Il videoclip ufficiale del brano, dall’album «El día de la liberación», racconta una caccia alla sirena alle Canarie tra moli di legno, gabbie sommerse, banchi del pesce e giochi da spiaggia. Una favola estiva e camp sull’arte di smentire i divieti. Ascolto gratuito.
MADRID, Spagna, 25 ottobre 2026. Ogni costa italiana ha la sua sirena. A Napoli si racconta che la città sia nata dal corpo di Partenope, la sirena che si lasciò morire per amore e fu portata dalle onde fino al golfo. In Sicilia e in Calabria i pescatori parlano da secoli di creature che incantano i marinai. Eppure, quando si chiede se le sirene esistano davvero, la risposta ufficiale è sempre la stessa: no. Su questa contraddizione gioca «En Canarias no existen las sirenas», cioè «alle Canarie non esistono le sirene», brano di Mike Sain’t Louis. L’artista, che lavora a Madrid, è il primo cantautore IA: paroliere, compositore e produttore musicale, con musica e interpretazione vocale realizzate con l’IA. Il pezzo fa parte dell’album «El día de la liberación» ed è uscito nel luglio 2026.
Il titolo nega, la copertina smentisce
Sul suo blog Mike Sain’t Louis lo riassume in una frase: il titolo lo nega e la copertina lo smentisce. Sull’immagine c’è una sirena seduta di spalle su una roccia nera di lava, con una coda rosa brillante che si arrotola fino all’acqua. Cielo arancione e rosato, onde che si infrangono sulla pietra vulcanica, palme e case bianche ai piedi della montagna. La sirena ha il ciuffo, gli occhiali da sole, una grande croce tatuata sulla schiena e due braccia che non sembrano uscite da una fiaba di Andersen.
È, dice l’autore, una sirena maschio, dichiaratamente gay e molto da spiaggia. E gli piace la contraddizione tra ciò che si afferma e ciò che si vede, perché è un modo per prendere in giro chi decide quali cose esistono e quali no. Per le persone LGBT è un tema familiare: per secoli ci è stato detto che non esistevamo, che eravamo un’invenzione, un’eccezione, una leggenda da porto.
Il fenicottero sul mare
La foto di questo comunicato viene dall’apertura del videoclip ufficiale. Su un mare blu intenso, appena increspato, un enorme fenicottero gonfiabile rosa pende da un’asta di legno, sollevato sopra l’acqua come se qualcuno lo avesse appena pescato. Dalla base cola ancora l’acqua, che brilla controluce nel sole del pomeriggio. Nell’inquadratura non c’è nessuno: solo il gioco da spiaggia, l’orizzonte e la luce.
È un’immagine comica e malinconica allo stesso tempo. Chi era andato a pesca di sirene tira su un fenicottero di plastica. Ma forse il punto è proprio questo: la meraviglia non si lascia catturare da chi la cerca per dimostrare che non esiste. Si mostra solo a chi ha voglia di riderne e di stare al gioco.
Gabbie, moli e banchi del pesce
Nel resto del videoclip la caccia continua con toni da commedia surreale. Su un molo di legno un gruppo di uomini improvvisa una specie di spedizione scientifica; più avanti compaiono gabbie di ferro calate in mare, come quelle usate per osservare gli squali, e una lunga sequenza ambientata in un mercato del pesce, dove tra orate, pesce spada e cubetti di ghiaccio spunta all’improvviso una coda scintillante. Un gommone a forma di banana attraversa il fondale, un’altra scena mostra acquari giganti illuminati di blu.
Ogni ambiente ripete la stessa domanda: che cosa succede quando qualcuno cerca a tutti i costi di classificare, ingabbiare, mettere in vendita ciò che non capisce? La risposta del videoclip è leggera ma netta. Le sirene sfuggono sempre, e quando le si chiude in una gabbia sono proprio le gabbie a sembrare ridicole.
Isole vulcaniche e libertà
Le Canarie sono da decenni una delle mete più amate dal turismo LGBT europeo, con i loro festival dell’orgoglio, le spiagge aperte e un’accoglienza che ha fatto scuola. Il brano gioca con quell’immaginario di sole e di libertà senza trasformarlo in cartolina pubblicitaria. Sotto la superficie c’è anche un velo di nostalgia, come in tutte le estati che finiscono.
La firma GAYFOLK
GAYFOLK è lo stile con cui Mike Sain’t Louis descrive la propria musica: pop alternativo e indie pop con sintetizzatori, gusto camp e un forte richiamo alle radici popolari spagnole. Planeta Gayfolk è il pianeta immaginario che contiene tutto il suo lavoro, più di duecentosettanta canzoni distribuite senza intermediari con l’etichetta MIKE SAIN’T LOUIS. Nel catalogo convivono pezzi amari sulle relazioni tossiche e piccole favole luminose come questa.
Per chi ama il mare
Il consiglio dell’autore è ascoltarla con i piedi vicino al mare, anche se è ottobre. Chi vive lungo le coste italiane, dove le leggende di sirene sono di casa, ritroverà nel videoclip un umorismo familiare, quello dei pescatori che raccontano storie impossibili al bar del porto, e un messaggio semplice: nessuno ha il diritto di stabilire che cosa, o chi, non esiste.
Dove trovarla
Ascolto e download sono gratuiti e non richiedono registrazione:
- La scheda ufficiale del brano: https://gayfolkplanet.com/singles/en-canarias-no-existen-las-sirenas
- La copertina raccontata dall’autore, in spagnolo: https://mikesaintlouis.com/blog/en-canarias-no-existen-las-sirenas
Il primo cantautore IA, Mike Sain’t Louis, è paroliere, compositore e produttore musicale e ha base a Madrid; musica e interpretazione vocale sono create con l’IA. Ha ideato il genere GAYFOLK e il mondo di Planeta Gayfolk e pubblica tutto gratis con l’etichetta MIKE SAIN’T LOUIS.
Stampa: hola@gayfolkplanet.com



