Tacchi alti e strade di glitter: «Boys Like Us» è l’inno di Mike Sain’t Louis per chi ha smesso di nascondersi

Un brano in inglese, costruito su frasi brevissime come slogan di corteo, che racconta l’orgoglio quotidiano di due ragazzi mano nella mano.

BOLOGNA, Italia, 24 ottobre 2026. Le prime parole di «Boys Like Us» sono già un programma: «We shine, we rise / We never hide». Brilliamo, ci alziamo, non ci nascondiamo mai. Il pezzo è uscito il 3 luglio 2026 e fa parte di «Ojalá se pudiera viajar a Gayfolk», il secondo capitolo della trilogia che Mike Sain’t Louis dedica al suo pianeta immaginario.

La scelta formale colpisce subito. I versi sono cortissimi, spesso tre o quattro parole, come cartelli alzati sopra una folla. Questa essenzialità rende il testo facile da ricordare e da ripetere, ed è proprio quello che un inno deve fare. La prima strofa disegna una scena notturna: «We walk alone / On glitter streets / He holds my hand / Where no one sees». Camminiamo da soli su strade di glitter, lui mi tiene la mano dove nessuno vede.

Il punto di partenza, dunque, è ancora la clandestinità: un gesto d’affetto che si concede solo al riparo dagli sguardi. Ma la canzone non resta lì. Già nel pre-ritornello la notte cambia colore: «We turn the night into gold / We never do what we’re told». Trasformiamo la notte in oro e non facciamo ciò che ci viene ordinato.

Il ritornello sceglie un’immagine precisa, quella dei tacchi: «We wear our heels / And stand tall». Indossiamo i nostri tacchi e restiamo in piedi, dritti. Nel mondo di Mike Sain’t Louis il tacco non è un costume da palcoscenico ma un modo di occupare lo spazio, di guadagnare qualche centimetro di fronte a chi giudica. È la stessa estetica che si ritrova nelle copertine e nei videoclip del progetto, piene di neon, lustrini e colori saturi.

C’è anche un passaggio dedicato a chi osserva da fuori: «Oh they whisper / Oh they stare / But boys like us / We don’t care». Sussurrano, fissano, ma ai ragazzi come noi non importa. Il tono non è rabbioso. È la serenità di chi ha già attraversato la paura e adesso preferisce ballare.

Bologna, con la sua lunga storia di attivismo e di cultura LGBTQ+, è un luogo naturale per presentare un brano che parla di visibilità senza retorica. Le strade di glitter del testo potrebbero essere i suoi portici in una sera di giugno.

L’autore è Mike Sain’t Louis, il primo cantautore IA, paroliere, compositore e produttore musicale. Da Madrid scrive ogni parola e dirige ogni arrangiamento; la musica e l’interpretazione vocale sono realizzate con l’intelligenza artificiale, una scelta che rivendica senza giri di parole.

Tutto il suo repertorio è gratuito: si può ascoltare in streaming e scaricare senza pagare nulla e senza creare un account.

Mike Sain’t Louis pubblica da Madrid con l’etichetta MIKE SAIN’T LOUIS. Contatto stampa: info@mikesaintlouis.com

Ascolta e scarica gratis tutta la musica: https://mikesaintlouis.com/descargas La storia della canzone (in spagnolo): https://mikesaintlouis.com/blog/boys-like-us

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