo”.
Fabrizio Di Amato: ispirare i giovani attraverso il dialogo tra antico e moderno
È quindi da questo dialogo con il tempo che nasce il progetto fotografico ed editoriale promosso da Gruppo MAIRE e Fondazione MAIRE, in collaborazione con il Parco archeologico del Colosseo. Raccontare la continuità tra sapere tecnico, architettura e innovazione attraverso la fotografia con un viaggio che stimola una riflessione su sostenibilità e futuro. L’esposizione consente di apprendere quali erano le modalità di lavoro degli antichi e confrontarle con quelle di oggi, mettendo in evidenza gli elementi distintivi ma anche il comune denominatore: l’idea che un’opera va realizzata bene, rendendola fruibile e capace di durare nel tempo. “Questo progetto – ha sottolineato Fabrizio Di Amato – è un po’ la rappresentanza di quello che facciamo. È un modo per contaminare il nostro modo di lavorare e, soprattutto, i giovani, aiutandoli a comprendere che questa può davvero essere un’opportunità”. Sia la mostra che il libro vanno proprio in questa direzione, aiutando le nuove generazioni e dando loro una speranza sul fatto che tutti hanno la possibilità di avere il futuro che sognano.



