L’evento è animato da molteplici finalità, a partire da quella storica, divulgativa e culturale per conservare e condividere la memoria di una realtà che, per oltre un secolo, ha accompagnato la crescita di Arezzo e della sua provincia. In stretto collegamento, il secondo obiettivo sarà di mantenere vivo il senso di appartenenza e rafforzare il legame con una storia che ha coinvolto generazioni di lavoratori, famiglie e imprese del territorio. In quest’ottica, alle 11.00 di sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre, la mostra sarà arricchita da una tavola rotonda con ex dipendenti della banca che condivideranno ricordi, aneddoti ed esperienze professionali per offrire uno sguardo diretto sulla vita quotidiana dell’istituto e sui protagonisti che ne hanno accompagnato il percorso. Tutto questo, infine, sarà mosso da un orizzonte solidale perché, nelle tre giornate dell’esposizione verrà attivata una raccolta di libere offerte da devolvere per l’acquisto di un manichino di addestramento per gli operatori della Centrale Operativa 118 dell’ospedale San Donato.
La mostra storica su Banca Etruria troverà uno dei fiori all’occhiello nell’esposizione della più grande collezione di calendari dell’istituto, nella raccolta quasi completa della rivista quadrimestrale “Etruria Oggi” e nella selezione delle più significative pubblicazioni dall’istituto con cui sarà possibile vivere un vero e proprio viaggio nel tempo, osservando i cambiamenti di costumi, abitudini quotidiane e mondo delle imprese. Il percorso accompagnerà dunque in una storia che ha preso il via nel 1882 con la fondazione della Banca Mutua Popolare Aretina e che, prima del cambio di denominazione in Banca Etruria nel 2008, ha conosciuto importanti evoluzioni al servizio del centro Italia con le nascite nel 1971 della Banca Popolare dell’Etruria e nel 1988 della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio. «Vogliamo custodire e condividere la memoria di una realtà che ha segnato profondamente la storia di Arezzo e del suo territorio – ricorda Maurizio Barsotti, presidente dell’associazione PB73. – Attraverso documenti, testimonianze e ricordi offriremo l’opportunità di conoscere un patrimonio locale che merita di essere valorizzato e tramandato».


