Mike Sain’t Louis affida a un piccolo bestiario fantastico la cosa più difficile da dire: partire quando qualcuno ti sta aspettando.
PARMA, Italia, 24 ottobre 2026. Ogni mondo immaginario ha bisogno delle sue leggende, e Planeta Gayfolk le raccoglie in un brano breve e sorprendente. «Canguros», pubblicato il 19 giugno 2026 nell’album «Ojalá se pudiera viajar a Gayfolk», comincia come un racconto attorno al fuoco: «Dicen que hay un límite en el mundo / Dicen que hay un faro en la bahía». Si dice che il mondo abbia un confine, si dice che nella baia ci sia un faro.
La formula «dicen que», dicono che, torna in ogni strofa e dà al testo il passo delle storie tramandate di bocca in bocca dai marinai. Chi segue una certa stella, si racconta, finirà su una barca di legno. Esistono le sirene e anche i sireni, al maschile, una piccola invenzione linguistica che basta a rendere queer l’intera mitologia del mare.
Dentro questo paesaggio favoloso si nasconde una scena molto concreta. Il narratore deve andarsene e non riesce a salutare chi ha davanti: «Me tengo que ir / Y al verte aquí / No me puedo despedir». Devo andare, e vedendoti qui non riesco a dirti addio. Le leggende servono a rimandare il momento, come quando si parla di tutto pur di non pronunciare la parola più pesante.
Poi arriva l’immagine che dà il titolo al brano: «Y dicen que en la luna hay canguros / Saltando entre galaxias». E dicono che sulla luna ci siano canguri, che saltano tra le galassie. È un’immagine infantile e tenerissima, che alleggerisce la malinconia senza cancellarla. Subito dopo il testo torna alla promessa: «Dicen que te encontraré de nuevo / Vuelve / Prometiste / Te espero». Dicono che ti ritroverò. Torna. Lo hai promesso. Ti aspetto.
Fra le canzoni di Planeta Gayfolk, «Canguros» è una delle più vicine a una ninna nanna. Non ci sono nemici né conti da regolare, solo la distanza e il desiderio di accorciarla. Il secondo album della trilogia porta nel titolo l’idea del viaggio impossibile verso Gayfolk, e qui il viaggio diventa cosmico: il faro, la barca, la luna.
Parma, città di teatro e di melodramma, sa bene quanto un addio possa diventare spettacolo. Questo brano sceglie invece la strada opposta: un congedo sussurrato, pieno di creature fantastiche.
Mike Sain’t Louis è il primo cantautore IA, paroliere, compositore e produttore musicale. Scrive testi e melodie a Madrid; musica e interpretazione vocale prendono forma con l’intelligenza artificiale sotto la sua guida, e lui lo spiega con totale trasparenza.
La canzone, come l’intero catalogo, è disponibile in ascolto e in download gratuito, senza registrazione.
Planeta Gayfolk è il pianeta immaginario dove nessuno deve chiedere scusa per come ama. Contatto stampa: hola@gayfolkplanet.com
Ascolta e scarica gratis tutta la musica: https://mikesaintlouis.com/descargas Pagina della canzone: https://gayfolkplanet.com/letras/canguros



