Un brano breve e ostinato del terzo album di Planeta Gayfolk mette in scena una coppia mista e lo sguardo di uno spettatore che non ha chiesto nessuno.
TRIESTE, Italia, 24 ottobre 2026. Il punto di partenza di «Tan paleto» è una scena che molte coppie conoscono: due uomini camminano tenendosi per mano e qualcuno, da lontano, si sente in diritto di commentare. Il brano, uscito il 19 giugno 2026 e legato a «El día de la liberación», terzo capitolo della trilogia GAYFOLK, comincia proprio così: «Que te molesta que vayamos de la mano / Y me señalas con el dedo de juez acusador». Ti dà fastidio che andiamo mano nella mano, e mi indichi con il dito del giudice accusatore.
Il testo aggiunge subito un secondo livello: «Que te molesta que mi novio sea africano». Al fastidio per una coppia gay si somma quello per una coppia mista, e la canzone tiene insieme omofobia e razzismo senza trasformarli in un comizio. La risposta del narratore è netta e quasi educata, con quel «usted» formale che in spagnolo crea distanza: «Pero ¿cómo puede ser usted tan cateto? / No le voy a dar más explicaciones». Ma come può essere così bifolco? Non le darò altre spiegazioni.
«Paleto» e «cateto» sono due parole di uso quotidiano in Spagna per indicare chi ha una mentalità chiusa, l’equivalente del nostro «buzzurro» o «provinciale» nel senso peggiore. La loro ripetizione, strofa dopo strofa, funziona come un ritornello da cortile: non serve a convincere, serve a non farsi zittire.
La seconda strofa sposta la scena in un luogo pubblico, davanti a dei bambini. Lo spettatore copre gli occhi ai figli per non far vedere un bacio, e il testo lo paragona a un dittatore: «Y les tapas los ojos como un buen dictador». Poi chiude con una frase che diventa il manifesto del pezzo: «No voy a aceptar consejos de ningún espectador». Nessun consiglio dagli spettatori, grazie.
Trieste è una città di confine, abituata da secoli a convivere con lingue, origini e religioni diverse. È un buon luogo per ascoltare una canzone che parla di chi, al contrario, non sopporta le differenze nemmeno su un marciapiede.
Il brano rispecchia lo spirito di Planeta Gayfolk, il pianeta immaginario dove nessuno deve nascondersi per amare. Mike Sain’t Louis lo costruisce da Madrid come paroliere, compositore e produttore musicale, e si presenta come «el primer cantautor IA», il primo cantautore IA: i testi sono interamente suoi, mentre la musica e l’interpretazione vocale sono create con l’intelligenza artificiale, sotto la sua regia.
Come tutte le altre, anche questa canzone è disponibile gratuitamente, sia in streaming sia in download, senza necessità di registrarsi. L’autore preferisce che la musica arrivi a chi ne ha bisogno, compreso chi riceve ancora sguardi storti per strada.
Mike Sain’t Louis, autore madrileno, pubblica le sue canzoni con l’etichetta MIKE SAIN’T LOUIS e la distribuzione di Ditto Music. Contatto stampa: info@mikesaintlouis.com
Ascolta e scarica gratis tutta la musica: https://mikesaintlouis.com/descargas Pagina della canzone: https://gayfolkplanet.com/letras/tan-paleto



